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Guerra Ucraina, Draghi: “ho provato a fermare Putin fino alla fine. Ecco cosa mi ha risposto”

Draghi Putin Foto Ansa

Mario Draghi svela il contenuto di una telefonata fatta a Putin prima dell’inizio della guerra in Ucraina: fino alla fine, il premier italiano ha provato a evitare il conflitto

Ho provato fino alla fine a parlargli“. Intervistato da “Il Corriere della Sera”, Mario Draghi svela un particolare retroscena in merito ai suoi tentativi per evitare che Putin invadesse l’Ucraina. “Ci siamo telefonati prima dell’inizio della guerra. Ci siamo lasciati con l’intesa che ci saremmo risentiti. Alcune settimane dopo però ha lanciato l’offensiva”, ha aggiunto il premier italiano. Successivamente, Draghi ha contattato Putin anche dopo l’inizio delle ostilità “l’ho chiamato per parlare di pace, mi ha risposto che i tempi non sono maturi“.

In merito alle armi inviate a Kiev, Draghi spiega: “da una parte c’è un popolo che è stato aggredito, dall’altra parte c’è un esercito aggressore. Qual è il modo migliore per aiutare il popolo aggredito? Le sanzioni sono essenziali per indebolire l’aggressore, ma non riescono a fermare le truppe nel breve periodo. Per farlo, bisogna aiutare direttamente gli Ucraini, ed è quello che stiamo facendo. Non farlo equivarrebbe a dire loro: arrendetevi, accettate schiavitù e sottomissione, un messaggio contrario ai nostri valori europei di solidarietà. Invece vogliamo permettere agli ucraini di difendersi“.