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Ungheria, Orban: “abbiamo vinto contro tutti, persino Zelensky si è schierato contro di noi”

Orban Foto di Julien Warnand / Ansa

Il presidente ungherese replica all’attacco in passato di Zelensky, ma ora riceve le critiche dell’opposizione. “I documenti, i segreti che dividiamo con la Ue e la Nato sono finiti nelle mani di Putin. Una tragedia”: è l’allarme lanciato da Marton Gyongyosi, vicepresidente di Jobbik, il partito di destra che per anni è stato alleato di Orban

Nelle prime elezioni tenute nella Ue dall’invasione dell’Ucraina, Viktor Orbán è stato rieletto primo ministro dell’Ungheria e può dar via al suo quarto mandato. Il suo partito, Fidesz, dovrebbe avere ottenuto un risultato non lontano da quello di quattro anni fa, intorno al 50%, quando conquistò all’Assemblea Nazionale una maggioranza di seggi di oltre due terzi. Le opposizioni di sei partiti, riuniti attorno a un candidato unico, avrebbero raggiunto il 41% dei consensi. Questo risultato si dovrebbe tradurre per Fidesz in 122-134 seggi sui 199 totali. “Abbiamo vinto”, ha tuonato il premier ungherese, “contro il globalismo. Contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino Zelensky”.

Orban si riferisce a quella volta che, circa un mese, Volodymyr Zelensky pronunciò parole durissime nei suoi confronti: “una volta per tutte, devi decidere tu stesso da che parte stare. Sono stato a Budapest, adoro la tua città. Ci sono stato molte volte, è molto bella e ospitale e so che anche tu hai avuto momenti tragici nella tua vita”, aveva sottolineato Zelensky. “Ascolta, Viktor, sai cosa sta succedendo a Mariupol? Esiti ancora a imporre sanzioni o a mandarci armi? Non c’è più tempo per le esitazioni. È ora di decidere”: parole durissime alle quali Orban non aveva ancora replicato pubblicamente.

“Purtroppo, è una buona notizia per Putin. Siamo diventati il suo cavallo di Troia in Europa. E ci stiamo trasformando sempre di più in un’autocrazia asservita alla Russia”, afferma invece Marton Gyongyosi, vicepresidente di Jobbik, il partito di destra che per anni è stato alleato di Orban, lanciare l’allarme sulla deriva autoritaria del premier. “Adesso – conclude amareggiato Gyongyosi – i nostri unici amici saranno la Serbia e la Russia. Persino i Paesi Visegrad e in particolare la Polonia, storica alleata, ci hanno voltato le spalle. Siamo sempre più soli. In Europa e nella Nato”. Oltretutto, nei giorni in cui Budapest l’ultimo incredibile scandalo che ha travolto il governo Orban è sulla bocca di tutti. Da anni il ministero degli Esteri magiaro è stato penetrato da spie russe. “Vuol dire che da anni – spiega l’europarlamentare di Jobbik – i documenti, i segreti che dividiamo con la Ue e la Nato sono finiti nelle mani di Putin. Una tragedia”.