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Reggio Calabria, in Tribunale l’udienza in rito abbreviato del processo “Fabbrica dei Cornetti”: l’arringa difensiva cerca di dimostrare l’innocenza di D’Anna

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Reggio Calabria: ieri l’udienza di rito abbreviato relativa all’operazione “Fabbrica dei Cornetti”

Ieri si è celebrata, presso le aule GUP del Tribunale di Reggio Calabria,  l’udienza in rito abbreviato relativa alla operazione c.d. “Fabbrica dei Cornetti” (GUP Dott. A. Foti).

Si ricorda che in data 31.05.2021 a Reggio Calabria i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, nell’ambito dell’operazione denominata “La Fabbrica dei Cornetti”, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del capoluogo – sezione GIP – nei confronti di M. A. nato classe ’80 e D’Anna Riccardo classe ’93. Nello specifico, il primo è stato ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso ed entrambi rispondono di presunta tentata estorsione nei confronti del titolare di un esercizio tabacchi collocato nella zona sud della città, danneggiamento della saracinesca dell’esercizio predetto (ripreso da un video) con liquido infiammabile, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo in concorso, reati aggravati dall’agevolazione mafiosa.

Il difensore di fiducia del D’Anna, che ricordiamo essere soggetto incensurato, Avv. Giuseppe Gentile del Foro di Reggio Calabria, ha discusso cercando di dimostrare l’innocenza del proprio assistito per il quale la Procura aveva chiesto 8 anni di reclusione. In particolare, la difesa ha evidenziato in sede di arringa difensiva la circostanza che non potesse essere contestata la detenzione e porto di arma in luogo pubblico in quanto non vi era la prova della presenza della pistola (mai rinvenuta) e per di più, per il difensore, sarebbe stato anomalo sia il luogo nonché l’orario di presunta consegna dell’arma, che secondo l’impianto accusatorio doveva essere consegnata dal predetto ad un soggetto rimasto ignoto in pieno centro città, nei pressi della Questura, al mattino, nelle vicinanze della caserma Mezzacapo.

Altro particolare meritevole secondo la difesa di attenta valutazione: il rumore di “scarrellamento” tipico di una pistola e captato dagli investigatori poteva essere in realtà un oggetto presente all’interno della fabbrica (timbro di vecchia generazione o altro attrezzo metallico ivi utilizzato) e dunque non un’arma come da prima ipotesi investigativa. Tale dato difensivo sarebbe per di più confermato, per la difesa del D’Anna, da un’intercettazione captata dalla PG, meritevole ad avviso del difensore di una diversa lettura. Altro particolare precisato in aula dal legale: il proprio assistito non avrebbe portato alcun contributo alla realizzazione di una presunta estorsione così come contestata allo stesso.

D’Anna, per il solo reato di parziale danneggiamento dell’esercizio tabacchi, avrebbe già risarcito la persona offesa, non più costituita parte civile. Per tutti gli altri reati si professa totalmente estraneo alle accuse. Il processo è stato rinviato alla data del 1 giugno per la discussione dei difensori del coimputato.