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Guerra Ucraina, Zelensky a media russi: “aperti a negoziati su Donbass, ma necessario ritiro truppe”

Volodymyr Zelensky Foto Ansa

Per la prima volta dall’inizio del conflitto generato dall’invasione russa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre ad un compromesso di neutralità

L’ente regolatore dei media di Mosca ha avvertito di non pubblicare né trasmettere l’intervista del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rilasciata oggi ad alcuni media russi per la prima volta dall’inizio della guerra. Lo riferisce Sky News. Il numero uno di Kiev, nell’intervista vietata in Russia, ha sottolineato diversi punti: “ci sono stati diversi tentativi di eliminarmi” e “siamo pronti a negoziare sui territori del Donbass”. La registrazione, nonostante il niet del Cremlino, è però già stata diffusa su YouTube.

L’invasione russa dell’Ucraina ha creato una spaccatura “irreversibile” tra i due popoli e “l’odio per tutto ciò che è russo crescerà sicuramente”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista ad alcuni media russi, pubblicata dal sito di opposizione Meduza. Zelensky ha sottolineato che sono proprio le città russofone dell’Ucraina “che sono state spazzate via dalla faccia della terra”. “Come ci si può relazionare con la storia associata alla cultura russa o, in linea di principio, con i russi? Questa è una domanda molto difficile”, ha aggiunto Zelensky, che ha ribadito di condividere il boicottaggio degli atleti russi: “devono capire che sono uno strumento dell’immagine internazionale del Paese”. E sui negoziati: l’Ucraina “sta attentamente prendendo in considerazione la questione della neutralità, nei territori del Donbass”, ma per un accordo è indispensabile il “ritiro delle truppe”. “Denazificazione e demilitarizzazione? Non se ne parla, non so cosa si intende”, sottolinea Zelensky.

Zelensky parla poi di Mariupol, una città che “sta vivendo una catastrofe umanitaria”. “La città è bloccata dall’esercito russo. Tutti gli ingressi e le uscite dalla città sono bloccati. Il porto è minato. È impossibile arrivarci con cibo, medicine e acqua, anche per il fuoco dei militari russi sui convogli umanitari, con i conducenti che vengono uccisi. Molti dei carichi sono stati ripresi”, conclude.