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Messina, De Domenico “dimentica” il Ponte sullo Stretto: “pensiamo a dimezzare prezzo traghetti e aliscafi”

de domenico ponte sullo stretto

Franco De Domenico evidenzia che “la discontinuità territoriale è una tassa occulta per i cittadini e per le imprese siciliane, quantificata in circa sei miliardi annui. Ogni siciliano (neonati compresi) paga 1.300 euro per questo balzello”. Però non nomina il Ponte sullo Stretto

Lo Stretto di Messina è l’area europea in cui è presente il maggior traffico di passeggeri via mare. Si tratta di fattore da considerare, quello del pendolarismo tra le due sponde di Sicilia e Calabria, che finalmente è stato anche preso in considerazione dal Parlamento italiano. “Il ddl sull’Insularità, approvato al Senato e che diventerà legge dopo un ultimo passaggio alla Camera, è un’opportunità per la Sicilia e in particolare per l’intera Area dello Stretto, da decenni penalizzata dalla discontinuità territoriale. Come è emerso, infatti, durante il dibattito parlamentare, oggi l’Italia è il primo Paese europeo per numero di cittadini insulari: oltre 6,6 milioni di abitanti, il 12 per cento circa della popolazione italiana”. E’ quanto ha ricordato Franco De Domenico, candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni comunali a Messina.

De Domenico fa presente il problema della discontinuità territoriale, “che determina una vera e propria tassa occulta per i cittadini e per le imprese siciliane, quantificabile in circa sei miliardi annui”, ma nei suoi ragionamenti dimentica il Ponte sullo Stretto. “Ciò significa che, in media, ogni siciliano (neonati compresi) paga 1.300 euro per questo balzello: tutti gli abitanti dell’Area dello Stretto, quindi, sono tra i principali ‘contribuenti’. Pertanto, la prossima amministrazione comunale dovrà necessariamente porre un rimedio a tale ingiustizia. La mia idea – spiega l’esponente politico – è che, passando dal principio costituzionale alle misure di legge concrete, occorra intercettare fondi che dovranno essere utilizzati per abbattere i costi di attraversamento che gravano sui cittadini messinesi, garantendo loro finalmente tariffe almeno dimezzate, per attraversare lo Stretto anche quotidianamente, per motivi di lavoro e studio”.

Insomma, se nell’immediato la soluzione è sicuramente quella che i cittadini di Messina si aspettano, pensando al futuro appare davvero impensabile non fa riferimento all’opera di collegamento stabile con Reggio Calabria. “Grazie al ddl in fase di approvazione – fa notare in conclusione Franco De Domenico – si modifica un errore commesso nel 2001, l’articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e si promuovono misure necessarie a sanare questa diseguaglianza”. E come dargli torto. Però anche l’inesistenza di un’infrastruttura importante come il Ponte sullo Stretto pone i residenti delle due sponde in una condizione inferiore rispetto a qualsiasi cittadino italiano. Si tratta di una battaglia di civiltà di cui la politica locale dovrebbe farsi carico, lasciando da parte ideologie politiche e dando spazio a ciò che è necessario per il territorio.