Categoria: CALABRIANEWSREGGIO CALABRIA

Reggio Calabria: il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza una conversazione sul tema dell’anatomia archeostatutaria

Continuano le conversazioni a cura del Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria

Venerdì 13 maggio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema dell’anatomia archeostatutaria. Nel corso della nuova conversazione culturale, organizzata dal sodalizio organizzatore reggino, parteciperà, in qualità di relatore, il prof. Riccardo Partinico (Direttore del Laboratorio di Anatomia Archeostatutaria di Reggio Calabria”. Il gradito ospite del sodalizio organizzatore reggino andrà ad analizzare diversi aspetti della Scienza che studia la postura, la gestualità e i muscoli -visibili- delle statue antiche. L’Anatomia Archeostatuaria è la Scienza che studia la postura, la gestualità e i muscoli -visibili- delle statue antiche, che, per fisionomia, somatometria o gestualità tecnica, possono essere Atleti dell’antica Grecia. Lo scopo dell’Anatomia Archeostatuaria è quello di risalire alla specialità sportiva praticata dal soggetto analizzato e di individuare gli attrezzi sportivi, le armi e gli utensili che gli stessi Atleti, presumibilmente, hanno adoperato per praticare le loro attività sportive. L’Anatomia Archeostatuaria, per le proprie ricerche, tiene in considerazione le leggi scientifiche dell’Anatomia Umana, lo studio della morfologia muscolare e della somatometria dei distretti muscolari, i gesti tecnici delle discipline sportive praticate nell’antica Grecia, le tecniche belliche adoperate dagli eserciti e qualsiasi altro indizio che possa consentire il raggiungimento degli scopi. L’Anatomia Archeostatuaria nasce dall’esigenza di fornire ai Ricercatori, agli Archeologi ed agli Studiosi di Storia dell’Arte i dati tecnico-scientifici, che, per questioni legate ad ambiti culturali, non rientrano nel loro percorso di formazione professionale. Dimostrazione concreta di questa lacuna è l’errata interpretazione dei gesti attribuiti dagli studiosi di Storia dell’Arte a numerose statue di bronzo ritrovate nell’ultimo secolo e custodite nei più importanti Musei del mondo. L’Anatomia Archeostatuaria si fonda su tre fasi di studio:

1) ANALISI INTERPRETATIVA;

2) RISCONTRO TECNICO;

3) COMPARAZIONE ARCHEOLOGICA.

ANALISI INTERPRETATIVA: E’ scientificamente provato che la forma, le proporzioni ed il volume dei muscoli del corpo umano sono costanti e che le variazioni di volume dei muscoli si possono avere per ipertrofia o ipotrofia. L’ipertrofia è l’aumento di volume di un muscolo in seguito ad attività atletiche o ad attività necessarie per la propria esistenza. L’ipotrofia, invece, è la diminuzione di volume di un muscolo per sedentarietà. I muscoli del corpo umano si sviluppano in maniera caratterizzante a seconda dell’allenamento fisico e delle tecniche eseguite, costantemente, nelle diverse discipline sportive. Pertanto, l’ipertrofia dei muscoli del corpo umano “disegna” la fisionomia di un Atleta. Infatti, un maratoneta presenta una forma muscolare diversa da un lanciatore di peso ed è anche vero che un lottatore appare fisicamente diverso da un karateka, pur praticando entrambi sport di combattimento. Il Docente di Scienze Motorie e Sportive, attraverso l’analisi somatometrica, l’osservazione dei particolari posturali, può redigere la sua analisi interpretativa.

RISCONTRO TECNICO: Se il Ricercatore, nell’ambito dei suoi studi su una statua, è nelle condizioni di poter osservare o riconoscere il particolare di un gesto tecnico, la percentuale di errore, per risalire al tipo di attività esercitata da un Atleta nell’antica Grecia, si riduce al minimo.

COMPARAZIONE ARCHEOLOGICA: Ricercando statue e raffigurazioni su vasi, piatti, mosaici, ecc. risalenti allo stesso periodo della statua analizzata, si riesce a confrontare l’esito degli studi ed a trovare conferme o smentite. Nell’anno 2007 ha ideato e codificato un metodo di studio e ricerca, denominato “Anatomia Archeostatuaria”, con lo scopo di interpretare il vissuto dei muscoli visibili delle statue per risalire alla disciplina sportiva praticata dal personaggio rappresentato. Riccardo Partinico ha studiato e analizzato numerose opere e sono riuscito a risalire a scoperte inimmaginabili: lo sport praticato dai “Bronzi di Riace”, il Pancrazio, l’impugnatura utilizzata dagli Opliti greci per maneggiare e trasportare la lancia, l’effetto giroscopico del giavellotto prodotto dall’ankùle (laccio di cuoio, cfr. il latino améntum) durante il lancio con la particolare postura delle prime tre dita della mano, e altre interessanti particolarità. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 13 maggio.