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Commisso: “cedere la Fiorentina? Non ho intenzione di andarmene. Ho ricevuto minacce…”

Le parole del patron della Fiorentina di origini calabresi Rocco Commisso nella conferenza di fine stagione in collegamento video dagli Stati Uniti

Quando parla, non è mai banale. Rocco Commisso ha abituato a conferenze show, a interventi pungenti. Insomma, a far parlare di sé. E il patron della Fiorentina di origini calabresi, nella conferenza di fine stagione in collegamento video dagli Stati Uniti, ha parlato ai giornalisti viola in merito a tanti temi, in primis quello su un eventuale passaggio di mano: “è da un anno che ho detto che se c’è un fiorentino che vuole comprare la società io sono pronto – ha rivelato – Ma ancora non è arrivato niente e non ho mai parlato con nessuno a tal proposito. Ho letto tante fake news in giro ma Rocco va via quando decide lui. E per ora non ho alcuna intenzione di andarmene. Ho ricevuto anche minacce e presto ce la vedremo con la polizia per questo”.

Sul campionato e sul settimo posto finale, che vale la qualificazione in Conference League: “spero di poter migliorare sempre, ma ci sono problemi ed è difficile competere con squadre che hanno incassi 2-3 volte più grandi dei nostri. Il nostro risultato è fenomenale e bisogna esserne orgogliosi. Quest’anno ho detto che saremmo arrivati nella parte sinistra della classifica: nessuno si aspettava il settimo posto e invece abbiamo fatto un grande campionato. Devo quindi ringraziare Italiano e tutte le persone che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato”, aggiunge.

Su Vlahovic, ceduto alla Juve a gennaio, non mancano le frecciate: “i dati parlano chiaro, con lui all’andata eravamo al settimo posto e alla fine siamo arrivati comunque settimi. Vlahovic con la Juventus ha fatto 7-8 gol tra A e Coppa, lo stesso numero di Cabral insieme a Piatek. Non abbiamo perso molto con la sua cessione. In molti hanno detto che con lui saremmo stati da Champions, conoscono il futuro? Quello che so è che siamo rimasti al settimo posto anche dopo l’addio di Vlahovic. Quando sono tornato a Firenze per fare l’affare a dicembre, i procuratori e il giocatore non hanno fatto un gioco onesto e non si sono comportati bene con me. A quel punto ho detto ai dirigenti di cercare un altro centravanti e hanno preso Cabral e Piatek. Non so da quanti mesi i suoi agenti parlavano con la Juventus, ma nello spazio di una settimana la Juve, dopo che non voleva l’Arsenal, il Real o l’Atletico, si è fatta avanti e ci siamo accordati. La situazione è andata così: ma se avessero fatto il contratto con noi, avrebbero fatto meglio di quanto ha fatto alla Juventus. Io non ho fatto gli errori del Milan o del Napoli, ho fatto i soldi e li ho presi per mettere a posto il fair play finanziario”.