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Reggio Calabria, Peppe Gatto strega tutti a Italia’s Got Talent: “grande emozione, ma tutto cominciò da una richiesta di mia mamma…” [INTERVISTA]

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L’intervista di StrettoWeb al reggino Peppe Gatto, che qualche sera fa ha partecipato al noto programma Italia’s Got Talent ricevendo 4 “sì”

Nasce tutto da lì. “Peppe, ma perché non vai alla Corrida?”. “Ma che dici mamma, mi vergogno, dove vado a 54 anni?”. Ma poi Corrida, vittoria, provini. E Italia’s Got Talent. Peppe Gatto colpisce ancora. L’ex ciclista reggino, che sognava di sfondare nel professionismo, si è riscattato così, con una performance particolare e tutt’altro che semplice: “sono l’unico a farla, anche perché porto la tarantella in tutta Italia e mescolo la mia grande passione, la bici, alla cultura della mia città, Reggio Calabria, afferma Gatto ai microfoni di StrettoWeb.

Qualche giorno fa è andata in onda su Sky, a Italia’s Got Talent, la sua esibizione (con 4 “sì”!): guida la bicicletta su un rullo, smonta il manubrio e inizia a suonare il tamburello, accompagnato da Antonino Alampi e Andrea Ripepi all’organetto e alla lira. “Mi farebbe piacere che siano citati – ci riferisce – perché in trasmissione si sono concentrati troppo su di me. Loro, però, sono due bravi ragazzi, seri e professionali, meritano”. E poi il concorrente ripercorre tutti i passaggi: “dopo la Corrida (10 anni fa aveva vinto la quarta puntata dell’edizione condotta da Flavio Insinna, ndr), ho fatto tutti i provini possibili e immaginabili. Show dei Record, Tu Si Que Vales, in cui ho fatto anche il provino, e appunto Italia’s Got Talent. A dir la verità non ci speravo più, ma poi è arrivata la chiamata, il provino e la registrazione, lo scorso ottobre. Sono passati tanti mesi, quel giorno mi hanno tenuto due ore per l’intervista, anche se poi hanno tagliato moltissime parti. Avevo anche salutato i miei nipotini, ma purtroppo quella parte non si vede e mi dispiace”.

A prescindere da questo, però, Gatto è contento: “Italia’s Got Talent è un talent bello, vero, dove ti confronti coi migliori al mondo. E’ stata una bella sorpresa, un’emozione. Anche dopo, quando i giudici mi hanno chiesto informazioni, gli ho risposto ‘è un piacere’, perché è davvero così. C’è un’ottima organizzazione, è un programma serio. Sono stato a Cinecittà e ora aspetto per lo step successivo”. Ma quando sarà? “In finale ne vanno 10 o 12, il 23 marzo sarà l’ultima puntata, in diretta. Ci sarà il televoto per scegliere i migliori e dobbiamo spingere affinché possiamo coronare questo sogno”. In finale, eventualmente, servirà una performance un po’ diversa, con qualche modifica. “Se ho già qualche idea? Ci sarà sempre la bicicletta e la tarantella, ovviamente, ma coi ragazzi ci scambieremo gli strumenti”, spiega il concorrente ai nostri microfoni.

L’attacco dell’articolo è legato a una richiesta della madre: “vai alla Corrida”. Peppe Gatto, infatti, aveva già da tempo iniziato ad allenarsi a quell’esibizione, quasi per gioco. E ci racconta come: “ero un ciclista e il mio grande sogno, dal dilettantismo, era quello di passare al professionismo. Però mi sono tolto comunque qualche soddisfazione: ho vinto tante gare a livello dilettantistico, nel ciclo cross, nelle regionali, nelle interregionali, sono stato due volte campione ciclo amatori, quarto a un mondiale. E quei rulli, quelli che avete visto nell’esibizione, li utilizzavo per allenarmi. Una volta i ciclisti si allenavano così, quando magari c’era maltempo o per riscaldarsi prima di una cronometro. Quella mia passione, già da ragazzino, la coniugavo a quella per l’organetto, anche se non ho mai partecipato ad alcuna scuola. E così piano piano iniziai a provare questa performance buffa, particolare. Mi mettevo tra due mobili e cominciavo a suonare. Mi sono specializzato, mia mamma l’ha notato e mi ha posto la fatidica domanda: ‘perché non vai alla Corrida?’. Io non volevo, mi vergognavo, ma un giorno ho capito che poteva essere realizzabile. Tempo dopo, infatti, mi avevano chiamato a Pellaro, una sera, per la Notte Bianca. Ho fatto l’esibizione, saranno stati 12-13 anni fa, e poi mi hanno filmato. Il video, su You Tube, aveva raggiunto le 10 mila visualizzazioni“.

Da lì, provino alla Corrida, esibizione e vittoria della puntata. Anche se, confessa Gatto, ci sono tante differenze tra la performance di 10 anni fa e quella attuale: “alla Corrida non smontavo il manubrio, non c’erano i ragazzi con me, suonava l’orchestra, ma io non sentivo neanche il suono dell’organetto, per il grande trambusto in studio. Era come se fosse muto. Questa volta, invece, mi hanno accompagnato i ragazzi con gli strumenti, ho smontato il manubrio. Una cosa un po’ diversa, anche perché è giusto cambiare e trovare nuove soluzioni, dopo 10 anni”.

E, a proposito di futuro, quali sono i progetti di Gatto? Lui ci scherza un po’ su: “a 65 anni non è che ho questo grande futuro (ride, ndr), ma intanto vediamo come va con questo programma e successivamente se ne parlerà. Io sono contento di quello che ho fatto e che faccio. Sono contento di portare la nostra tarantella, è armoniosa, ritmica, mi piace. E poi con l’organetto ho girato mezzo mondo. Elio ha anche chiesto a Nino, uno dei ragazzi, cosa fosse lo strumento che suonava: la lira calabrese, che risale alla Magna Grecia. E’ anche un modo per far conoscere la nostra cultura e la nostra tradizione fuori dai confini locali”.