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Covid: gli Under 60 vaccinati si infettano più dei pari età “no vax”

vaccino terza dose acr messina

Il quotidiano La Verità ha fatto notare che il trend si è invertito ormai da diverse settimane e “lo conferma l’ultimo report dell’Iss, che registra le diagnosi di Covid tra l’8 aprile e l’8 maggio”

“I numeri dell’Iss demoliscono la corsa al vaccino. I dati dell’Istituto confermano la tendenza: sotto i 60 anni, chi ha fatto il ciclo completo si infetta di più dei renitenti alla siringa. Per loro il booster è inefficace. Mentre per tutti gli under 40 l’incidenza dei sintomi gravi è in discesa. Perché inocularli ancora?”. Inizia con questi dubbi l’articolo pubblicato oggi dal quotidiano La Verità, che mette in risalto i dati pubblicati dall’Istituto Superiorità di Sanità. In proporzione sono più contagi tra i vaccinati che tra i non vaccinati, e stavolta non si tratta del famoso “paradosso di Simpson”: “il paragone non è tra numeri assoluti, bensì tra tassi d’incidenza ogni 100.000 abitanti. È una tendenza evidente ormai da diverse settimane, confermata dall’ultimo report dell’Iss, che registra le diagnosi di Covid tra l’8 aprile e l’8 maggio”.

I dati Iss spiegano che gli Under 60 hanno più probabilità d’infettarsi se si sono sottoposti all’iniezione da meno di quattro mesi, o addirittura se hanno ricevuto il booster da oltre 120 giorni, o se non si sono mai recati negli Hub appositamente allestiti. A modificare l’andamento delle statistiche è stata certamente la variante Omicron, che ha delle sequenze molto diverse rispetto al virus iniziale sul quale sono stati progettati gli attuali farmaci. Insomma, la situazione pandemica adesso è totalmente evoluta e di conseguenza dovrebbero cambiare anche le strategie dei governi. Da sottolineare il fatto che la terza dose sta ancora rappresentando uno scudo necessario per gli anziani, che non è poco se si considera l’alta contagiosità della variante predominante.

Il trend è completamente diverso se si osservano le statistiche riguardante la fascia 5-11 anni: “i bambini nella fascia 5-11 che hanno ricevuto le due dosi previste si contagiano quasi il 35% in più in confronto agli altri privi delle punture”, si legge ancora su La Verità. Il quotidiano, infine pone dubbi anche sul piano dell’aggiornamento dei farmaci: “il vaccino anti Omicron potrebbe arrivare a Omicron già soppiantata da altri ceppi; inoltre il trial di Big Pharma richiederà mesi. Inoculiamo lo stesso gli under 40, magari rispolverando anche il Green Pass?”. Un messaggio forte e chiaro nei confronti del ministro Roberto Speranza che dovrà dare risposte ai cittadini.