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Commisso: “cedere la Fiorentina? Non ho intenzione di andarmene. Ho ricevuto minacce…”

rocco commisso presidente fiorentina calabria Foto di Simone Arveda / Ansa

Le parole del patron della Fiorentina di origini calabresi Rocco Commisso nella conferenza di fine stagione in collegamento video dagli Stati Uniti

Quando parla, non è mai banale. Rocco Commisso ha abituato a conferenze show, a interventi pungenti. Insomma, a far parlare di sé. E il patron della Fiorentina di origini calabresi, nella conferenza di fine stagione in collegamento video dagli Stati Uniti, ha parlato ai giornalisti viola in merito a tanti temi, in primis quello su un eventuale passaggio di mano: “è da un anno che ho detto che se c’è un fiorentino che vuole comprare la società io sono pronto – ha rivelato – Ma ancora non è arrivato niente e non ho mai parlato con nessuno a tal proposito. Ho letto tante fake news in giro ma Rocco va via quando decide lui. E per ora non ho alcuna intenzione di andarmene. Ho ricevuto anche minacce e presto ce la vedremo con la polizia per questo”.

Sul campionato e sul settimo posto finale, che vale la qualificazione in Conference League: “spero di poter migliorare sempre, ma ci sono problemi ed è difficile competere con squadre che hanno incassi 2-3 volte più grandi dei nostri. Il nostro risultato è fenomenale e bisogna esserne orgogliosi. Quest’anno ho detto che saremmo arrivati nella parte sinistra della classifica: nessuno si aspettava il settimo posto e invece abbiamo fatto un grande campionato. Devo quindi ringraziare Italiano e tutte le persone che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato”, aggiunge.

Su Vlahovic, ceduto alla Juve a gennaio, non mancano le frecciate: “i dati parlano chiaro, con lui all’andata eravamo al settimo posto e alla fine siamo arrivati comunque settimi. Vlahovic con la Juventus ha fatto 7-8 gol tra A e Coppa, lo stesso numero di Cabral insieme a Piatek. Non abbiamo perso molto con la sua cessione. In molti hanno detto che con lui saremmo stati da Champions, conoscono il futuro? Quello che so è che siamo rimasti al settimo posto anche dopo l’addio di Vlahovic. Quando sono tornato a Firenze per fare l’affare a dicembre, i procuratori e il giocatore non hanno fatto un gioco onesto e non si sono comportati bene con me. A quel punto ho detto ai dirigenti di cercare un altro centravanti e hanno preso Cabral e Piatek. Non so da quanti mesi i suoi agenti parlavano con la Juventus, ma nello spazio di una settimana la Juve, dopo che non voleva l’Arsenal, il Real o l’Atletico, si è fatta avanti e ci siamo accordati. La situazione è andata così: ma se avessero fatto il contratto con noi, avrebbero fatto meglio di quanto ha fatto alla Juventus. Io non ho fatto gli errori del Milan o del Napoli, ho fatto i soldi e li ho presi per mettere a posto il fair play finanziario”.