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Da domani via libera alle visite in ospedale dopo due anni di Covid: le regole per poter accedere

Visite ospedale Foto di Claudio Peri / Ansa

Le regole per poter accedere agli ospedali: da domani infatti, dopo due anni di Covid, è possibile tornare a far visita ai parenti, ma non per tutti

Finalmente, dopo due anni esatti dall’arrivo del Covid in Italia, si potrà tornare a far visita ai parenti negli ospedali. E’ un ulteriore segnale di ritorno alla normalità, in attesa che venga ufficializzata la cosiddetta road map, il calendario delle riaperture previsto a partire dall’1 aprile (il 31 marzo scade lo stato di emergenza). “Domani sarà un giorno da ricordare per i tanti pazienti ricoverati nei reparti di degenza dei nostri ospedali e per le loro famiglie – annuncia il sottosegretario alla Salute Andrea Costa all’Adnkronos – Si potrà infatti tornare a far visita ai propri cari per almeno tre quarti d’ora al giorno. Dopo due anni, finalmente, un altro segnale concreto di ritorno alla normalità, consapevoli che il calore umano e l’affetto di un familiare sono una delle migliori cure per tutti coloro che in questi mesi sono stati costretti ad affrontare in solitudine dolori e sofferenze”, commenta all’Adnkronos Salute il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. “Questo nuovo passo – aggiunge Costa – si inserisce nel percorso di ripresa graduale delle attività ordinarie e di screening negli ospedali, nel solco dell’umanizzazione delle cure, al fine di rispondere in maniera adeguata ai bisogni di salute dei cittadini”.

L’acceso agli ospedali però, almeno per ora, non sarà per tutti. Lo stesso Costa illustra infatti le regole necessarie. Cosa serve? “Sarà necessario il Green Pass rafforzato ottenuto con tre dosi oppure quello ottenuto dal completamento del ciclo vaccinale primario o da guarigione, entro sei mesi. In questi due ultimi casi è necessario però presentare anche l’esito negativo di un tampone rapido o molecolare eseguito nelle 48 ore precedenti”. Quindi, niente Green Pass base. Solo rafforzato da vaccinazione o da guarigione, ma in quest’ultimo caso con test negativo. E, ovviamente, mascherina FFP2.