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Reggio Calabria sempre più triste e abbandonata: così sarà l’ennesima estate di promesse e rimpianti | FOTO e VIDEO

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Il viaggio di StrettoWeb in mezzo al degrado e all’incuria: non abbiamo documentato tutto, proprio tutto tutto, ogni angolo della città, per farlo non basterebbe un libro. In questo articolo vogliamo far parlare le immagini, per quanto possibile, che valgono più di ogni parola…

Cantieri aperti, transenne, recinzioni varie, luoghi abbandonati e vandalizzati, sporcati, imbrattati, sporcizia, odore maleodorante. Se bastassero poche parole per descrivere il punto più basso di Reggio Calabria, eccolo qui sopra. Ci sono le foto nella gallery in alto e poi, subito sotto, il rigo più cinico e sintetico possibile che potessimo scrivere. Reggio Calabria si appresta, ahinoi, a vivere l’ennesima estate di “stiamo per”, di “non possiamo per ora”, di “aspettiamo i fondi”, di “ancora un po’ di pazienza”, di “stanno per arrivare le somme stanziate”, di politichese insomma. E trascorrerà l’ennesima stagione estiva – quella del divertimento, del turismo, quella che insomma fa gola a città come Reggio – con un pugno di mosche in mano. Così, dopo il viaggio di StrettoWeb in mezzo ai rifiuti, ecco quello tra le opere che rimangono incompiute da anni, tra quelle annunciate in pompa magna e mai realizzate, tra quelle che un tempo “furono” e che ora “muoiono”, tra quelle lasciate libere di conoscere il proprio destino, un destino triste e degradante.

Non abbiamo documentato tutto, proprio tutto tutto, ogni angolo della città. Per farlo non basterebbe un libro. Eppure un libro, qualche anno fa, il Sindaco l’aveva realizzato e c’aveva messo dentro tutto quello che la sua Amministrazione aveva compiuto nel tanto nominato “primo tempo”. Che però si era concluso sul clamoroso 0-3. L’arbitro, poi, è scomparso, e non ha ancora fischiato l’inizio della ripresa. Sì, perché nel libro si esalta il Parco Lineare Sud (è tutt’ora un cantiere aperto, al di là degli annunci o delle solite rassicurazioni di qualche componente della Giunta, e sono state recintate zone prima fruibili, come la collinetta nei pressi della foce del Calopinace) e il Ponte Calopinace, che dovrebbe collegare – si vocifera per questa estate – proprio il Parco al Tempietto. Sì, a proposito di Tempietto. E’ sempre il solito, lì abbandonato. Le immagini in alto parlano da sole: totale incuria, sterpaglie, sporcizia. E poi nel libro si esalta il Ponte Fiumarella a Pellaro (è fermo da anni, non agibile), il campo di Archi (la società calcistica si è sfogata qualche giorno fa per lo stato di totale abbandono della struttura dopo la sua inaugurazione) e quello di Ciccarello (i lavori erano cominciati ma poi si sono improvvisamente bloccati). E si nomina l’Aeroporto e si parla del Miramare, su cui è inutile andare nel dettaglio perché le vicende sono ben note.

Ma non vogliamo stare qui a parlare del libro, non è quello l’obiettivo. In questo articolo vogliamo far parlare le immagini, per quanto possibile, che valgono più di ogni parola. Le immagini parlano anche di un centro storico che, a dispetto di uno stato decisamente migliore rispetto alle periferie, vede un Tapis Roulant ancora – oltre che incompleto – inspiegabilmente fermo, vede dei bagni pubblici (quelli all’Arena) abbandonati, sporchi e puzzolenti (purtroppo, la puzza non si può fotografare) e vede (ma è meglio non vedere) lo stato del Lido Comunale. E non dimentichiamo la fontana del Waterfront, zampillante esattamente un anno fa, nel giorno dell’inaugurazione, e adesso sporchissima, tanto che qualcuno sui social l’ha rinominata “Waterfogn”. Per non parlare poi, spostandosi a Sud o a Nord, della struttura Girasole (sabato è divampato un incendio), del Ristorante Oasi o del Lungomare di Gallico. Tutto questo, tutto ciò che è stato documentato, da anni è oggetto sempre della solita litania: “i fondi sono stati stanziati, arriveranno, vediamo, facciamo”. Poi però non ci sono, i lavori non iniziano o si fermano, il tempo passa, le strutture vengono abbandonate o vandalizzate (e servono poi altre risorse per rimetterle a nuovo), oppure ancora meglio vengono annunciate e inaugurate, senza un seguito (vedi campo Archi) o senza la giusta manutenzione (vedi Waterfront, spesso senza illuminazione o con lo stato di degrado della fontana sopracitata). Succede questo da anni. E fotografare, documentare, non è di certo gratificante. Forse è meglio filmare Reggio dall’alto: lo abbiamo fatto, qualche mese fa, ed è tutta un’altra storia…

In alto la fotogallery con oltre 60 immagini abbastanza eloquenti e significative. Di seguito, invece, un video che percorre alcune zone sopradescritte.

Dal Parco Lineare al Lido Comunale: viaggio nella Reggio Calabria abbandonata | VIDEO