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Messina, Puli-AMO denuncia: “facciata del Duomo e Fontana di Orione perdono pezzi”

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I volontari dell’Organizzazione no profit denunciano il pessimo stato di due elementi artistici tra i più importanti della città di Messina

Dalla faccia del Duomo di Messina cedono alcuni elementi decorativi in marmo. E’ quanto denuncia l’associazione Puli-AMO Messina tramite le proprie pagine social. L’Organizzazione no profit che opera per il rispetto dell’ambiente e dei luoghi culturali nella città dello Stretto si è mobilitata per mettere in luce questa grave situazione. “A determinare i costanti crolli, i materiali di costruzione impiegati per il recupero dei beni danneggiati dal terremoto del 28 dicembre 1908 – si legge nella nota – . La Cattedrale venne infatti rinforzata con pilastri e travi in calcestruzzo armato, materiale innovativo dalle notevoli caratteristiche antisismiche. Una volta completata la struttura portante, le opere d’arte e i rivestimenti sono stati meticolosamente ricollocati al loro posto, in un processo chiamato “anastilosi”. Solo in seguito si scoprì quanto il calcestruzzo armato fosse pericoloso per opere così fragili e antiche. La mancata manutenzione di questo materiale causa infatti infiltrazioni d’acqua che, a contatto con il metallo, ne determina in quest’ultimo un aumento di volume che spinge e spacca gli elementi decorativi. Sorte analoga vivono il portale maggiore del Duomo e le decorazioni in cemento armato sui fianchi della Cattedrale e del Campanile”.

Ma il caso più emblematico in città rimane quello della Fontana di Orione: “sopravvissuta al sisma del 1908, è stata restaurata assemblando i frammenti originali su un plinto centrale realizzato in cemento e ferro. L’azione costante dell’acqua ha gradualmente corroso la malta in polvere di marmo che legava insieme i numerosi elementi lapidei. Le fratture hanno quindi permesso all’acqua di raggiungere gli elementi metallici che, dilatandosi, hanno letteralmente spaccato i marmi rendendo instabile l’intera opera. Come fare per non perdere la nostra memoria, che giornalmente continua a perdere pezzi? La tutela e la manutenzione costante, che può scongiurare il declino – spesso irreversibile – delle nostre opere d’arte”.