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Lutto nel nuoto calabrese: è morto il reggino Michele Rossetti, “l’aliscafo umano”

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E’ morto il reggino Michele Rossetti, “l’aliscafo umano”, capace di tantissime imprese in mare

Addio ad un mito del nuoto calabrese: è morto il reggino Michele Rossetti, chiamato l'”aliscafo umano”. Ha cominciato la sua carriera di sportivo giovanissimo, nella città dello Stretto. Una passione, quella del mare, che lo ha visto protagonista di tante imprese straordinarie. Cimentandosi da sempre in sport subacquei, ottiene il primo grande risultato nel 1968 quando compie la traversata, in immersioni “sub”, dal porto di Messina e quello di Reggio Calabria (km 16), in 3 ore e 33 minuti effettuando 4 cambi di bombole. Nel 1969 Rossetti comincia a cimentarsi in competizioni di nuoto pinnato in superficie, stabilendo ben presto dei primati: la traversata Torri del Benago-Salò (Lago di Garda) di 20 km in 4 ore, 1 minuto e 14 secondi nel ‘73; la Punta Faro-Cannitello di 4 km in 28 minuti e 29 secondi nel ‘74 e la traversata isola Vucano-Milazzo di 30 km in 7 ore e 30 minuti nel ‘75. Nel ‘78 Michele Rossetti compie la sua più lunga traversata mai effettuata fino ad allora, la Taormina-Reggio Calabria, percorrendo la distanza di 60 km in 14 ore 11 minuti e 20 secondi. Nel 1980, all’età di 47 anni, il campione Rossetti decide di fare qualcosa che nessuno aveva mai tentato di fare. Vuole stabilire il nuovo record mondiale sulla combinata distanza-tempo; la Reggio Calabria-Catania di ben 110km. Nonostante le correnti forti di quel giorno, 4 agosto 1980, il campione Rossetti decide di partire. Il percorso è lungo e Rossetti non si scoraggia ma continua a sfidare un mare impetuoso. Così dopo 30 ore giunge finalmente a Catania. Ad accoglierlo una folla enorme che riempie il molo. Rossetti ha vinto. Il 22 agosto dell’85 corona il suo sogno: la traversata della Manica. Stabilisce il nuovo primato, 45 km da Calais (Francia) a Dover (Inghilterra) in 9 ore e 37 minuti. “Solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare”. Buon viaggio campione, vola alto nei cieli!