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Roseto Capo Spulico, cercasi acquirente del castello medievale: messo in vendita sui siti d’immobili

Lo storico edificio situato sulla SS 106, di proprietà di un privato, è stato messo in vendita: il suo valore è di 29,9 milioni di euro, ecco l’annuncio

Il Castello medievale Roseto Capo Spulico è stato ufficialmente messo in vendita. Simbolo del territorio cosentino, conosciuto e visitato dai tanti turisti che trascorrono le proprie vacanze nell’Alto Jonio cosentino, è adesso il luogo culturale più discusso sul web. Scorrendo sui vari siti di compravendita d’immobili, si notano gli annunci di un’agenzia di Rossano, pubblicati lo scorso aprile, in cui si dà la disponibilità a cedere lo storico fortificato alla modica cifra di 29,9 milioni di euro: “Stabile, Palazzo in Vendita in SS 106”, è la sezione in cui trovarlo facendo una rapida ricerca. “A Roseto Capo Spulico (CS), disponiamo in vendita del magnifico Castello Federiciano in perfetto stato conservativo con 10.000 mq di terreno di pertinenza esclusiva – si legge nella scheda descrittiva – . Completamente restaurato, è edificato sul mare con accesso diretto e con possibilità di spiaggia privata. Attualmente adibito a ristorante e sala convegni”. E’ facile immaginare che su un affare del genere possano avvicinarsi soltanto enti pubblici o magnati, e chissà che non rappresenti una svolta per l’edificio culturale.

La storia del Castello di Roseto Capo Spulico

Il Castello di Roseto Capo Spulico, detto Petrae Roseti, “si erge maestoso su una roccia a picco sullo Ionio, in posizione strategica a dominio del golfo di Taranto. Proprio di fronte, in mare, si innalza una roccia dalla forma singolare, chiamata fungo del castello o “pietra dell’incudine”. La rocca risale al X secolo ed è il primo impianto di origine cistercense ad opera di San Vitale da Castronuovo: è sulla Petrae Roseti che il Santo avrebbe fondato un monastero. Sui ruderi dell’edificio sacro è sorto il Castrum Petrae Roseti nel secolo XI ad opera dei Normanni. A quel tempo, il castello segnava il confine tra i possedimenti di Roberto il Guiscardo ed il fratello Ruggero II (1105-…), padre di Costanza d’Altavilla, erede del Regno di Sicilia e madre di Federico II Hoheustaufen (1194-…). Nel XIII secolo (1229), già Tempio dell’ Ordine, fu requisito da Federico II ai Cavalieri Templari, per ritorsione al loro tradimento, durante la VI crociata in Terra Santa(1228). Fu restaurato e riadattato a fortilizio militare; infatti dai Registri angioini si conosce l’entità della guarnigione assegnata alla fortezza che nel 1275 è composta dal castellano, uno scudiero e da dodici guardie. Lo stesso Federico, a cui il castello stava molto a cuore, nel proprio testamento, per come riportato nel Da Monumenta Germaniae Historia, Legu, Sectio IV: Tomus II, n.274 assegnò il territorio di Porta Roseti al figlio naturale Manfredi mentre tutti i castelli e soprattutto il templare Petrae Roseti ai figli legittimi i quali saranno anche Re di Gerusalemme. Oggi, dopo accurate opere di restauro da parte della società proprietaria, risplende come classico esempio di architettura federiciana di derivazione templare”.

Le caratteristiche del Castello di Roseto Capo Spulico

Di pianta trapezoidale, il castello è circondato da mura merlate “che sul lato sud si aprono in un ampio ingresso con un imponente portale in stile gotico che conserva ancora la rosa crociata, i petali di giglio, il cerchio di Salomone e lo stemma con grifone, emblema del casato Svevo; la struttura presenta possenti torri, una delle quali più alta, merlata e a pianta quadrangolare. All’interno della rocca vi sono un ampio cortile, dotato di cisterna centrale, i resti delle scuderie, magnifici saloni di rappresentanza e spaziose stanze arredate secondo lo stile medioevale. Di recente, a completare l’indagine storica basata su studi degli Archivi Zaristi, si ha notizia che nel Castello fu custodita, da Federico II, la Sacra Sindone. Tale scoperta è avvalorata dagli studi sui lapicidi del castello, che hanno portato alla lettura del segno del Grifone, appartenuto a Federico II e al Sigillo di Salomone che riproduce quello del Tempio di Gerusalemme”.