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Concorsi truccati alla “Mediterranea” e quei casi “più unici che rari”: denunce e retroscena scoperchiati dall’architetto Fazia

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Non solo gli esposti di Clara Stella Vicari Aversa, ci sono altri casi legati al sistema creato all’Università Mediterranea e venuti fuori con l’inchiesta Magnifica: ecco le denunce dell’architetto Celestina Fazia, messi in evidenza dall’associazione “Trasparenza e merito”

E’ con le denunce dell’architetto Clara Stella Vicari Aversa che si è scoperchiato quel sistema orchestrato per trasformare l’Università Mediterranea di Reggio Calabria in un feudo gestito dal Rettore e dai suoi fedelissimi. Secondo quanto emerso dall’inchiesta Magnifica, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, erano loro a decidere chi avrebbe dovuto vincere concorsi e dottorati. Doveva “mettersi in coda e aspettare il proprio turno” chi ad esempio per merito avrebbe dovuto vincere un assegno di ricerca o la cattedra universitaria. Un’ingiustizia vera e propria che ha spinto l’architetto messinese a fare ricorso al Tar, anche grazie ad altri casi conosciuti e messi in evidenza dall’associazione “Trasparenza e merito”.

“E’ stato quello il momento in cui ho capito che la sola via amministrativa non sarebbe mai stata sufficiente per ottenere giustizia – ha spiegato Vicari Aversa – . Poi si trattava pur sempre del mio mondo, l’Università dove mi ero formata, laureata, dove avevo insegnato e avevo molti rapporti umani e di amicizia. Non è facile fare questo passo ulteriore. Ma diventa questione di dignità personale”. Il sistema immorale anche nel 2019 era stato denunciato attraverso dei comunicati sul caso dall’architetto Celestina Fazia. Dopo l’incontro con l’associazione “Trasparenza e merito”, infatti, decise di denunciare tutto alla Procura di Reggio Calabria. Questo esposto, insieme a quello della collega messinese, ha aiutato gli inquirenti a scavare ancora più in fondo nelle aule dell’Ateneo reggino.

Concorsi alla Mediterranea, “qualcosa non va”: le denunce dell’architetto Celestina Fazia

Non è stato sempre facile dinanzi al Tar e al Consiglio di Stato, nei ricorsi ripetuti più volte, perché inizialmente per i giudici non era la commissione a sbagliare o l’Università a commettere errori. Eppure col tempo qualcosa ha finalmente iniziato a smuoversi. L’architetto Celestina Fazia partecipa al concorso per un posto da ricercatore a tempo indeterminato bandito nel 2011 dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ma nota qualcosa che non va: “il concorso viene espletato ma lasciato senza vincitore. All’epoca dei fatti, la Commissione (composta dai professori Alessandro Bianchi, presidente e membro interno, Cristina Treu e Roberto Mascarucci, membri sorteggiati del MIUR) si insedia, redige verbali, chiede la proroga ma non completa i lavori perché – scrive – “non riesce a individuare il vincitore”; cioè manca solo l’atto di nomina del vincitore. Un caso più unico che raro”.

Il Rettore, che all’epoca dei fatti era il professore Pasquale Catanoso, oggi sospeso e indagato nell’ambito dell’indagine “Magnifica”, non conclude la procedura e non risponde alle diffide di Fazia che chiede di applicare le norme del bando, cioè far concludere i lavori della Commissione. “La risposta è per lunghissimo tempo una: silenzio – spiega l’associazione “Trasparenza e merito”, ripercorrendo la vicenda – . Allora l’architetto presenta un ricorso avverso il silenzio e lo vince. Il Tar è molto chiaro: l’Università deve chiudere il procedimento nominando una Commissione di nuova composizione che stabilisca il vincitore. Ma il Rettore predispone un atto conclusivo in cui annulla gli atti dell’intera procedura. Esattamente il contrario di quanto stabilito dai giudici. La candidata ricorrente presenta un altro ricorso, stavolta per l’elusione del giudicato, e il Tar di Reggio Calabria le dà nuovamente ragione. Anche questa sentenza è chiarissima: l’Ateneo deve ottemperare, cioè deve costituire una nuova Commissione (una, non infinite!), concludere il procedimento con la nomina del vincitore entro 30 giorni, altrimenti si sarebbe insediato un Commissario ad Acta”.

