fbpx

Invasione Eolica, l’ex consigliere: “Regioni possono tutelare il Paesaggio e i Beni Culturali, Calabria rafforzi i vincoli”

In Calabria, spiega l’ex consigliere Molinaro, “da anni si assiste ad una valanga miliardaria di interessi eolici che distruggono i tanti musei a cielo aperto”

“La sentenza del 04 aprile u.s. del Consiglio di Stato relativa alla Sardegna è uno schiaffo alle multinazionali/palazzinari dell’energia del vento che volevano conficcare una selva di pale eoliche alte 180 metri; un grattacielo di sessanta piani, su paesaggi mozzafiato, esclusivi e monumentali dell’isola. Una sentenza che non solo riafferma il primato del Paesaggio e dell’Identità del patrimonio storico e archeologico ma ribadisce la competenza primaria della Regione che, con un proprio atto legislativo e di indirizzo individua dove si può e dove non si può fare un parco eolico. Ci deve preoccupare il tentativo del Ministro Cingolani che con un decreto di qualche settimana fa aveva approvato il Parco eolico oggetto della sentenza, contro i pareri della Regione, Soprintendenza e Ministero dei Beni Culturali”. E’ quanto scrive in una nota Pietro Molinaro, consigliere regionale nella passata legislatura, Presidente della Commissione Agricoltura.

In Calabria, prosegue Molinaro, “da anni si assiste ad una valanga miliardaria di interessi eolici, troppi gli incentivi dello Stato ai Parchi Eolici di “grossa taglia” che distruggono i tanti musei a cielo aperto con queste invasioni d’acciaio che generano milioni di euro alle multinazionali e qualche elemosina ai Comuni e/o proprietari dei terreni ferendo per sempre il “Paesaggio e la Bellezza”. La Calabria difenda i suoi interessi e non continui ad essere terra di conquista in materia energetica. Emblematica la frase dell’agricoltore nel libro “la Collina del Vento” dello scrittore di origini calabresi, Carmine Abate, quando, rifiutandosi di installare le pale eoliche nel suo terreno risponde all’emissario della multinazionale “Noi non siamo coltivatori di vento””.