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Reggio Calabria: incontro sul “Guerre batteriologiche e pandemie” [VIDEO]

Si è svolto il primo incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, sul tema “Guerre batteriologiche e pandemie tra storia, finanza, cinema, letteratura”

Venerdì 4 marzo, da remoto, si è svolto il primo incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, sul tema “Guerre batteriologiche e pandemie tra storia, finanza, cinema, letteratura”. L’apertura dei lavori della prima giornata di studi ha visto l’intervento del presidente di Confesercenti di Reggio Calabria, Claudio Aloisio che ha argomentato sul tema Dalla pandemia sanitaria a quella economica. Quale futuro per l’area metropolitana?”. Il presidente di Confesercenti ha posto l’attenzione che la pandemia ha creato seri problemi al tessuto commerciale ed imprenditoriale italiano ma specialmente a quello meridionale che rischia di registrare ulteriori mortificazioni e ridimensionamenti. Risorse sottratte all’economia reale, soprattutto dalle tasche dei piccoli e piccolissimi imprenditori che continuano a non vedere la luce alla fine di questo lunghissimo tunnel.Gli imprenditori vivono nell’incertezza generata da una pletora di norme, rinvii, congelamenti i quali non fanno altro che spostare di mese in mese il momento in cui i problemi si dovranno affrontare ma con buon senso e pragmatismo, non con la leggerezza intollerabile di chi dimostra di non aver compreso qual è la vera situazione economica e sociale aggrappandosi alle percentuali di una crescita che al momento è solo sulla carta e non si riverbera certamente nella vita reale. La pandemia economica dilaga – prosegue Aloisio – le imprese di tutti i settori stanno soffrendo cali di fatturato devastanti facendo fronte, al contempo, a maggiori spese dovute agli aumenti esorbitanti dell’energia che, a cascata, si riverberano sui costi delle materie prime anch’essi alle stelle. È chiaro a tutti, fuorché al Governo a quanto sembra, che così non è possibile andare avanti. Gli imprenditori sono disperati, confusi, si sentono lasciati soli a sobbarcarsi i costi di una crisi che non riescono più a sostenere. Successivamente si è registrato l’intervento di Andrea Guerriero (socio del sodalizio organizzatore) e cultore di storiografia economica che ha relazionato su “La pandemia e i suoi riflessi sull’economia”. In questo frangente epocale, l’economia di ogni stato è minacciata dagli effetti della pandemia, prima lockdown, poi un incerta ripresa dei mercati, un insieme di restrizioni, l’aumento del costo delle materie prime, la crisi della catena di approvvigionamento globale, stanno generando molti problemi.

La pandemia creò difficoltà nella fornitura di beni importanti, aumentando il prezzo, le restrizioni sanitarie all’estero interrompono la produzione di beni nei paesi importatori. Un esempio può essere quello dei chips informatici, la cui mancata fornitura ha portato ad un’interruzione della produzione di computer. Un altro sintomo, è rappresentato dalla crescita dell’inflazione, in Italia da ottobre 2020 allo stesso mese del 2021, si è verificato un rapido aumento dei prezzi di oltre il 6%, con un calo degli acquisti di servizi ed un aumento di quello dei beni durevoli. Gli aumenti sono legati alla crescita dei prezzi dell’energia, che contribuiscono alla spinta inflazionistica, la domanda accentuata in fase di ripresa, ha favorito la crescita dei prezzi essendo l’offerta limitata per il rallentamento della produzione a causa della pandemia. Le politiche governative di sostegno alle imprese, hanno ridotto l’incidenza delle imposte proteggendo l’occupazione, limitando il fallimento delle aziende. Il Covid-19 ha inciso sull’offerta di lavoratori, fra soggetti positivi tempi di quarantena, fra coloro costretti a lasciare per provvedere alle cure di un familiare malati, e di chi per paura di contrarre il morbo hanno lasciato il posto di lavoro o è andato in pensione. L’incidenza maggiore degli abbandoni riguarda il sesso femminile, mentre molti lavoratori dipendenti si sono dimessi, per intraprendere un’attività autonoma.È vero che negli ultimi mesi l’economia sembra essere ripartita in alcuni settori, ma è chiaro che l’inflazione, l’occupazione e le distorsioni del mercato causate dalle anomalie degli ultimi mesi non si possono aggiustare del tutto in breve tempo. e non si può ignorare il fatto che i problemi, prima di tutto sul fronte sanitario, sono tutt’altro che finiti. La variante omicron e la risposta internazionale alla sua scoperta, fanno pensare che i problemi dell’economia legati al Covid-19 potrebbero durare anni, non mesi. Siamo – conclude il relatore – ancora nel pieno di un’economia pandemica, e lo saremo per un bel pò. I lavori della prima giornata si sono conclusi con l’autorevole intervento di Alberto Leoncini su “La padella della globalizzazione e la brace della pandemia/sindemia: pensare un #noncomeprima oltre i proclami”. Il relatore, Alberto Leoncini, componente della redazione della rivista (cartacea) “Indipendenza” e del direttivo dell’omonima associazione, nel corso del suo intervento ha fatto luce su diversi aspetti come gli intendimenti delle classi dominanti di utilizzare la pandemia come alibi per un’inedita stretta sulle libertà collettive e del lavoro, per riorientare le scelte di consumo a favore di un sistema oligopolistico (grande distribuzione, commercio elettronico), per asfissiare i circuiti culturali indipendenti (cinema e teatri d’essai, eventi autorganizzati, occasioni di autofinanziamento) a favore delle grandi piattaforme dell’intrattenimento, per disarticolare ulteriormente il sistema dell’istruzione pubblica e, da ultimo, per risolvere con la ‘tecnica’ (vaccini) la crisi sanitaria senza investimenti sulle cure di prossimità e sulla tutela a tutto tondo della salute dovrebbero costituire una potente spinta per articolare un’alternativa.

Nel corso del suo intervento si è fatto cenno all’iniziativa denominata il manifesto LAV (Lega Anti Vivisezione) #Noncomeprima , non senza rilevare, però, che la rottura con le istituzioni promotrici della globalizzazione (UE, in primis) sia un passaggio ineludibile per costruire “altro” rispetto a quello che finora ci è stato imposto- prosegue l’intervenuto.La liberalizzazione dei movimenti di merci e capitali, la corsa al ribasso nelle condizioni del lavoro, la demolizione di politiche doganali effettive, l’austerità contabile e il disinvestimento sulle grandi infrastrutture per il benessere collettivo (sistema sanitario, scuola, alloggi popolari ma anche reti energetiche efficienti, acquedotti che non disperdono l’acqua, reti fognarie e di depurazione, centri di riciclo per i rifiuti, trasporti pubblici…) derivano da ben precise regìe e centri decisionali, declinati a cascata da un ceto politico di opachi passacarte.Altro focus ha riguardato l’attuale crisi economica che non ha eguali con le precedenti che hanno riguardato la storia della Penisola italiana durante un arco di 160 anni e tale analisi permette di comprendere le dimensioni del problema e la recessione COVID-19 si colloca al terzo posto, appena dopo i due tremendi anni di guerra del 1943-44 ed appena prima il 1945. La crisi attuale fa impallidire quella del 1930, conseguenza italiana di quella del 1929. Fa impallidire anche quella del 1927, legata a “Quota 90” ed al regime di austerità introdotto da Mussolini. Supera perfino quella del 1867, che condusse a violente rivolte sociali. La crisi del 1930 portò ad un ripensamento piuttosto deciso del sistema creditizio e produttivo italiano, con la nazionalizzazione delle banche e la nascita di IRI ed IMI. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 4 marzo.