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Il discorso di Putin al V-Day: “la Seconda Guerra Mondiale non deve ripetersi. La Nato ha altri piani”

Vladimir Putin Foto di Sergey Guneev / Ansa

Il discorso di Vladimir Putin al V-Day: il leader russo allontana l’ipotesi di una nuova Seconda Guerra Mondiale, ma sottolinea come la Nato abbia “altri piani”

Fare di tutto affinché l’orrore di una guerra globale non si ripeta“. Ci si aspettavano toni differenti nel discorso pronunciato da Vladimir Putin al V-Day, la giornata in cui si celebra la vittoria sul nazismo e lo sforzo bellico della Russia durante il secondo conflitto mondiale. A tal proposito, Putin ha voluto allontanare l’ipotesi che si assista a una nuova Guerra Mondiale: “nonostante tutti i disaccordi nelle relazioni internazionali, la Russia ha sempre sostenuto la creazione di un sistema di sicurezza uguale e indivisibile, un sistema vitale per l’intera comunità mondiale” ha dichiarato Putin nel suo discorso alla Piazza rossa, dove i rintocchi dell’orologio della Torre Spasskaya hanno dato il via alla parata del 9 maggio.

Nessun annuncio trionfale in merito alla guerra in Ucraina, nè alcun riferimento catastrofico alla guerra totale. Evitato anche il passaggio dell’aviazione sopra la Piazza Rossa, con una formazione dei Mig a forma di lettera latina “Z”, simbolo ormai dell’invasione russa dell’Ucraina. Ufficialmente le condizioni atmosferiche non l’hanno permesso.

Putin ha ricordato l’eroismo dei soldati sovietici impegnati nella Seconda Guerra Mondiale, paragonando lo sforzo bellico in Ucraina a quello dell’Unione Sovietica contro Adolf Hitler nel 1941. “La difesa della Patria, quando il suo destino è stato deciso, è sempre stata sacra” ha detto Putin, rivolgendosi ai militari: “state combattendo per il nostro popolo nel Donbass, per la sicurezza della nostra Patria“. “Il nostro dovere è conservare la memoria di coloro che hanno schiacciato il nazismo” ha detto Putin. “La Russia ha sempre sostenuto la creazione di un sistema di sicurezza uguale e indivisibile” ma secondo Putin “i paesi della NATO non volevano ascoltarci, il che significa che, in realtà, avevano altri piani e si vede“. Da sottolineare infine la frecciata ai paesi alleati degli Usa, definiti “satelliti”, disposti “a ingoiare tutto“.