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Reggio Calabria: i risultati emersi nel corso della conversazione su Guelfi e Ghibellini | VIDEO

Reggio Calabria: Uno spaccato della vita medievale emerge nel corso della conversazione culturale con la ricercatrice lucchese Pierotti ospite del Circolo Culturale “L’Agorà”

Elena Pierotti, ricercatrice lucchese, da tempo impegnata ad indagare in diverse vicende storiche, è stata la gradita ospite del Circolo Culturale “L’Agorà”. Si è laureata a Pisa in storia nell’anno accademico 2009-2010 con una tesi dal titolo “Padre Gioacchino Prosperi. Dalle Amicizie cristiane ai valori rosminiani”. Relatore la Prof.ssa Daniela Lombardi; contro relatore la Prof.ssa Maria Pia Paoli; Presidente il Prof. Alberto Mario Banti. La ricercatrice toscana collabora con diverse riviste specializzate, ed è autrice di diverse pubblicazioni scientifiche su vari argomenti storici. Nel corso della conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”,sono emersi dati significativi a riguardo le contrapposizioni geografiche della politica italiana del Basso Medioevo nel corso dell’incontro su “Guelfi e Ghibellini”. Guelfi e Ghibellini erano le due fazioni contrapposte nella politica italiana del Basso Medioevo, in un contesto storico che si snoda a partire dal XII secolo sino alla nascita delle Signorie nel XIV secolo. Le origini dei due acronimi storici risalgono alla lotta per ottenere la corona imperiale dopo la morte dell’imperatore Enrico V, avvenuta nel 1125, fra le casate della Baviera e della Sassonia contrapposte a quella della Svevia. Successivamente, i nomi di queste fazioni vennero riprese per identificare gli schieramenti contrapposti nelle lotte a Firenze per il dominio del comune dopo la morte di Buondelmonte de’ Buondelmonti.

I ghibellini erano coloro i quali non volevano l’intrusione della Chiesa nella politica dell’impero e inizialmente furono sostenuti dalle forze imperiali nelle lotte contro i guelfi, sui quali ebbero la meglio. Storicamente si tratta di due movimenti in netta contrapposizione nella geografia della politica italiana del Basso Medioevo, in particolare dal XII secolo sino alla nascita delle Signorie nel XIV secolo, che tra faide e battaglie insanguinarono varie parti della Penisola. Gli acronimi “guelfo” e “ghibellino” vennero in un primo momento utilizzati a seguito della geopolitica tra le variegate correnti fiorentine e toscane che sfociarono in violenti scontri nel ventennio compreso tra il 1250 e il 1270, dando seguito ad un precedente che fece scuola per i decenni successivi. Le prime menzioni dei due termini apparvero negli Annales Florentini. Nel 1239 comparve per la prima volta la parola “guelfi”, nel 1242 la parola “ghibellini”. Negli anni successivi le attestazioni divennero più consistenti: ad esempio, esistono un’epistola dei capitani della pars guelforum fiorentina (1246) e una menzione della cronaca di Giovanni Codagnello del 1248. La geopolitica italiana del periodo vide da una parte lo schieramento con lo Stato Pontificio, la Repubblica di Firenze, e il Regno Angioino da parte guelfa, mentre le signorie di Milano e di Verona, la Repubblica di Pisa e il Regno di Sicilia di matrice ghibellina. I comuni come Como o Pistoia o le grandi famiglie feudali come i conti Guidi in Toscana o i conti di Biandrate in Lombardia scelsero di schierarsi con l’imperatore in primo luogo perché temevano l’egemonia di città vicine più grandi e potenti, come Milano o Firenze, schierate sul fronte opposto.

La scelta di posizionamento tra uno dei due schieramenti coinvolse quindi sempre più comuni e realtà politiche italiane. Nel regno settentrionale, le signorie ghibelline dei Visconti a Milano e degli Scaligeri a Verona acquisirono sempre più territori. Al centro, l’avanzata ghibellina guidata da Pisa minacciò i guelfi di Firenze e dello Stato Pontificio; infine, al sud, a seguito della rivolta dei Vespri siciliani del 1282, il regno meridionale si spaccò in due, con i territori continentali che passarono ai guelfi angioini, alleati storici papali, e la Sicilia invece ai ghibellini aragonesi.I guelfi fiorentini e i ghibellini senesi si scontrarono il 4 settembre 1260 a Montaperti. Questa battaglia non fu altro che l’espressione cruenta della rivalità secolare che vi era tra le Repubbliche di Firenze e di Siena. Nonostante l’appoggio della Lega Lombarda e di altri alleati umbri e toscani, lo schieramento guelfo uscì sconfitto dalla battaglia contro la fazione ghibellina, soprattutto a causa del sostegno del re Manfredi di Sicilia (1232-1266) e degli esiliati ghibellini fiorentini capitanati da Farinata degli Uberti (1212-1264) e dal tradimento di Bocca degli Abati (XIII secolo-1300). I guelfi abbandonarono Firenze e questa fu sottoposta all’autorità imperiale con il Congresso di Empoli. Anche in questo conflitto dell’11 giugno 1289 tra guelfi e ghibellini vi fu una contesa di supremazia territoriale tra le Repubbliche di Firenze e di Arezzo. Le truppe aretine guidate dal vescovo Guglielmo degli Ubertini (1219 ca – 1289) e dai nobili Guglielmo dei Pazzi del Valdarno (1230-1289) e Bonconte da Montelfeltro (1250-1289), persero contro i guelfi capeggiati dal condottiero francese Guillaume de Durfort (metà XII secolo – 1289) e da Vieri de’ Cerchi (metà XIII secolo – inizi XIV secolo), Ugolino de’ Rossi (1300 ca – 1377) e Corso Donati (1259 ca – 1308), il quale quest’ultimo fu decisivo per la vittoria.A fronteggiarsi nella battaglia di Montecatini del 29 agosto 1315 furono i ghibellini delle Repubbliche di Pisa e di Lucca, guidati dal condottiero Uguccione della Faggiola (1250 ca – 1319), e i guelfi delle Repubbliche di Firenze e di Siena e il Regno di Napoli, capitanati da Filippo I d’Angiò (1278-1332). Malgrado lo schieramento guelfo contasse su una superiorità sia militare che economica, contro ogni previsione l’esercito ghibellino vinse in maniera netta, soprattutto grazie al supporto dei cavalieri mercenari tedeschi.

Questo scontro inflisse a Firenze un durissimo colpo: sia per le numerose vittime cadute nel conflitto che per il pagamento cospicuo dei riscatti per i prigionieri. Il 23 settembre 1325 si affrontarono, nella battaglia di Altopascio, la fazione ghibellina dei lucchesi di Castruccio Castracani degli Antelminelli (1281-1328) e dei milanesi di Azzone Visconti (1302-1339) e, dall’altra, lo schieramento guelfo dei fiorentini e dei senesi capitanati dal capitano della guardia pontificia Ramon de Cardona (XIV sec.). L’esercito guelfo subì una clamorosa sconfitta, a causa soprattutto della disorganizzazione militare delle sue truppe . L’alleanza ghibellina continuò la sua avanzata in Toscana fino ad arrivare alle mura di Firenze, ma desistendo dal provare a conquistarla. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 22 aprile.