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Lido Comunale e Piazza De Nava: due facce di una città “che va al contrario”

piazza de nava lido comunale

Un cittadino avanza una considerazione personale per mettere in evidenza quella che sembrerebbe un’incoerenza nelle scelte delle istituzioni reggine

A Reggio Calabria “buona parte, se non tutto, muove al contrario”. E’ questa la considerazione che un cittadino rivolge alla redazione di StrettoWeb, riferendosi alle condizioni di degrado del Lido Comunale e ai lavori di modifica di Piazza De Nava. Il lettore fa notare quella che per lui è una evidente incoerenza: mentre per il primo luogo è tutto fermo perché considerato “struttura storica”, per il secondo invece pare si voglia andare diretti e spediti nelle operazioni di restyling. Di seguito il pensiero del cittadino riportato integralmente:

“Gent.le direttore, 

in questa città buona parte, se non tutto, muove al contrario.

Leggo dai giornali di una sovrintendenza ferma e severa nel voler operare un intervento meramente conservativo del lido comunale in quanto, si dice, struttura storica.

Al contrario, per piazza De Nava uno stravolgimento ci starebbe tutto, sempre per la sovrintendenza, in tal caso ferma, ma al contrario.

Quindi abbiamo, una (presunta) struttura storica, ma ridotta nei fatti a discarica, a volte alcova e ricettacolo di sbandati, che anche uno studente dell’istituto per geometri capirebbe che sarebbe il caso di demolire e ricostruire, magari con meno cemento e più “natura” sul mare, che invece è da conservare; dall’altro lato, invece, una piazza, davvero storica, che però bisogna demolire completamente per farvi una spianata con l’ennesima fontana asciutta (però ci si possono gettare carte, cartacce, lattine, mozziconi di sigaretta etc.) in una città con problemi di fornitura idrica anche in inverno.

Lascio le conclusioni a chi legge e spero che legga qualche così detto rappresentante delle istituzioni o della cittadinanza e che abbia un moto di orgoglio, ricordandosi che i cittadini vanno ascoltati, non semplicemente amministrati o, peggio, governati.

Cordiali saluti”.

P. Giacomazzi.