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Giallo in Svizzera, responsabile vaccini rapito da un “fanatico no vax”. Ma lui chiarisce: “voleva solo denaro, il mio ruolo non c’entra”

Responsabile vaccini rapito da un “fanatico militante no vax”, ma “il mio sequestratore non ha mai fatto riferimento al mio ruolo di presidente della Commissione vaccinale”

Giallo in Svizzera. Lo scorso 31 marzo, per alcune ore, è stato rapito Christoph Berger (59 anni), capo della commissione vaccinale nazionale. A compiere il gesto un fanatico militante no vax, così definito dalla polizia elvetica. Nell’appartamento sono state trovate armi e munizioni. Oggi, riferisce l’agenzia svizzera Ats, è stato arrestato un uomo di 34 anni, presunto complice nel rapimento.

I contorni della vicenda, tuttavia, restano ancora poco chiari. Secondo la polizia svizzera, il rapitore – classificato come fanatico no vax, complottista, negazionista del Covid e assertore della Terra piatta – aveva motivazioni di carattere politico. Invece Berger, emerso solo nelle ultime ore come vittima del sequestro, ha però raccontato che il suo rapitore voleva solo denaro: “Il mio sequestratore, che io non conoscevo, mi ha avuto in suo potere per un’ora buona. Durante questo tempo mi ha sottoposto alla richiesta di una notevole quantità di denaro”, ha raccontato il responsabile della campagna vaccinale anti-Covid elvetica al Neue Zuercher Zeitung. Il rapitore, ha continuato Berger, “non ha mai fatto riferimento al mio ruolo di presidente della Commissione vaccinale”. Una volta rassicurato il sequestratore che avrebbe fatto il possibile per soddisfare le sue richieste, Berger è stato rilasciato, e si è rivolto immediatamente alla polizia cantonale.