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Legge regionale sulla discriminazione di genere, la presentazione a Reggio Calabria. Princi: “incentive alle aziende che assumono donne” [FOTO, INTERVISTE, DETTAGLI]

  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Legge regionale sulla discriminazione di genere, la presentazione a Reggio Calabria. Princi: “sancisce l’equiparazione dei diritti delle donne rispetto agli uomini per favorire il contrasto delle discriminazioni nei luoghi di lavoro attraverso azioni positive”

Si è svolta nella giornata di oggi, nell’aula commissioni del Consiglio regionaleReggio Calabria, una conferenza stampa, fortemente voluta dal Vicepresidente della Giunta, Giusi Princi, sulla presentazione della legge regionale sulla discriminazione di genere. Il vicepresidente della giunta regionale, spiega la norma: “la Legge segna una pietra miliare su cui la Regione getterà le basi per il pieno riconoscimento del ruolo delle donne, soggetti nelle Istituzioni, nel mondo del Lavoro. Lavoro inteso come leva per la libertà e per l’autonomia delle donne come base per la trasformazione del welfare e dell’organizzazione del lavoro. Obiettivo primario della Legge – rimarca- è il pieno riconoscimento della parità di genere in tutte le sue declinazioni, l’occupazione femminile e la retribuzione del divario retributivo tra uomini e donne. Sancisce l’equiparazione dei diritti delle donne rispetto agli uomini per favorire il contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro attraverso azioni positive. Riconosce alle imprese pubbliche e private che tutelano la maternità e l’equità remunerativa, che favoriscono opportunità di crescita in azienda per le donne e che utilizzano forme di linguaggio non discriminatorio, un bollino di parità per l’applicazione di premialità all’accesso a strumenti di incentivazione. La Regione promuove il contrasto al fenomeno delle molestie sui luoghi di lavoro nonché il divieto di porre in essere atti finalizzati alla cessazione del rapporto di lavoro per discriminazioni basate sul sesso, sul matrimonio e sulla maternità. La Regione – evidenza– dà orientamenti affinché le imprese condannate (con sentenze passate in giudicato) per avere proceduto con licenziamenti illegittimi posti in essere in violazione della normativa della maternità, vengono escluse per il triennio successivo alla condanna, alla partecipazione a procedure selettive finalizzate alla concessione di benefici economici. La Regione procede negli avvisi per la concessione di finanziamenti, premialità nella forma di punteggio aggiuntivo per le imprese che utilizzano orari flessibili, asili nido aziendali, smartworking, le imprese che assumono donne con disabilità senza esservi tenute  ai sensi della L.99/12  e n 68, le imprese che assumono donne vittime di violenza prese in carico da un servizio sociale o da un Centro Antiviolenza. Garantisce, all’interno dei centri per l’impiego il funzionamento di un servizio dedicato denominato “Spazio Donna”. La regione attraverso la presente legge applica azioni volte a prevenire e contrastare le discriminazioni e al fine di garantire: la parità di opportunità tra uomo e donna, assenza di ogni forma di discriminazione, una zona confort di lavoro improntato al benessere organizzativo. Entro 120 giorni la Regione adotta il Piano di Intervento per le politiche di genere per l’attuazione di tutte le misure previste nel corpo del disegno legislativo”, conclude.

Il presidente Filippo Mancuso ai nostri microfoni ha detto: “se si sommano i dati che certificano lo svantaggio delle donne calabresi –  meno occupate, più esposte ai lavori precari, spesso utilizzate senza adeguata valutazione di titoli di studio e professionalità e meno retribuite degli uomini – alla fragilità del welfare, si ravvisa la persistenza di problematiche a cui dobbiamo prestare attenzione, energie e risorse”. Ha aggiunto: “l’obiettivo del Pnrr è un aumento del 4 per cento di donne occupate entro il 2026 che potrà ridurre il distacco che vi è tra l’Italia e l’Europa, senza però dimenticare la gravita delle diseguaglianze di genere nel Mezzogiorno, dove lavora una donna su tre: il 33% contro il 50.5% nazionale”. “L’auspicio – sottolinea- è che leggi come quella che oggi approviamo, rientrino in una efficace strategia nazionale ed europea, per agevolare, a una quota consistente di donne, l’entrata nel mercato del lavoro e aumentare reddito e consumi, partecipando cosi alla ricostruzione dell’economia nazionale e alla crescita del Sud”. Ha concluso il Presidente del Consiglio regionale: “Serve una terapia d’urto, come sostengono alcuni economisti che ipotizzano una tassazione più favorevole (“gender tax”) sul lavoro delle donne, ma serve anche un cambio di mentalità e del modello di sviluppo che, in linea con le previsioni dell’articolo 37 della Costituzione che vieta ogni discriminazione, annulli il divario di genere nell’interesse delle donne e del Paese”.

In alto la FOTOGALLERY, in basso le INTERVISTE.

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