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Covid, l’ammissione di Pfizer: “calo immunitario dopo il vaccino”

vaccino covid pfizer Foto di Massimo Percossi / Ansa

Una relazione di Pfizer spiega che subito dopo aver fatto l’iniezione si verifica un calo immunitario transitorio dei linfociti

Sembrava paradossale fino a qualche tempo fa leggere i numeri dell’Iss e osservare un notevole aumento di positivi tra le persone vaccinate contro il Covid-19, eppure, per spiegare scientificamente il motivo, è stato reso noto un documento ufficiale dell’azienda Pfizer-Biontech, datato maggio 2021. Come riportato sull’edizione odierna del quotidiano La Verità, a pagina 8 della relazione si legge: “le valutazioni cliniche di laboratorio hanno dimostrato una diminuzione transitoria dei linfociti che è stata osservata in tutti i gruppi di età e di dose dopo la dose che si è risolta entro circa 1 settimana”. Ciò significa un calo immunitario transitorio dei linfociti, ovvero dei globuli bianchi preposti alle difese immunitarie dell’organismo e, come tali, sono coinvolti in svariati processi patologici e non. Una loro riduzione, fra le varie cause, può essere provocata come reazione dell’organismo all’assunzione di alcuni farmaci, in questo caso nell’inoculazione del vaccino Pfizer.

Nella letteratura scientifica le persone che risultano positive alle infezioni dopo essersi vaccinate vengono definite “breakthrough cases”, già osservate durante le sperimentazioni di fase 2 e 3 condotte dall’azienda farmaceutica per ottenere l’approvazione dei vaccini in via emergenziale. Mentre in Italia si registravano i primi casi di operatori sanitari positivi nonostante il completamento del ciclo vaccinale, già a luglio uno studio israeliano spiegava come il rischio di contagio per i vaccinati con il composta a mRna cominciasse ad aumentare dopo 90 giorni la somministrazione della seconda dose di Pfizer. Si tratta di elementi da prendere in considerazione, ancor di più in questo momento che la Commissione Europea darà una risposta sulla somministrazione della quarta dose.