L’Università, a questo punto, inizia la procedura di sostituzione ma prosegue con incredibile lentezza: “nel 2018, finalmente, l’Ateneo nomina la nuova commissione ma anche questa non chiude i lavori e così la candidata, esasperata, si rivolge all’Amministrazione universitaria per conoscere le decisioni che intende prendere. Il Rettore, dopo 4 mesi, le comunica che la Commissione è decaduta e che provvederà a sostituirla con una diversa. In realtà tale strategia era stata messa in piedi per ottenere l’annullamento del concorso. La candidata, nel frattempo, presenta un nuovo ricorso per chiedere l’insediamento del Commissario ad Acta. Il nuovo Rettore, il professore Marcello Zimbone, anche lui sospeso e indagato nell’ambito delle stessa indagine, a questo punto, nomina invece la nuova Commissione”. Sono questi i giorni in cui, nel 2019 Celestina, esasperata, si rivolge a Tra-Me e decide di denunciare tutto alla Procura della Repubblica. Nel frattempo il MUR attiva il potere di vigilanza, almeno così scrive il Ministero in una nota indirizzata a Celestina Fazia che aveva sollecitato più volte il potere ispettivo.

La nuova commissione (Michele Talia presidente e membro interno, Stefano Boeri e Domenico Moccia, membri sorteggiati dal Miur) si insedia il 28 novembre 2019 e dopo quasi un anno chiude i lavori. A vincere il concorso non è la Fazia, lei arriva seconda. Sicura di essere stata penalizzata e ostinata fino alla fine, la candidata fa accesso agli atti e scopre numerose irregolarità, sia riguardanti la procedura che la valutazione dei titoli: “nuovi criteri di valutazione, in sostituzione di quelli della precedente commissione (atti mai annullati dal Tar) con omissione di alcuni criteri previsti addirittura dal bando; soglie di sbarramento inspiegabilmente introdotte (non previste dal bando, né dalla commissione del 2012) con ammissione per i soli candidati che hanno raggiunto il 75% di valutazione positiva. C’è anche una relazione di minoranza del professore Talia in cui dichiara la “sistematica sottovalutazione delle pubblicazione della Fazia e la sopravvalutazione di quelle da parte dei due commissari, Moccia e Boeri”. Preso atto di questi elementi – sottolinea ancora l’associazione “Trasparenza e merito” – di opacità, Celestina presenta un nuovo ricorso al Tar e lo vince ancora!”.

Il Tar (nella sentenza n. 671/2021) accoglie i motivi del ricorso, tra cui la mancata valutazione delle attività di ricerca svolte dalla Fazia rispetto ad un criterio omesso dalla Commissione, la mancata valutazione della didattica svolta a partire dal 2003 e non già dal 2010, la mancata applicazione del criterio della “continuità temporale” delle pubblicazioni ed altri che “persuadono definitivamente il Collegio in ordine alla sussistenza del denunciato vizio di violazione del bando e di eccesso di potere per disparità di trattamento nella valutazione dei titoli delle due concorrenti” (cfr Sentenza 671/21 del Tar di Reggio Calabria). Il Tar ordina la rivalutazione delle 2 candidate da parte di una nuova Commissione e ora si aspetta l’esito dell’appello al Consiglio di Stato. E’ questo la testimonianza di abusi amministrativi che poi vanno a recare danno alla collettività. Come Clara Stella Vicari Aversa, anche Celestina Fazia ha avuto il coraggio di alzare la voce e presentarsi di fronte alla Procura per denunciare i fatti. Adesso ovviamente sarà la giustizia a fare il proprio corso, ma di fronte a questi racconti si fa fatica a restare imperturbabili.

Chi è l’architetto Celestina Fazia

Celestina Fazia è architetto, è stata componente del Consiglio di Disciplina dell’OAPPC di Reggio Calabria. Svolge intensa attività professionale come Consulente per Enti e Società nel settore della pianificazione urbanistica e ambientale. Coordina gruppi di lavoro ed è progettista di strumenti urbanistici e di studi di valutazione ambientale. Professore a contratto presso università italiane, Phd in Pianificazione Territoriale, Master di II livello, è autrice di oltre 150 pubblicazioni scientifiche, 6 in riviste di fascia A. Possiede due abilitazioni come Professore Associato nel settore disciplinare Icar 21). Il suo curriculum può essere consultato sul portale della Regione Calabria.