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Santo Stefano di Camastra: inaugurata la mostra fotografica dedicata ad Africa Unite

Foto di Antony Gerald Stringer

Sabato 16 aprile inaugura a Palazzo Trabia, attuale sede del Museo della Ceramica, a Santo Stefano di Camastra (Messina) la mostra fotografica dedicata ad Africa Unite, storica band reggae italiana che ha di recente festeggiato quarant’anni di carriera

Sabato 16 aprile è stata inaugurata a Palazzo Trabia, attuale sede del Museo della Ceramica, a Santo Stefano di Camastra (Messina) la mostra fotografica dedicata ad Africa Unite, storica band reggae italiana che ha di recente festeggiato quarant’anni di carriera. La mostra, organizzata con il Patrocinio del Comune di Santo Stefano di Camastra, rimarrà aperta tutti i giorni, fino al 20 maggio, con i seguenti orari: 10/13 e 16/20. L’ingresso è gratuito. Il giorno dell’inaugurazione, oltre alla mostra fotografica, sarà possibile assistere al dj set di Bunna.
Quarant’anni di storia del reggae italiano, raccontati attraverso le immagini del noto fotografo Antony Stringer, inglese di nascita ma italiano d’adozione, che ha messo a disposizione una selezione di scatti che dai primi anni ’80, l’esordio della band, arrivano fino ai giorni nostri. Un vero e proprio viaggio fotografico che celebra gli Africa Unite, band che ha scritto una parte importante di storia della musica italiana e continua a farlo con la stessa intensità e impegno che da sempre la contraddistinguono. Un lungo viaggio scandito dalla pubblicazione di un numero cospicuo di album, che fotografano fedelmente i periodi storici in cui sono stati concepiti e registrati, e da tour che ha visto gli Africa Unite esibirsi sui più prestigiosi palchi italiani e non solo, ricordiamo, a questo proposito, i tour in Giamaica, Palestina, Iraq, Olanda e Los Angeles.

Fin dall’inizio gli A.U. sentono il bisogno di non seguire un approccio imitativo ma cercano di modulare, sulla loro esperienza personale, quello che, fino ad allora, era stato un genere che, per dislocazione geografica e cultura, aveva poco in comune con la band nata e cresciuta nella periferia torinese. Gli anni ’90 segnano un chiaro punto di svolta per la band che comincia a cantare in italiano e ad esibirsi in giro per lo stivale collezionando un numero importante di live. Gli album di quegli anni contengono molti dei brani che sono diventati una sorta di simbolo, riconosciuto e riconoscibile, per il pubblico. Negli anni 2000, continuano i tour, continua la riflessione e la scrittura che portano alla pubblicazione di nuovi lavori alcuni dei quali vedono la partecipazione di musicisti come Kymani Marley, Princess Julianna, Sergent Garcia e Alborosie. Nel 2015 grazie all’album Il Punto di Partenza la band si aggiudica due nomination per la Targa Tenco nelle sezioni “album dell’anno” e “canzone singola”. Nel 2018 insieme al quintetto d’archi Architorti e alla compagnia di danza MMCDC gli A.U. sono impegnati a portare in giro per i teatri italiani lo spettacolo multimediale “OFFLINE in tempo reale”. Nel 2021 esce People Pie, remake dell’album omonimo del 1991, e il singolo “Forty-One Bullets”. A marzo 2022 la band decide di pubblicare sulle piattaforme di streaming e sui digital store l’intero catalogo.

Di recente Sky Arte dedica agli Africa Unite un documentario che fa da apripista ad una serie di novità che prenderanno forma già nelle prossime settimane. E’ atteso per il 22 aprile un nuovo singolo che anticipa il nuovissimo album in uscita nel mese di maggio dal titolo “Non è fortuna” che vede il coinvolgimento, tra gli altri, di ospiti internazionali di grande caratura. Antony Stringer, il fotografo che ha curato e realizzato la mostra, ha vissuto in Inghilterra, Francia e Italia. Ha viaggiato per la maggior parte della sua vita ed ha raccontato tantissime storie attraverso le immagini. Ha collaborato con testate come: Geo, dove ha pubblicato un interessantissimo servizio sui gorilla del Ruanda rilanciato da moltissime testate nel mondo dopo la misteriosa scomparsa dell’antropologa americana Dian Fossey; Le Figaro, Le Monde e Grands Reportages. In Italia hanno pubblicato i suoi lavori testate come Panorama, Airone, Repubblica delle Donne, Specchio, Epoca, Gente Viaggi e Corriere della sera. Ha lavorato con la Tv del National Geographic per il documentario “Masterpieces in Chalk” e i suoi scatti sono stati esposti nella sede del National Geographic a New York. Negli anni 2000 comincia a lavorare in ambito cinematografico come fotografo di scena. Ha collaborato con Pupi Avati nei film “I Cavalieri che fecero l’impresa” (2001), interpretato da
Edward Furlog, Raoul Bova e Thomas Kretschmann; “Il cuore altrove” (2003) con Giancarlo Giannini, Vanessa Incontrada e Neri Marcorè; “Ma quando arrivano le ragazze?” (2005) interpretato da Vittoria Puccini, Claudio Santamaria e Paolo Briguglia; “La seconda notte di nozze” (2005) con Neri Marcorè, Katia Ricciarelli e Antonio Albanese; “La cena per farli conoscere” (2006) con Diego Abatantuono, Vanessa Incontrada, Violante Placido, Francesca Neri e Gianfranco Barra; “Il nascondiglio” (2007) con Laura Morante, Rita Tushingham, Treat Williams, Burt Young e Yvonne Brulatour Sciò; prosegue poi con il film “Il papà di Giovanna” (2008) con Silvio Orlando, Francesca Neri, Serena Grandi, Ezio Greggio. Ha inoltre lavorato con il regista Giorgio Serafini nel film “Senza via d’uscita – un amore spezzato” (2007) interpretato da Massimo Ranieri, Anna Galiena e Alberto Molinari. Attivo inoltre sul fronte musicale, Antony Stringer firma copertine di dischi e shooting per band come Giuliano Palma & The Bluebeaters, Africa Unite e molti altri.