fbpx

Italia, yacht e ville confiscate ai russi sono un salasso: lo Stato non può sostenerne la gestione

Yacht russo Foto di Cati Cladera / Epa / Ansa

Yacht, ville e altri beni di lusso confiscati agli oligarchi russi sono un salasso per lo Stato italiano: si pensa alla vendita o al diritto di ritenzione, ma c’è il rischio di ricorsi per diversi milioni di euro

Le sanzioni imposte agli oligarchi russi, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, rischiano di ritorcersi contro lo Stato Italiano. Il sequestro dei beni di lusso come yacht e ville, per un valore complessivo di 953.000.000 di euro, rappresenta un salasso per le casse dell’Italia in quanto l’intero ammontare dei costi di gestione è a carico dell’Agenzia del Demanio, che li gira alla Ragioneria dello Stato. Non solo la manutenzione di yacht e ville, ma anche gli stipendi del personale (domestici, giardinieri, membri dell’equipaggio), spese portuali, deve essere garantito dallo Stato che rischia di non poter più sostenere una spesa del genere per una guerra che non sembra avere una ‘scadenza’ precisa.

Le possibili soluzioni

Secondo “Il Sole 24 Ore” il Governo sta valutando la possibilità di aggiornare il decreto legislativo 109 del 2007, norma pensata per arginare il finanziamento al terrorismo, utilizzata in Italia per attuare le sanzioni imposte dall’UE agli oligarchi russi finiti nella black list. Le soluzioni possibili sono essenzialmente due: la prima consisterebbe nel vendere i beni congelati, la seconda nell’attuare il diritto di ritenzione che consentirebbe allo Stato di disporre da subito di queste proprietà se i destinatari delle misure non saldano il conto dei costi di gestione e manutenzione. Ovviamente, si correrebbe il forte rischio di andare incontro a pesanti ricorsi dal costo di diversi milioni di euro.