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Archeoclub costruisce un Ponte culturale tra Reggio e Messina: evento “Chiese Aperte” l’8 maggio | INFO

Santa Maria di Mili e San Pietro Apostolo

Riflettori puntati sulla Chiesa Santa Maria di Mili a Messina e sulla chiesa di San Pietro Apostolo a Reggio Calabria

L’8 Maggio, in tutta la Sicilia per “Chiese Aperte”, la kermesse nazionale organizzata da Archeoclub D’Italia, in collaborazione con le rispettive Diocesi, apriranno al pubblico chiese, conventi, monasteri, oratori con tutto il loro patrimonio culturale spesso chiuso al pubblico o non raccontato. Tra queste c’è anche Messina! Chiese Aperte creerà un Ponte virtuale tra la Sicilia e Reggio CalabriaRosanna Trovato (Presidente Archeoclub D’Italia – Area Integrata dello Stretto), ha affermato: “punteremo i riflettori sulla Chiesa Santa Maria di Mili, meglio conosciuta come la Chiesa normanna di Mili, situata nel borgo collinare di Mili San Pietro nel comune di Messina. La Chiesa, fatta edificare nel 1091 da Ruggero d’Altavilla, che l’affidò all’abate Michele perché vi radunasse i monaci greci che vivevano sul territorio, è tra le primissime testimonianze dell’architettura arabo-normanna in Sicilia! La visiteremo Domenica 8 Maggio, dalle ore 9 alle ore 13”.

Francesca Crea, Vice Presidente Archeoclub D’Italia – Area Integrata dello Stretto, spiega che “mentre a Messina visiteremo la Chiesa di Santa Maria di Mili, negli stessi minuti visite anche a Reggio alla Chiesa San Pietro Apostolo. E’ una delle pochissime chiese non crollate in seguito al devastante terremoto di “Reggio e Messina” del 1908. Fino a qualche anno fa era tenuta aperta e qui veniva celebrata la festività dell’Apostolo San Pietro il 29 Giugno”“Numerose le chiese italiane – prosegue – che stanno aderendo all’evento promosso da Archeoclub D’Italia su scala nazionale per Domenica 8 maggio, grazie al quale l’opinione pubblica e la stampa potranno vedere un grande patrimonio artistico. Archeclub D’Italia aprirà, Domenica 8 maggio, con i suoi volontari, le porte di chiese, oratori, abbazie, cripte, pievi, generalmente chiusi o in stato di abbandono e quindi sottratti alla fruizione dei cittadini. Un grande evento nazionale! L’evento, che ha luogo ogni anno la seconda domenica di maggio, ha lo scopo di aprire al pubblico edifici sacri chiusi o comunque poco conosciuti o non utilizzati, nonostante il loro notevole valore storico-artistico ed architettonico. Luoghi a cui siamo devotamente legati, anche se, in alcuni casi, sono trascurati e abbandonati al degrado impietoso del tempo”.

Testimonianze arabo-normanne a Messina

“Sembra essere la “matrice”, la simulazione fatta prima di avviare la fabbrica delle poco distanti chiese di S. Pietro ad Itala e dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò a Casalvecchio. Prototipo che connoterà l’architettura dei normanni in Sicilia. Conobbe periodi di splendore e decadenza che si alternarono dal 1092 fino al 1542 anno della cessione, ad opera di Carlo V, dell’abbazia al neocostituito Grande Ospedale di Messina. L’interno della chiesa è coperto da un soffitto ligneo datato su una trave al 1511 – ha continuato il presidente Trovato – e sull’unica navata si aprono le tre arcate, leggermente acute, che motivano il breve presbiterio. La parte più notevole della chiesa è quella absidale, in cui spiccano le tre cupole emisferiche, la maggiore e le due minori, di chiara matrice islamica e l’abside centrale, l’unica emergente all’esterno, in stile romanico. La facciata principale presenta un aspetto barocco e un prezioso portone cinquecentesco in castagno incorniciato da un portale marmoreo coevo con al centro un tondo incassato raffigurante la Madonna col Bambino. Sulle facciate laterali compare per la prima volta nell’architettura il motivo decorativo parietale ad archi acuti intrecciati, che successivamente sarà utilizzato diffusamente nelle costruzioni di epoca normanna in Sicilia. Nel 1866 in seguito all’emanazione delle leggi dello Stato unitario, il monastero fu venduto a privati, mentre la chiesa è tuttora patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’interno”.

