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Caso Nuova Cestistica Barcellona-Viola Reggio Calabria, Coppolino: “andrò a processo per dimostrarmi innocente”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Aurelio Coppolino sceglie di andare, volontariamente, a processo nel caso Nuova Cestistica Barcellona-Viola Reggio Calabria. L’imprenditore vuole dimostrare la sua innocenza e far emergere verità e reali responsabilità su quanto accaduto

Aurelio Coppolino ha deciso: andrà a processo per il caso “caso Nuova Cestistica Barcellona s.s.d. a r.l., dal 6 luglio 2018”, già “Viola Reggio s.s.d. a r.l. fino al 6 luglio 2018”, poi “Viola Reggio Calabria 1966 s.s.d. a r.l. Società in liquidazione dal gennaio 2019”, che lo vede accusato di truffa. L’imprenditore ha scelto volontariamente di farlo per chiarire la propria innocenza e far emergere le reali responsabilità su quanto accaduto. In una nota diffusa alla stampa, Coppolino ha motivato, attraverso quanto segue, le ragioni della sua decisione.

“La prima udienza del processo è prevista il 12 maggio prossimo presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, dove è stata presentata denuncia. Attraverso il mio legale, nei giorni scorsi, si era raggiunto un accordo per la decadenza delle accuse, per il quale in data odierna ho ritirato mia disponibilità scegliendo di andare a processo ed in quella sede dimostrare, non solo la mia estraneità a tale infamante accusa, ma far emergere le diverse responsabilità di diversi soggetti (operanti a vario titolo a Barcellona Pozzo di Gotto, Reggio Calabria, Roma ed altre città) che hanno infangato non solo realtà sportive storiche quali la Cestistica Barcellona (nel 1999-2000 sfiorò a Udine la promozione in A1) e la Viola Reggio Calabria (nel 1993 ai quarti playoff Scudetto A1 contro Trevisto) comprese società, atleti e tifoserie, ma anche il sottoscritto.

Oltre all’istigazione al suicidio, il giorno dopo, accompagnato in Procura di Reggio Calabria da un funzionario della Direzione Investigativa Antimafia, presentati primo esposto, poi integrato il 22 novembre 2018, poi integrato nuovamente nella mia audizione come persona informata dei fatti dal PM titolare dell’inchiesta (che oggi prevede quattro indagati con ipotesi di reato per falso in bilancio, false comunicazioni sociali ed associazione) il 27 luglio 2021, attraverso memoria scritta e relativi documenti richiamati.

Dal 201o al 2015 ho svolto il ruolo di Direttore Marketing e Comunicazione in Serie A, prima per il Basket Barcellona, poi nell’Orlandina Basket che si qualificò anche nella Champions League permettendo insieme a tutti i componenti delle diverse aree come account manager ed esperti della comunicazione, di incamerare introiti per oltre 3.000.000 di euro. Per queste mie esperienze pregresse e specifiche, e non per la mancanza di una personale solidità finanziaria ed economica (da tutti conosciuta in quanto titolare di una piccola agenzia di marketing e comunicazione dal 2010, la DAVIDEvsgolia) ho goduto, sino al 2018, di quella credibilità da quattro anni rubata, calpestata, annientata. A Barcellona, doveva nascere un nuovo centro commerciale, fra le altre cose.

L’obiettivo della presente è quello di rendere pubblico alle due città, nonché, alle due società, loro ex dipendenti e tesserati e loro tifoserie, quanto ad oggi non reso pubblico sebbene abbia presentato un esposto alla Procura di Reggio Calabria il 22 ottobre 2018 (rilevai la società il 6 luglio 2018): 1.500.000 di € debiti per canoni non riscossi e risalenti sino al 2012, di cui 1.000.000 verso il Comune e la Città Metropolitana di Reggio Calabria – PalaCalafiore e Pianeta Modena, taciuti da vecchia proprietà, non rilevati da miei consulenti, e taciuti dai vertici istituzionali ed amministrativi dei due enti, nonostante tre incontri presso Palazzo San Giorgio nel luglio del 2018, dopo il mancato nulla osta al trasferimento del titolo sportivo da Reggio a Barcellona per mano della FIP il 13 luglio 2018, per debiti verso tesserati della società Basket Barcellona srl, che il il 5 luglio, il giorno prima della mia acquisizione della Viola, mi invio pec con documenti contabili per rilevare titolo Basket Barcellona srl… che al tempo aveva circa 2.000.000 di debiti, e che oggi mi risulta essere ancora non chiusa…

Prima di iniziare a parlare e scrivere di Nuova Cestistica Barcellona, chiesi ed ottenni autorizzazione degli artefici di quel sogno sportivo e sociale (in quegli anni la sera vi era il coprifuoco per le decine e decine di omicidi di mafia): Capizzi, Filiti, Perdichizzi, Coppolino…e via di seguito, sino al custode del PalAlberti.

