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Guerra Ucraina, Mimmo Lucano punge Salvini: “finta solidarietà gli si è ritorta contro. Aveva Putin come modello da seguire”

salvini contestato in polonia Foto di Darek Delmanowicz / Ansa

Mimmo Lucano commenta la contestazione rivolta in Polonia a Matteo Salvini: l’ex sindaco di Riace critica la “finta solidarietà” del leader leghista

Matteo Salvini è stato uno dei primi politici italiani a esporsi in merito alla guerra in Ucraina. Il leader della Lega ha condannato il conflitto, chiedendo però allo stesso tempo di non far partire la “caccia al russo” rispettando i cittadini russi che con Putin e le sue azioni c’entrano poco o nulla. Salvini è anche volato in Polonia, al confine, per esprimere la propria solidarietà al governo polacco e guardare con i propri occhi la condizione dei rifugiati, ma non è stato accolto di buon grado: apostrofato come “pagliaccio” da alcune persone presenti, l’ex ministro del governo giallo-verde è stato anche ricevuto con ostilità dal sindaco di Przemysl che ha mostrato la maglia di Putin che qualche anno fa lo stesso Salvini aveva indossato.

L’episodio ha fatto molto discutere, diventando anche virale sui social. Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, ha commentato la vicenda dichiarando: “quando uno fa qualcosa che non corrisponde a quello che prova dentro di sé, alla lunga la verità viene fuori. Ho sempre avuto la percezione che ci troviamo di fronte a una commedia e a un cartellone di propaganda, che di volta in volta si rinnovano e si adeguano per raggiungere l’obiettivo del consenso politico. E’ la strategia del potere. Poi arriva il giorno, in cui tutto questo viene smascherato. Mi faceva sorridere sentir pronunciare parole di fraternità, di solidarietà e di uguaglianza dalla stessa persona, che non voleva far sbarcare i migranti e che, per spiegarne i motivi della sua decisione. – continua Lucano, secondo quanto riporta l’Agenzia Dire – Salvini uno e trino, perché il soccorritore del popolo aggredito è la stessa persona, che aveva individuato in Putin la personalità politica di imprescindibile riferimento. E dietro di lui, nello stesso scompartimento, si era accomodata tutta la destra italiana. Oggi cercano di disinnescare a livello mediatico una compromissione, di cui fiutano il pericolo. Cercano solo di ribaltare la realtà“.