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Istat, ancora segno meno per la produzione industriale italiana: due cali consecutivi non si registravano da marzo 2020 [GRAFICO]

Produzione Istat Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Ancora in calo, per il secondo mese di fila, la produzione industriale italiana: gli ultimi dati Istat

Ancora brutte notizie per quanto riguarda la produzione industriale italiana. A gennaio 2022, infatti, si registra il secondo calo consecutivo. “A gennaio 2022 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,4% rispetto a dicembre. Nella media del trimestre novembre-gennaio il livello della produzione diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente”. Lo rilevano gli ultimi dati Istat. Il calo di gennaio, che segue un -1.1% a dicembre, è il più forte dal settembre 2020 e non c’erano stati due cali consecutivi da marzo/aprile 2020. E’, questo, un altro dei segnali negativi del complesso e delicato momento vissuto per via dell’inflazione post Covid, del conflitto russo-ucraino e delle conseguenti sanzioni.

“L’indice destagionalizzato mensile – si legge ancorasegna diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, l’energia (-5,2%), i beni di consumo (-3,6%), i beni intermedi (-3,4%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-1,6%). Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2022 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 2,6% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, contro i 19 di gennaio 2021). Si registra un incremento tendenziale solo per l’energia (+1,1%), mentre i restanti comparti mostrano flessioni, con un calo maggiore per i beni intermedi (-5,2%) e quelli strumentali (-3,5%) e meno marcato per i beni di consumo (-1,5%)”.

“I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,7%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+8,2%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+1,6%). Viceversa, le flessioni più accentuate si osservano nelle attività estrattive (-12,7%), nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-12,0%) e nelle altre industrie manifatturiere (-7,1%)”.

Grafico Istat