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Tansi sul depuratore di Tortora: “caro sindaco, lei è stato una grande delusione”

Tansi sul depuratore di Tortora: “caro sindaco, lei è stato una grande delusione, prendendo in giro me e i cittadini dell’alto Tirreno”

“Caro Sindaco di Tortora che grande delusione è stato. Ha preso in giro me e i cittadini dell’alto Tirreno cosentino! Sta per riaprire il maledetto depuratore di rifiuti altamente tossici di San Sago (Tortora, CS), causa di tumori e di morti”. E’ quanto scrive in una nota Carlo Tansi, fondatore e presidente del movimento civico Tesoro Calabria. “Nella trasmissione del 26 febbraio scorso – prosegue– in cui sono stato ospite con lei della trasmissione di Umberto De Rose sul canale Piuesse TV, avevamo discusso insieme della bomba ecologica rappresentata dal depuratore di Tortora: qui venivano scaricati illegalmente, spesso con la connivenza di organizzazioni camorristiche,  rifiuti industriali costituiti da liquidi pericolosi, altamente tossici, provenienti dalla Terra dei Fuochi (Campania), dall’Ilva di Taranto, dalle raffinerie di petrolio dell’ENI e dalle acciaierie di Brescia. In TV aveva affermato pubblicamente che, se avessero riaperto il depuratore-killer di San Sago, lei si sarebbe “incatenato davanti ai cancelli” con me e si sarebbe “dimesso da sindaco”. Inoltre aveva affermato che era un “impianto nelle mani di organizzazioni criminali che scaricavano le sostanze altamente tossiche, senza che venissero depurate, direttamente nel fiume Noce e quindi nel mare”. Ricorda? Se vuole rinfrescarsi la memoria il video è pubblico ed è consultabile cliccando sul link https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=A_FsU6Ex8co. Quel maledetto impianto venne sequestrato e chiuso dalla Procura di Paola nel novembre 2013 a seguito di continue e accorate proteste (iniziate nel 2011) e denunce di associazioni ambientaliste e di cittadini calabresi e lucani, che raccolsero inequivocabili prove video di sversamenti illeciti dei veleni che più velenosi non si può, rappresentati dai peggiori rifiuti industriali delle industrie più inquinanti d’Italia”.

“Come ha affermato anche lei – aggiunge– queste sostanze, anziché andare a finire nel depuratore per essere depurate, venivano scaricate direttamente nel fiume Noce e in prossimità del mare. Sostanze tossiche e altamente cancerogene che per questo avvelenavano un vero e proprio angolo di paradiso: l’area protetta dell’Unione Europea “ZSC Valle del fiume Noce” per la presenza dell’aquila reale, della lontra, del nibbio, e di alberi rarissimi in estinzione, oltre che area a forte vocazione turistica, ambientale e culturale, a ridosso della splendida Isola di Dino e dell’Arcomagno. Però, come lei sa, questa è anche un’area, come tutto l’alto Tirreno cosentino, in cui è altissima l’incidenza dei tumori, anche per la stretta vicinanza di altre bombe ecologiche micidiali: la Marlane di Praia a Mare e la discarica di Scalea, entrambe sequestrate sempre dalla Procura di Paola, perché altamente cancerogene. Insomma un angolo di paradiso tra i più belli d’Italia, e forse tra i più belli del mondo, trasformato in una Terra dei Fuochi”.

“A dieci anni dalla sua chiusura – evidenza– il maledetto depuratore di San Sago rischia di riaprire: nel febbraio 2021 l’attuale azienda gestrice del depuratore – ultima di un inquietante sistema di scatole cinesi che si sono susseguite negli anni – ne chiede la riapertura alle regioni Basilicata e Calabria. La competenza spetta anche alla Basilicata perché il depuratore, essendo stato costruito nell’alveo del fiume Noce che scorre sia in Basilicata che in Calabria, è di competenza di entrambe le regioni. Alla velocità della luce la regione Basilicata, il 26 aprile 2021, ha rilasciato l’autorizzazione (VINCA) che consente la riapertura dell’impianto. Allo stato attuale, manca ancora il pronunciamento della regione Calabria. Subito dopo il provvedimento della Regione Basilicata, il comune di Tortora avvia la saga degli errori: come spiegherò meglio dopo, ricorre prima al Tar Calabria, per errore, per poi sbagliare ancora una volta davanti al Tar Basilicata contro il parere favorevole espresso dalla Regione Basilicata che consente la riapertura dell’impianto di San Sago”.

