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Ponte dello Stretto, perché è fondamentale per il Sud. Siviero: “sarebbe già realizzato se Monti non avesse bloccato l’appalto”

siviero ponte sullo stretto

Collegamenti, turismo, occupazione. Sono tanti i motivi per cui il Ponte sullo Stretto rilancerebbe il Sud e l’Italia intera. L’intervista all’Ingegnere Enzo Siviero

di Domenico Venuti – Ho conosciuto il Ch.mo professore Ing.Arch. Enzo Siviero Rettore dell’Università e-Campus e personalità nota a livello internazionale per i suoi profondi studi sul tema dei ponti e viadotti, in occasione di un prestigioso Premio Letterario e Artistico che aveva avuto luogo a Letojanni promosso dalla prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, giornalista e critico d’arte di chiara fama. La circostanza mi ha permesso di   fare dono di un mio disegno a penna Bic ” Messina Storica”, opera che poco tempo prima era stata esposta a Parigi in un Centro Internazionale d’arte. Al prof Siviero successivamente veniva conferito con pubblico plauso l’attestato di “Cittadino Benemerito di PRO MESSINA HONESTA” in occasione dì un incontro a Messina, presso l’ordine degli Architetti. Il prof Siviero viene molto spesso invitato a Convegni ad alto interesse scientifico tecnico sui Ponti perché come detto è una personalità ben nota a livello mondiale. L’occasione dell’incontro mi ha permesso di fargli una intervista sul “Ponte del Mediterraneo”. Con lo stile che lo contraddistingue mi rispondeva alle domande.

Professore Lei ritiene che il Ponte a campata unica sia realizzabile a differenza del Ponte a tre campate sempre discusso e mai realizzato?
“Non vi è alcun dubbio. Il ponte a campata unica è pienamente realizzabile e necessita unicamente del passaggio dal progetto definitivo già approvato al progetto esecutivo con relativi aggiornamenti”.

La realizzazione dell’opera darebbe lavoro alla Regione siciliana e calabrese?
“Non solo darebbe lavoro a decine di migliaia di persone ma farebbe fare un salto di qualità all’intera area dello Stretto per le ricadute economiche turistiche e dì immagine dì assoluto rilievo mondiale”.

È vero che per la realizzazione della costruzione del Ponte potrebbero lavorare circa 170 mila persone?
“Se valutiamo l’insieme transitorio questo numero è plausibile. A regime sarebbero meno ma contiamo sul rilancio economico conseguente alla realizzazione dell’opera il cui valore anche emblematico comunicativo è enorme”.

Professore pensa che verrebbero per seguire il processo di costruzione gli studenti delle varie facoltà universitarie di architettura e di ingegneria da ogni parte del mondo essendo il Ponte a campata unica opera di alta genialità creativa?
“Senza dubbio! Il turismo legato all’architettura e all’ingegneria è già molto sviluppato. Ma oltre a questo, tutta la tecnologia costruttiva sarebbe un unicum mondiale e l’avanzamento della ricerca sui ponti dì grande luce farebbe un salto epocale”.

Il Ponte del Mediterraneo non inciderebbe positivamente sul turismo?
“Sicuramente! Come già detto il ponte del record con i suoi 3300 metri dì luce e le due torri da 400 metri di altezza (eventualmente abitate come da me ipotizzato da tempo…) sarebbe un’attrattiva mondiale”.

Crede che sia vero su quanto asserisce la SVIMEZ per la situazione economica siciliana?
“Le analisi dì SVIMEZ sono sempre accurate ma spesso disattese a livello operativo. Mi sarei aspettato una presa di posizione più netta a favore del ponte a campata unica. Aprire il varco sull’idea (non certo in progetto per il momento) del ponte a tre campate, porta acqua al mulino dei NO PONTE spostando dì molti anni il solo inizio dei lavori. Se va bene avremmo il ponte tra una decina d’anni. Va ricordato che se il governo Monti non avesse stoppato l’appalto (attenzione, non cancellato il progetto …) il ponte sarebbe percorribile già da due anni, con enormi benefici per l’intero SUD”.

È importante dare alla Sicilia possibilità di realizzare l’alta velocità?
“Direi fondamentale! Solo con la velocizzazione dei trasporti si ottiene lo sviluppo. E Calabria e Sicilia senza AV sono destinate ad un ulteriore declino”.

È possibile che il Ponte a campana unica possa coprire la distanza di 3300 metri tra la costa siciliana e calabrese? Molti asseriscono che sia impossibile, a suo giudizio perché?
“Purtroppo la gente è disinformata! Vengono riproposte obiezioni e criticità in parte presenti nel progetto preliminare. Peraltro esso stesso approvato con raccomandazioni e successivamente mandato in gara internazionale vinta come è noto dal consorzio Eurolink, che ha poi redatto il definitivo è iniziato i lavori. Ripeto il ponte è fattibile senza se e senza ma. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire. Chi parla dovrebbe documentarsi a dovere prima di affermare il falso”.

Che ne pensa a proposito delle spese che occorrerebbero per la realizzazione a campata unica?
“Se ci riferiamo ai soli lavori parliamo di 4-5 miliardi di euro (cui vanno aggiunte le cosiddette somme a disposizione) per l’intero complesso di opere inclusi gli interventi complementari su Messina Villa San Giovanni e Reggio Calabria”.

Molti asseriscono, perché invece di spendere per il Ponte non si provvede a creare le infrastrutture mancanti a Messina e nel suo comprensorio con vantaggi possibilmente estesi a tutta l’isola?
“Con il “benaltrismo” non si va da nessuna parte. Oggi saremmo nella condizione di fare tutto o quasi. Del resto è noto da sempre che sono le grandi opere a trascinare le piccole. E poi Monti ha sottratto 2 miliardi al Ponte (il resto era a carico del genera contractor) e li ha spostato al nord! Nulla è rimasto al sud! Questo dovrebbe far riflettere molti!”.

La realizzazione del Ponte del Mediterraneo potrebbe forse il fondamentale elemento di avvicinamento del Sud all’Europa e ai Paesi del Mediterraneo? È vero tutto ciò e perché?
“Che la proiezione futura dell’Europa verso l’Africa sia necessaria a breve è un dato di fatto! L’Italia è il molo sul Mediterraneo. Senza Ponte manca la continuità territoriale, peraltro sancita dall’Europa stessa e nei fatti impedita senza una vera motivazione tecnico economica. In definitiva i pregiudizi ideologici e la lobby dei NO PONTE hanno avuto la meglio contro ogni evidenza socioeconomica e geostrategica. Così condannando il Sud alla marginalità e con esso l’Intera Italia. Del resto io stesso in uno slancio dì ingegneria visionaria (ma non troppo), ho ipotizzato un collegamento stabile tra la Sicilia e la Tunisia, sulla falsariga dì uno studio dell’ENEA commissionato dalla Regione Sicilia come collegamento ferroviario. Strano a dirsi nessuno, salvo il sottoscritto lo ha riproposto. Nei prossimi decenni l’Africa raddoppierà la popolazione ed è quindi evidente che il mercato del futuro sarà lì, con la Sicilia porta d’Europa e la Tunisia porta d’Africa. Due piattaforme logistiche dì valenza mondiale. E allora perché negare il Ponte del Mediterraneo? Miopia politica e interessi dì bassa bottega! Una fine ingloriosa che dì certo la Sicilia non merita!”.