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Sacal, rivoluzione nella governance. La task force reggina scrive ad Occhiuto: “rimuovere ostacoli che impediscono rilancio dello scalo”

torre di controllo e ingresso hub aeroporto reggio calalabria Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Dopo le dimissioni di De Metrio da presidente Sacal, la task force comunale scrive al presidente Occhiuto in merito al rilancio dell’Aeroporto dello Stretto

La mano del nuovo governo regionale si inizia a sentire all’interno del sistema aeroportuale in Calabria. Si è dimesso nelle scorse ore il presidente di Sacal, Giulio De Metrio, che ha presentato la richiesta all’assemblea dei soci il 27 aprile. A commentare la notizia è stato il coordinatore della Task Force comunale sull’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria, Salvatore Chindemi“Nei primi giorni di febbraio – ricorda in una nota , nella sede della Regione Calabria, si era svolto un incontro tra il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ed i vertici politici della Città di Reggio Calabria, ove si erano esaminate le problematiche dello scalo dello Stretto. In quella occasione si era pacificamente convenuto che la Sacal aveva agito, ed agiva, solo per sviluppare l’aeroporto di Lamezia a discapito degli altri due scali calabresi”.

“Il Presidente Occhiuto – ha aggiunto Chindemi – si era reso disponibile ad esaminare e condividere ogni soluzione funzionale al rilancio dello scalo dello Stretto, posponendo un secondo incontro ad una data successiva all’acquisizione da parte della Regione Calabria, per il tramite di Fincalabra, delle quote sociali acquisite, precedentemente, dai privati. Tale fase si è, da tempo, conclusa e, nei prossimi giorni, dopo le dimissioni del Presidente De Metrio e l’approvazione del bilancio, la Sacal si doterà di una nuova governance”. “Attendiamo quindi, conclusa anche questa ulteriore fase societaria, di incontrare il Presidente della Regione per concordare, finalmente, le soluzioni concrete e definitive per rimuovere ogni ostacolo che impedisce il rilancio dello scalo reggino, evidenziando che ogni ulteriore ritardo inficerebbe gravemente ogni programmazione futura, peraltro già ampiamente compromessa”, conclude Chindemi.