Prima di iniziare, reperì potenziali finanziatori, poi comprenisbilmente spariti il 13 luglio perché dovetti trasferirmi a Reggio Calabria (sebbene con denominazione “Nuova Cestistica Barcellona”…). Prima di tale data, ricevetti acconti partnership commerciali di operatori di Barcellona Pozzo di Gotto, poi tutti restituiti.

Dopo il respingimento del ricorso (20 luglio, curato da mio ex consulente oggi legale mio accusatore…) avverso al mancato nulla osta della FIP (13 luglio), dovetti andare a Reggio Calabria, partendo dal confrontarmi con le istituzioni politiche e sportive (30 luglio conferenza stampa a Palazzo San Giorgio con Sindaco, Presidente CONI Calabria, Presidente FIP Calabria).

Partii da zero, lavorando giorno e notte al Pianeta Modena per allestire organigramma societario prima (aree istituzionale, marketing e comunicazione) attraverso contratti sottoscritti con icone e professionisti come Sant’Ambrogio, Porto, Calabrese, Famano, Tristini, Stellato, Ielo, Brienza, Tripodi G,  Frascati, Tripodi A, Lombardo, Maltese, Massa, Imbalzano, Giunta, Muscatello, Polito, Chiriaco), poi sportiva fra agenti e tesserati (Mecacci, Trimboli, Motta, Hughes, Neri, Murano, Calafiore, D’Agostino, Alessandri, Grgurovic, Fall, Agbogan, Carnovali, Mastroianni, Paesano, Nobile, Vitale).

In 30 giorni riuscii a modificare alcuni contratti sottoscritti per giocare a Barcellona Pozzo di Gotto, con altri per giocare a Reggio Calabria. Attraverso un lavoro altamente professionale, riuscimmo in poche settimane a chiudere contratti per circa 150.000,00 €. Alla ricezione delle prime ingiunzioni di pagamento, poi arrivate alla somma di 1.500.000,00 di € totali non presenti a bilancio – guarda caso ingiunzioni iniziate ad arrivare col mio trasloco a Reggio -, decisi di non incassare un solo € sino a ricognizione reale situazione. Mi determinai a fine settembre 2018 nel ritirare squadra, svincolando tesserati e permettergli così di giocare e vedere remunerate le loro prestazioni. Decisero di continuare, perché l’ambiente società e squadra era di prim’ordine (arrivarono ai playoff in B a maggio 2019, con soli 1 o 2 stipendi, non ricevendo quanto promesso da chi mi subentrò, cedetti il 22 febbraio 2019, facendo allegare e controfirmare davanti al notaio tutti gli impegni e debiti, anche quelli a me taciuti… loro, mediante “accordo tombale” firmato nell’aprile del 2019, rinunciarono a ben 300.000 €, iscritti nel bilancio da me ricevuto il 6 luglio 2018, come crediti riferibili prevalentemente a società riconducibili alla vecchia proprietà).

Tutto dimostrabile documentalmente nel processo a Barcellona, o in quello di Reggio Calabria che mi vede nella qualità di possibile parte lesa (in tal caso, come comunicato più volte a tesserati e fornitori della Viola, chiederò innanzitutto siano onorati i loro contratti, sebbene formalmente dal 22 febbraio 2019 non abbia più alcuna responsabilità avendo ceduto tutta la società, compresi contratti ed anche debiti non a bilancio, oltre come ovvio della somma di chi oggi mi accusa di truffa. Dimostrazione lampante che mai si è voluto nascondere alcunché).

Sento di avere un debito morale verso la Barcellona e Reggio cestistica. Saldato questo attraverso le ragioni che cerco di rappresentare nelle opportune sedi da oramai da quattro anni (inascoltato sino ad oggi), mi verrà restituito l’unico bene per me importante: la credibilità. Come uomo e come professionista. Spero che quanto sopra possa arrivare a più persone possibili, assunta la volontà, più volte riscontrata, di non arrivare alle origini di quella che è, questa sì, una truffa nei confronti di due città, prima, del sottoscritto, dopo”.

Barcellona e Reggio Calabria

Coppolino chiarisce ulteriormente la sua posizione: “riguardo al procedimento che mi vede imputato con prima udienza al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto del 12 maggio, lunedì 2 presenterò lista testi della difesa. E poi mi “godrò” il mio primo processo. Sino al 2018, eccetto una causa civile, mai dato alcun incarico legale; ad oggi invece sono a circa 15 avvocati e consulenti incaricati.

