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Covid, la Commissione Europea: “stop ai bollettini giornalieri e ai test di massa”

tampone covid bollettino positivi Foto di Filippo Venezia / Ansa

La Commissione Europea, attraverso le parole del commissario Kyriakides e della Presidente von der Leyen, ha invitato gli stati membri dell’Unione a modificare alcune norme stringenti sul Covid per concentrarsi più su casi gravi e nuove eventuali varianti

Basta test di massa e bollettini giornalieri sul Covid. L’approccio alla pandemia è cambiato, ormai è storia nota. E se n’è accorta anche la Commissione Europea, che attraverso le parole del commissario Kyriakides e della Presidente von der Leyen ha invitato gli stati membri dell’Unione a modificare alcune norme stringenti, per concentrarsi più su casi gravi e nuove eventuali varianti. “Stiamo entrando in una nuova fase della pandemia perché stiamo passando dallo stato di emergenza a una gestione della Covid-19 più sostenibile”, ha detto la von der Leyen. “Il numero di infezioni è ancora elevato nell’UE, ma la pressione sul settore della sanità è diminuita e le nostre economie sono nuovamente aperte”, ha affermato invece Kyriakides.

La Commissione ieri ha presentato i suoi piani per la prossima fase della gestione della pandemia, raccomandando gli stati membri di abolire il bollettino quotidiano e invitandoli a fermare i test di massa per indirizzarsi verso un controllo più capillare di casi gravi attraverso cure e vaccinazioni. “Non stiamo più assistendo alla stessa pressione sui nostri ospedali, le restrizioni vengono revocate e le società e le economie stanno tornando a una situazione più normale”, si legge nel discorso della Commissione.

E cosa chiede dunque nello specifico la Commissione ai paesi dell’Unione?

  1. Adattare i loro sistemi di sorveglianza e test. “In questa nuova fase stiamo cambiando il modo in cui monitoriamo la diffusione del virus. Invece dei test di massa, spostiamo l’attenzione sui casi più rappresentativi e otteniamo stime affidabili sull’intensità della trasmissione, sull’impatto di malattie gravi e sull’efficacia del vaccino. Questo è il motivo per cui invitiamo gli Stati membri a mettere in atto sistemi di sorveglianza integrati, sostenibili e per tutto l’anno per tutte le malattie respiratorie acute, che coprano non solo il COVID-19, ma anche l’influenza e altri virus respiratori. Da parte nostra, sosterremo gli Stati membri nello sviluppo di sistemi di sorveglianza integrati e digitalizzati attraverso il programma EU4Health e in collaborazione con l’ECDC. Aiuteremo anche a rafforzare le reti di laboratori in tutta l’UE per identificare e valutare le nuove varianti emergenti”.
  2. “Tutti gli Stati membri devono essere pronti a un numero possibilmente crescente di casi di COVID-19 o influenza stagionale. Ciò include la capacità dell’ospedale e la preparazione continua per aumentare rapidamente gli sforzi sui test, se necessario”.
  3. “Sulla vaccinazione, gli sforzi devono continuare per aumentare la diffusione e portare avanti le campagne di richiamo. I booster si stanno attualmente stabilizzando intorno al 64% della popolazione adulta e abbiamo ancora oltre 90 milioni di persone non vaccinate nell’UE”.
  4. “Dobbiamo rafforzare la preparazione generale alla pandemia. Fin dall’inizio abbiamo detto che non si tratta prima dell’Europa. Dobbiamo migliorare l’accesso ai vaccini e alle terapie COVID-19 a livello globale. Ora che i problemi di approvvigionamento sono stati risolti, il nostro focus dovrebbe essere sulla vaccinazione globale e sul miglioramento dei problemi infrastrutturali per aumentare la copertura vaccinale in altri continenti”.