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Elezioni Comunali Messina, Bisignano: “no alla demokratura in salsa peloritana” | INTERVISTA

Michele Bisignano- palazzo zanca

Messina: le imminenti elezioni comunali stanno creando un’enorme dibattito in città. Michele Bisignano parla di Salvini, De Luca, Basile e del rifiuto della “demokratura in salsa peloritana”

Michele Bisignano, già assessore della Provincia di Messina, oggi è animatore del gruppo di iniziativa civica “Rispetto Messina”: grazie alla sua esperienza ultradecennale, è tra i maggiori conoscitori delle dinamiche politiche e sociali dell’Area dello Stretto. In una chiacchierata ai microfoni di StrettoWeb, ci ha parlato delle imminenti elezioni comunali e ha commentato il clima politico che si respira in città con particolare riferimento all’alleanza di Basile-De Luca appoggiata da Salvini e al rifiuto della “demokratura in salsa messinese

Cosa pensa dell’alleanza tra Salvini e De Luca-Basile?

“In una recente presa di posizione del gruppo civico “Rispetto Messina” veniva anche fatto riferimento a vari “convitati di pietra” che aleggiavano dietro le quinte sulla competizione elettorale cittadina. Uno di questi si è appalesato in maniera arrogante e tracotante , come è nel suo non stile. Difatti l’on. Salvini, leader di quella Lega che cerca di mimetizzarsi “sotto mentite spoglie” per carpire consensi e continuare ad ingannare le popolazioni del Meridione dopo decenni di insulti ed attacchi, ha affermato testualmente che, grazie alla alleanza del suo partito con la coalizione dell’ex Sindaco De Luca, “vinceremo al primo turno”. Ne deriva che i cittadini e le cittadine messinesi che voteranno per la coppia Basile-De Luca o De Luca-Basile (tanto invertendo i fattori il prodotto non cambia) faranno vincere anche Salvini, e la sua Lega, che dirà di aver conquistato anche la città di Messina”.

Quindi lo reputa un accordo incoerente?

“C’è un altro aspetto singolare di questo strano accordo, concretizzatosi dopo vari attacchi reciproci fra i contraenti, perché l’ex Sindaco, come è noto, intende candidarsi a “sindaco di Sicilia” (termine quanto mai inappropriato per definire il Presidente-Governatore di una Regione a Statuto Speciale Autonomista) per “liberare” la Sicilia stessa da coloro che l’avrebbero portata al sottosviluppo ed alla sudditanza. Ma, stranamente ed incoerentemente, a Messina, dove, è bene ricordarlo perché se ne parla poco, il Sindaco eletto sarà anche il Sindaco della Città Metropolitana, si allea con quel partito che, oltre ai comportamenti degli anni passati, porta ancora avanti e vuole fare approvare quella legge sulle “autonomie regionali differenziate”, voluta fortemente dalle regioni settentrionali, che finirebbe con il fare aumentare le sperequazioni ed il divario fra regioni del Nord e regioni del Sud”.

Come sta andando la campagna elettorale a Messina?

“Penso che non sono stati ancora evidenziati nel modo dovuto altri due aspetti particolari ma importanti che stanno caratterizzando questa competizione elettorale amministrativa. Difatti ci sono candidati a Sindaco della città scelti da soggetti politici o civici facenti parte di coalizioni presentare o scegliere i componenti della Giunta con i quali dovranno collaborare per la gestione del Comune, ad eccezione, però, del candidato che è stato “prescelto” per “investitura” che vive una condizione di “autonomia sospesa” in quanto ha presentato gli stessi componenti della Giunta dimissionaria e con le stesse deleghe, limitandosi così a svolgere un ruolo di esecutore su mandato, che è in stridente contraddizione con la funzione di un Sindaco eletto direttamente dai cittadini, con la conseguenza che si potrebbe avere un sindaco con scarsa autonomia operativa con una giunta amministrativa formata da assessori che hanno già dimostrato in precedenza di non avere autonomia di azione e di iniziativa, e che risponderanno tutti ad un unico “dominus”.

Cosa pensa di De Luca candidato a presidente del consiglio comunale?

“Un altro argomento, che andrebbe approfondito nel corso della campagna elettorale, riguarda la potenziale prospettiva di una deriva involutiva delle istituzioni comunali. Perché oltre al candidato a sindaco del movimento Sicilia Vera e dei suoi alleati, nella stessa proposta viene inserita anche, con un trucchetto comunicativo, la candidatura per la elezione del presidente del Consiglio Comunale dello stesso ex Sindaco De Luca, pur sapendo che la legge non prevede la elezione diretta per questo ruolo. Ex Sindaco che , però , ha caratterizzato il suo modo di relazionarsi con il Consiglio Comunale mediante continui tentativi di minimizzazione prima e di criminalizzazione mediatica dopo del ruolo e dell’operato di tale fondamentale organismo, arrivando spesso ad insulti, dileggi ed offese personali ,dimostrando così di non accettare e tollerare la dialettica democratica. Ed è noto che più volte De Luca ha annunciato l’intenzione di volere modificare il regolamento del Consiglio Comunale e lo Statuto del Comune che, secondo la sua distorta visione, darebbero troppo spazio e troppi poteri all’organismo che è eletto direttamente dai cittadini messinesi e non nominato ,per trasformarlo in una sorta di organismo ratificatorio tipico di certe “democrazie illiberali” svilendo le funzioni di indirizzo programmatori o e di controllo statuite dalla legge. Se ciò dovesse verificarsi verrebbe esercitato un controllo assoluto correlato anche alla annunciata limitazione degli istituti e dei meccanismi di “partecipazione attiva”. Avremmo così (secondo la definizione della Treccani) una sorta di “regime politico-amministrativo improntato alle regole formali della democrazia ma ispirato nei comportamenti ad un autoritarismo sostanziale”. Cioè una “demokratura” stavolta “in salsa peloritana”.