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Guerra Ucraina, Barilla non ferma la produzione in Russia: la critica di Sinistra Italiana

stabilimento barilla

“Le grandi aziende del food continuano a fare affari con lo spietato aggressore russo dell’Ucraina”, afferma il senatore Elena Fattori

“Mentre i nostri piccoli agricoltori sono attanagliati nella morsa delle follie climatiche e dell’aumento del costo delle materie prime a causa della guerra in Ucraina, e i cittadini italiani si trovano di fronte a un sensibile aumento dei prezzi dei prodotti primari, le grandi aziende del food continuano a fare affari con lo spietato aggressore russo dell’Ucraina”. Elena Fattori, senatore di Sinistra Italiana, punta così il dito contro l’azienda Barilla. “Il gruppo italiano ha deciso per esempio di mantenere la sua produzione in Russia”, segnala il parlamentare (componente della commissione permanente Agricoltura e della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani) ricordando che il colosso di Parma “ha nel Paese un pastificio a Solnechnogorsk, una città nella regione amministrativa di Mosca a circa 90 chilometri dalla capitale russa. Nel sito lavorano circa 300 dipendenti”.

La multinazionale parmigiana, continua Fattori, “nel 2009 ha investito 130 milioni di euro per costruire un nuovo sito produttivo e un mulino per macinare il grano duro. L’insediamento nella zona di Stupino Quadrat, si trova nella cintura di Mosca a 40 chilometri dall’aeroporto e nelle vicinanze delle più importanti arterie stradali e ferroviarie. E si sa, di fronte al vil denaro anche le immagini più crude – conclude Fattori in un comunicato – dei massacri e delle sofferenze, sbiadiscono”.