“Ma non finisce qui  –rimarca– perché qualche giorno fa accade l’assurdo. Lei, caro Sindaco, dichiara pubblicamente che il comune di Tortora ha ritirato il ricorso mentre, il giorno dopo le sue affermazioni, esce invece la clamorosa sentenza del Tar Basilicata: il comune di Tortora ha perso il ricorso ed è condannato a pagare le spese legali… sentenza che smentisce clamorosamente le sue false affermazioni. Il comune ha perso perché il ricorso era stato presentato con oltre un mese di ritardo: il 23 dicembre anziché il 21 novembre 2021 (termine ultimo per la presentazione). Quasi come volere (volontariamente?) perdere il ricorso. Tutto ciò è confermato da un altro errore giuridico che non farebbe neanche uno studente al primo anno di giurisprudenza: quello di aver presentato precedentemente (nel maggio 2021), caro Sindaco, lo stesso ricorso alla regione Calabria anziché alla regione Basilicata, perdendo tempo preziosissimo, facendo “melina” (come si dice in gergo calcistico) e trascinando (volutamente?) tutta la vicenda fino alla data della scadenza. E allora caro Sindaco: perchè, perché, perche ha dichiarato di avere ritirato il ricorso se non lo ha fatto? Forse perché voleva coprire l’insuccesso legale del suo comune e far scadere i termini del ricorso, consentendo così la riapertura del depuratore-assassino?

Prima del suo arrivo (settembre 2020), da molti anni varie società del sistema di  scatole cinesi che gestivano il depuratore avevano provato a riaprire l’impianto, ma il comune di Tortora aveva sempre contrastato la riapertura con azioni amministrativo e giuridiche efficaci, e con avvocati capaci. Poi è arrivato lei e, con azioni legali (volutamente?) sbagliate o con avvocati dilettanti allo sbaraglio, si corre il rischio che il depuratore possa riaprire. Ma si rende conto? Mi rivolgo anche a voi, cari cittadini dell’alto Tirreno cosentino, che vivete in territorio intossicato da una fabbrica di veleni – il triangolo della morte “San Sago-Marlane-discarica abbandonata di Scalea”: vi rendete conto che voi e i vostri figli avete alte probabilità di ammalarvi di tumori gravi perché quel veleno finisce nelle vostre tavole? Caro Sindaco, le ricordo che, da ex Direttore della protezione civile regionale, ho operato a tutela del suo territorio e contro l’apertura del depuratore di San Sago, indirizzando una vibrata lettera alla Dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria (protocollo 161526 del 18 maggio 2016) con la quale chiedevo, con le competenze che mi erano attribuite, di evitare categoricamente la riapertura del sito, esponendo motivazioni e documentazioni inoppugnabili.

Caro Sindaco, di fronte a tematiche di tale importanza occorre metterci la faccia,  perché quando si parla di salute non si  può in alcun modo giocare. Qui si parla del futuro di un paese che vive di turismo, della risorsa mare. Qui si parla della vita delle persone, dei nostri figli. Ecco quindi che non si può sbagliare, non si può andare in trasmissioni televisive e prendere in giro una collettività. E poi per favore, finiamola di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, dicendo che non si deve parlare pubblicamente di questi problemi perché rovinano il turismo: la vita umana delle popolazioni dell’alto Tirreno è più importante della falsa propaganda di convenienza; e poi riaprire il depuratore può inquinare il vostro mare e far perdere il tanto agognato vessillo “Tortora Bandiera Blù 2021”. Di certo non ci vuole un esperto giurista per comprendere che il Comune di Tortora ad oggi non ha saputo tutelare il proprio territorio e la propria gente: una strategia difensiva, sì, ma autodistruttiva …. Nel frattempo, la pratica amministrativa va avanti ed il Comune ha perso il primo round e di questo passo perderà anche la a guerra. Ora la palla passa alla Regione Calabria: se il Dipartimento Ambiente darà l’ok, il depuratore-killer di San Sago riaprirà!

Quando le Istituzioni vengono meno deve subentrare l’orgoglio e il senso civico dei tortoresi, dei praiesi e degli abitanti dei comuni costieri dell’alto Tirreno cosentino, da San Nicola Arcella a Santa Maria del Cedro, che rientrato nel raggio d’influenza del triangolo della morte “San Sago-Marlane-depuratore Scalea”…. E il popolo ucraino ce lo insegna. Errare è umano, perseverare è diabolico. Io da cittadino calabrese farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per ostacolare la procedura a tutela della nostra Terra e della pubblica salute. Resta ancora una volta l’amarezza per una politica del tutto inconsistente e lontana mille miglia dalla gente. Nel frattempo, caro Sindaco, resto in attesa di un suo cortese riscontro. Grazie”, conclude.