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Concorsi pilotati all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Dieni: “scenario desolante, serve rilancio”

Reggio Calabria, Dieni: “fatta salva la presunzione di innocenza degli indagati, l’inchiesta Magnifica tratteggia uno scenario desolante per l’Università Mediterranea

“Fatta salva la presunzione di innocenza degli indagati, l’inchiesta Magnifica tratteggia uno scenario desolante per l’Università Mediterranea e, quindi, per la città di Reggio e l’intero sistema calabrese”. È quanto dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni. “Quanto emerge dall’inchiesta – aggiunge la parlamentare – lede l’immagine di un ateneo che, con grandi sacrifici, era riuscito a diventare un’eccellenza del Sud Italia e un luogo di riferimento per l’insegnamento di alcuni saperi. Oggi, invece, le indagini condotte dalla Procura di Reggio ci dicono che anche il buon nome della Mediterranea potrebbe essere stato corrotto da un’associazione a delinquere dedita a corruzione e concussione, a truccare concorsi e appalti, a sperperare per fini personali risorse economiche pubbliche. Un quadro del genere non può che lasciare l’amaro in bocca e contribuire a diminuire l’appeal dell’Università agli occhi della società e degli stessi studenti, oltre a provocare un drastico calo degli iscritti”. 
“Dopo un inizio faticoso, fatto di finanziamenti col contagocce e contrassegnato dalla insensata contrarietà di chi voleva che l’Unical rimanesse l’unico ateneo della Calabria – spiega Dieni –, l’Unirc è riuscita a crescere grazie all’azione lungimirante dei primi rettori, capaci di far arrivare tanti docenti di prestigio soprattutto nelle facoltà di Architettura. Tengo a citare anche l’ex magnifico Bianchi, che ha saputo collocare l’università in una dimensione mediterranea ma anche nazionale e internazionale, come dimostrano le durature relazioni con altri prestigiosi atenei d’Europa. E sono d’accordo con l’analisi dello stesso Bianchi, secondo cui il punto nevralgico dell’Università consiste nell’aver messo da parte quella dimensione per diventare un ateneo a vocazione quasi provinciale. È il terremoto giudiziario delle ultime ore di certo non favorisce una ripartenza”. Per il rilancio dell’Unirc – conclude Dieni – serve innanzitutto fare luce sulle presunte condotte illecite dei suoi vertici e di tutti gli indagati. In secondo luogo, è necessario invertire il trend e lavorare affinché la Mediterranea torni a essere baricentrica nel panorama nazionale. Per farlo, serve un nuovo dialogo con la Regione Calabria, un coinvolgimento per la progettazione e la spesa dei fondi Pnrr e, soprattutto, la capacità di programmare il futuro di un ateneo che deve tornare a ospitare personalità di spicco del mondo accademico e a organizzare corsi di laurea all’altezza del suo passato e delle sue ambizioni”.