“A seguito degli interventi di restauro post terremoto operati dall’arch. Valenti – dice ancora Trovato – , la chiesa venne totalmente spogliata all’interno degli stucchi, degli intonaci e degli altari. Provengono da essa una tavola del 1638 di Francesco Laganà raffigurante la Madonna del Rosario tra devoti oranti, un’acquasantiera in marmo cinquecentesca ed una campana settecentesca, custoditi nella chiesa parrocchiale di Mili San Pietro. La lapide che ricorda la sepoltura di Giordano, figlio di Ruggero, è conservata nei depositi del Museo Regionale di Messina. Da tempo immemore questa piccola abbazia, monumento di inestimabile bellezza, è stata condannata all’abbandono. Il degrado del monastero con ripetuti crolli ha imposto la messa in sicurezza e la conseguente necessità di chiudere definitivamente l’accesso al chiostro, unico spazio dal quale era possibile ammirare la bellezza dei prospetti e dell’abside”. Domenica 8 Maggio la grande opportunità di visitarla dalle ore 9 alle ore 13!

Domenica 8 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 i Soci dell’Archeoclub accoglieranno i visitatori, insieme ai ragazzi del CGT gruppo LAG – Mili San Pietro che faranno da ciceroni nella visita, mentre gli studenti dell’Istituto Comprensivo Tremestieri animeranno la manifestazione con le note della loro musica. Sarà anche l’occasione per ammirare la mostra di costumi dell’epoca allestita dagli studenti del Liceo Artistico Statale “E. Basile” di Messina. E Messina e Reggio Calabria saranno insieme!!

La chiesa di San Pietro Apostolo a Reggio Calabria

“Chiese Aperte 2022 creerà un Ponte culturale tra la Calabria e la Sicilia, esattamente tra Reggio Calabria e Messina, grazie agli eventi  promossi da Archeoclub Area Integrata dello Stretto sulle due sponde. E così in contemporanea, mentre a Messina si visiterà la chiesa di Santa Maria di Mili”, ha dichiarato Francesca Crea, Vice Presidente Archeoclub D’Italia – Area Integrata dello Stretto, “a Reggio Calabria visiteremo  la Chiesa San Pietro Apostolo. Si tratta di una chiesa rettoriale, sita in prossimità dell’argine sinistro del torrente Calopinace a Reggio Calabria.  Ricade nel territorio della parrocchia di Santa Maria di Loreto e adiacente a essa sorge la casa circondariale “Panzera”, nota anche come “carcere di San Pietro””. La chiesa sarà aperta ai visitatori per la visita guidata a cura dei Soci di Archeoclub nel seguente orario 10-12 e 15-18.

Un edificio religioso ricco di fascino e storia: “la chiesa di San Pietro è stata costruita da maestranze locali, secondo stili e gusti propri della Reggio del 1800, da un sacerdote reggino di estrazione sociale familiare medio-borghese, Don Pietro Gagliardi, nel 1853 come è possibile leggere sul frontone della Chiesa e fu benedetta dall’arcivescovo reggino Marano Ricciardi il 27 Giugno 1856. E’ una delle pochissime chiese non crollate in seguito al devastante terremoto di “Reggio e Messina” del 1908, tant’è che venne risparmiata dalle autorità del tempo in quanto considerata monumento edilizio di rilevante interesse storico quando fu venduto al Governo tutto il suolo circostante per la costruzione delle carceri su cui sorge la stessa. Fino a qualche anno fa era tenuta aperta e qui veniva celebrata la festività dell’Apostolo San Pietro il 29 Giugno, in tale occasione nel secolo scorso nel vicino greto del Torrente Calopinace, si teneva anche una fiera del bestiame e di merceria varia della durata di tre giorni. La facciata della chiesa presenta un elegante portale a due ante riprendenti motivi classici e barocchi preceduto da due gradini e racchiuso in un campo limitato da lesene, con capitello Ionico, sormontato da un architrave lievemente aggettante ed arricchito da dentelli. Sul timpano spiccano fasce colorate e motivi floreali. Il prospetto principale si presenta con ai lati due torri campanarie sormontate da caratteristiche ed agili guglie. L’interno, ad unica navata che termina con abside semicircolare con altare centrale e due altarini laterali, interamente in marmi intarsiati e finemente”.