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Guerra Ucraina, De Benedetti: “finirà così. Cina il vero pericolo, attenzione a seguire gli USA…”

Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Carlo De Benedetti analizza l’attuale situazione della guerra in Ucraina: l’Europa rischia nel seguire gli interessi degli USA alimentati dalle armi. Attenzione alla questione fra Cina e Taiwan

Io parto da due pietre miliari. La prima: non giustifico Putin; lo detesto. Putin è un criminale e un ladro, che con altri trenta ladri ha rubato la Russia ai russi. La seconda: sono e sarò eternamente grato agli angloamericani per averci liberati dal nazifascismo. Ma oggi noi europei non abbiamo alcun interesse a fare la guerra a Putin“. È questo il giudizio che Carlo De Benedetti dà in merito alla guerra in Ucraina nel corso di una dettagliata intervista a “Il Corriere della Sera”. Un’analisi lucida quella dell’imprenditore che punta il dito contro Putin, ma spiega come l’Europa non debba seguire gli Stati Uniti in una guerra che non è la sua: “la colpa è di Putin. Ma gli interessi degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito da una parte, e dell’Europa e in particolare dell’Italia dall’altra, divergono assolutamente. Se Biden vuol fare la guerra alla Russia tramite l’Ucraina, è affar suo. Noi non possiamo e non dobbiamo seguirlo“.

La contrarietà all’invio delle armi in Ucraina

De Benedetti si è detto contrario all’invio delle armi in Ucraina, scelta sbagliata se si vuole fermare la guerra. Ma siamo sicuri che l’obiettivo sia realmente questo? “Biden ha fatto approvare al Congresso un pacchetto di aiuti da 33 miliardi di dollari, di cui 20 in armi: una cifra enorme, per un Paese come l’Ucraina. Questo significa che gli Stati Uniti si preparano a una guerra lunga, anche di un anno. Per noi sarebbe un disastro. Se le armi servono a fermare le atrocità contro la popolazione ucraina? No: l’unico modo per fermare le atrocità è trovare una soluzione negoziale. Ma davvero pensiamo ancora di poter esportare la democrazia con le armi? Gli americani ci hanno già provato. Si sono inventati le armi di distruzione di massa per giustificare la guerra in Iraq. Ebbene: non funziona. La democrazia si esporta con il successo sociale ed economico delle società organizzate democraticamente. Non con le armi“, ha dichiarato l’imprenditore.

Il problema della Nato

Nato uguale USA? Ma gli interessi degli USA non sono gli stessi dell’Europa, in particolar modo in merito alla guerra in Ucraina. “La Nato è sorta in un contesto completamente diverso: non esisteva l’Unione Europea; non era sulla scena la Cina. Dobbiamo essere grati alla Nato per il ruolo svolto durante la Guerra fredda; ma ora non ha più senso. – sottolinea De BenedettiLa Corea del Sud chiede di entrare nella Nato: ma cosa c’entra con l’Alleanza atlantica? Serve un esercito europeo. E siccome per avere una forza di difesa occorrono dieci anni, bisogna prendere quella che già c’è. A questo punto, tanto vale che gli Stati Uniti escano dalla Nato, e che gli europei assumano la responsabilità della propria sicurezza. Oggi l’Europa va in ordine sparso: la Francia investe 80 miliardi di euro sui super bombardieri Rafale, la Germania annuncia il riarmo da cento miliardi. Ma l’Europa ha un interesse comune: fermare la guerra, anziché alimentarla. Se gli Usa vogliono usare l’Ucraina per far cadere Putin, che lo facciano. Se i russi vogliono Putin, che se lo tengano. Cosa c’entriamo noi?“.

Come finirà la guerra e qual è il “vero pericolo”?

Questa guerra non la può vincere nessuno. – spiega De Benedetti Non la può vincere Zelensky. Ma non la può vincere neppure Putin, perché gli Usa vogliono a tutti i costi che perda. L’unica soluzione è un compromesso. L’Ucraina perderebbe i territori russofoni e russofili, e avrebbe in cambio la garanzia americana e britannica di pace e prosperità“.

Una soluzione del genere darebbe però vita a un precedente che Putin potrebbe sfruttare, ogni qual volta volesse, per ambire a nuove conquiste. “La Russia ha 140 milioni di abitanti e un Pil, tolte le risorse energetiche, inferiore a quello della Spagna. – chiarisce De BenedettiPensavamo avesse almeno l’esercito; che ha dato prova di un’inefficienza spaventosa. Un amico che lavora al Pentagono mi ha raccontato che Putin, dopo aver perso 600 carri armati in due giorni, ha cominciato a dare ordini direttamente ai comandanti sul terreno: è saltata la catena di comando. Disorganizzazione assoluta. La Russia è ridotta a sparare missili; ma le guerre non si vincono con i missili, si vincono con la fanteria. Tutti sappiamo bene che non è la Russia il vero pericolo. Per gli americani il vero pericolo è la Cina. È come quando Atene capì che, con l’ascesa di Sparta, la guerra era inevitabile. Allo stesso modo, il confronto tra gli Stati Uniti e la Cina è inevitabile. La Cina attaccherà Taiwan? Dipende anche da come finirà in Ucraina“.