Riguardo al mio esposto presentato il 22 ottobre 2018 presso la Procura di Reggio Calabria, andando verso i 4 anni di indagini (che, ad oggi, non hanno portato né a richiesta di archiviazione, né a rinvio a processo – sebbene presenti ben quattro indagati -, le indagini dovrebbero durare al massimo 2 anni, con proroga di 6 mesi in caso di novità investigative), volendo evitare la prescrizione, faremo istanza alla Procura affinché le indagini vengano concluse. Se rinvieranno a processo, mi costituirò parte civile per tutelare in primo luogo lavoratori, tesserati e fornitori. Se la Procura presenterà richiesta di archiviazione, presenteremo come previsto da legge entro 30 giorni opposizione, per la quale ho già dato incarico a consulente legale ed esperto in diritto societario. Se, in tal caso, l’opposizione all’archiviazione venisse respinta, anche stavolta (essendo presenti in Procura altre esposti ed indagini ben più datate della mia), chi ha marciato – a tutti i livelli – sulla Viola, uscirà indenne.

Per quanto condiviso oggi, mi aspetto di ricevere querele ed accuse per avere rivelato informazioni riservate di indagine, ma sono pronto a tutto, ve lo assicuro. Arriverà comunque presto il momento in cui tutti i nomi dei responsabili – nessuno escluso – usciranno fuori. Impegno preso il 22 ottobre 2018, mediante l’esposto presentato alla Procura di Reggio Calabria, confermato oggi 29 aprile mediante la pubblicazione ed invio di queste due comunicazioni, che certamente arriveranno a chi di dovere”.

14 ottobre 2018, 2ª giornata: Viola batte Palestrina 81 a 64

La mia unica partita, da dirigente accompagnatore in distinta gara a bordo campo, vissuta al PalaCalafiore. – spiega Coppolino – A fine primo tempo mi feci accompagnare via per le legittime e civili contestazioni dei tifosi, dopo avere nei giorni precedenti rese pubbliche criticità e determinazioni in assenza di soluzioni (poi non trovate con Istituzioni riguardo il 1.000.000 € di debiti reclamati per “PalaCalafiore” e “Pianeta Modena” solo nei giorni precedenti e non a luglio e non presenti nel bilancio da me ricevuto – e “filtrato” dai miei consulenti e della controparte, nella doppia veste di commercialista e legale, oltreché Presidente del Consiglio di Amministrazione e Consigliere ancora in carica – quando acquistai, e con vecchia proprietà, tutelata da accordi scritti da professionisti -di entrambe parti – che ne tutelarono solo una, e di certo non la mia. Chiesi fideiussioni bancarie a mia tutela, mi ritrovai una semplice “manleva”, acqua fresca).

Venerdì 26 ottobre 2018, in una riunione al “Pianeta Modena” di fronte a tutti i dipendenti e tesserati, comunicai la mia intenzione di inviare formale comunicazione a FIP ed LNP di rinuncia e ritiro squadra dal campionato. Mi chiesero di continuare, perché i tifosi (poi costituitisi in Comitato) li avrebbero sostenuti nella ricerca di una nuova proprietà (poi trovata ed a cui cedetti il 100% delle quote ad 1 € il 22 febbraio 2019, che poi pagarono in ritardo una rata delle tasse federali FIP a maggio, venendo estromessi durante i playoff per salire in serie A2).

12 punti Alessandri, 7 Yande Fall, 1 Agbogan, 10 Carnovali, 19 Mastroianni, 4 Paesano, Grgurovic, Scialabba, n.e. Vitale (complimenti Donato per il tuo campionato a Torrenova!). 9 punti del capitano (e signore) Matteo Fallucca.

Un altro capitano a cui va il mio ultimo pensiero, è quello del Basket Barcellona 2017-18, Giacomo Sereni, che insieme a Idiaru, Grilli, Teghini, Gay, Comelli, Mustacchio, Brunetti, De Angelis, Caroldi e Pedrazzani (anche loro con una situazione societaria complessa), fecero un campionato di A2 storico. Per alcuni debiti con loro del Basket Barcellona, il Consiglio Federale della FIP il 13 luglio 2018 negò il trasferimento del titolo sportivo della Viola a Barcellona Pozzo di Gotto, sebbene la FIP Sicilia avesse invece inviato formale accettazione di cambio denominazione e sede social giorni prima. Con loro, nel luglio del 2018 ed attraverso loro procuratori, mi impegnai a saldare quanto lasciato allora in sospeso da altri, ben più solidi del sottoscritto. Lotterò anche per voi”.