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La Serbia mira a far parte dell’Ue, ma è troppo amica di Putin: “dov’erano i media quando la Nato ci bombardava?”

vucic serbia amico di putin Foto di Mikhauk Klimenteyev / Ansa

Il ​​presidente serbo Aleksandar Vucic ha confermato al Paese che non ci saranno sanzioni contro la Russia, nonostante le pressioni dell’Occidente

La Serbia non cambia la propria posizione e si rifiuta di imporre sanzioni alla Russia nonostante le pressioni dell’Occidente, ha detto lunedì ai giornalisti il ​​presidente serbo Aleksandar Vucic“Per quanto riguarda le sanzioni contro la Russia, abbiamo già preso la nostra decisione”, ha osservato il leader serbo. La Serbia ha sostenuto dal primo momento l’indipendenza territoriale dell’Ucraina, anche se non avrebbe agito contro la Russia. Vucic ha poi osservato che il Paese considera sia la Russia che l’Ucraina paesi fratelli e si è rammaricato per ciò che stava accadendo nell’est dell’Europa ed era pronto a fornire assistenza umanitaria all’Ucraina.

Il pensiero del premier è condiviso in larga parte dal popolo serbo, ed anche in Tv si parla dell’essenza di equilibrio da parte della comunicazione: “i media che oggi incolpano la Russia dell’invasione in Ucraina si sono rallegrati durante i 78 giorni in cui il nostro paese è stato bombardato dalla Nato, quando i cittadini della Serbia sono stati colpiti dalle bombe a raffica. Oggi, per qualche ragione, gli stessi media sono attivi al fianco della propaganda anti-russa”. Insomma, resta da attenzionare lo strano caso della Serbia, che è in attesa di entrare nell’Unione Europea ma rimane sin troppo amica della Russia di Vladimir Putin.