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Reggio Calabria, il Circolo “Gli amici della caccia” a sostegno degli agricoltori per l’emergenza Corvidi

Corvi Foto di Erik S. Lesser / Ansa

Il Circolo “Gli amici della caccia” a sostegno degli agricoltori per l’emergenza Corvidi in Calabria: l’appello alla Regione

Gli agricoltori calabresi da tempo denunciano la presenza sui loro territori, oltre ai cinghiali, di numerosi corvidi che stanno rendendo vano il lavoro nei campi. Gli agricoltori, non riuscendo più a contenere il fenomeno, hanno chiesto aiuto alla Regione Calabria. La proliferazione di questi selvatici è diventato una vera piaga per l’economia agricola di molte zone del nostro Paese.

“I Corvidi si nutrono di cibo vegetale e animale. Cornacchie e corvi trovano in parte il loro nutrimento sulle superfici agricole aperte e, in alcune stagioni, i vegetali provenienti dalle colture possono rappresentare una percentuale importante della loro dieta: sono molto apprezzati cereali estivi e mais appena seminati, germogli in crescita, ma anche pannocchie di mais in maturazione, come pure piantine d’insalata e verdura. In autunno, in vigneti e frutteti, i Corvidi e altri passeracei che vivono in stormi e possono provocare localmente perdite finanziarie. La caccia alle principali specie di Corvidi in sovrannumero, unitamente a dissuasori e azioni di prevenzione con diverse misure preventive di tecnica di coltivazione costituiscono le principali azioni di contenimento di questi animali a tutela delle colture (fonte: vogelwarte.ch)”, si legge nella nota. “Pertanto il Circolo “Gli amici della caccia”, cogliendo il grido d’allarme del settore agricolo, sollecita la Regione a voler adottare dei piani di contenimento e azioni di miglioramento ambientale ex legge 157/92 come peraltro fatto da numerose Regioni italiane che vivono la stessa problematica.