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Il vademecum di FareVerde Messina / Eolie per risparmiare acqua in casa: consigli utili e attenzione ai falsi miti!

acqua potabile

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, FareVerde Messina / Eolie ha messo a punto un vademecum per risparmiare l’acqua in casa, insieme a qualche consiglio utile per evitare i falsi miti

I responsabili dell’associazione FareVerde Messina/Eolie Piero Gatto e Francesco Rizzo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, ricordano a tutti alcune semplici regole da rispettare su come risparmiare acqua in casa e su alcuni falsi miti che spesso si sentono in merito all’acqua.

I falsi miti sull’acqua

Ecco i più comuni falsi miti sull’acqua: l’acqua del rubinetto non è sicura; è meglio bere solo acqua in bottiglia perché migliore di quella del rubinetto; l’acqua ricca di sodio fa male alla salute; l’acqua del rubinetto contiene troppo calcio e fa venire i calcoli; l’acqua del rubinetto non fa bene perché ha il cloro; bere durante i pasti fa male; le bottiglie d’acqua in plastica sono riciclabili e si smaltiscono senza problemi.

Un decalogo che smentisce le false credenze sull’acqua è, invece: bevi ogni giorno acqua in abbondanza, una delle linee-guida per una sana alimentazione in Italia dell’Inran, l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, assorbito dall’odierno Crea, il consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Non è vero che l’acqua va bevuta lontano dai pasti, spiega; non è vero che fa ingrassare; non è vero che bevendone molta aumenta la ritenzione idrica; non è vero che contro la cellulite o per mantenere la linea le acque oligominerali sono migliori di quelle più mineralizzate; non è vero che il calcio disciolto nell’acqua non viene assorbito dall’organismo; non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisce la formazione dei calcoli; non è vero che l’acqua gassata fa male; non è vero che le saune fanno dimagrire.

L’acqua del rubinetto è sicura?

Molti non consumano acqua del rubinetto perché pensano che, in generale, non sia sicura. Secondo le statistiche sull’acqua relative al periodo 2015-2018 diffuse dall’Istat in occasione del World Water Day, nel 2018 erano 7 milioni e 500 mila, pari al 29%, le famiglie italiane che non si fidavano dell’acqua del rubinetto – nel 2002 la percentuale era del 40,1 %, sino all’attuale 29%, in lievo calo rispetto al 2016 (29,9%) e al 2017 (29,1%). Notevole, alla luce dei dati attuali, il divario territoriale: dal 17,8% del Nord-Est al 52% delle isole – con la Sicilia al 53,3 % e la Sardegna al 48,5% -, mentre al Sud si evidenzia la Calabria con il 45,2%. Tra le regioni che consumano più acqua in bottiglia c’è l’Umbria (71%), con il Trentino-Alto Adige che con il suo 43,7% occupa l’ultima posizione, mentre un consumo elevato si registra anche nelle isole (69%) e al Sud (55,8%).

Al di là del pregiudizio diffuso, l’acqua di rubinetto italiana è al quinto posto in Europa per potabilità, come spiegava nel 2018 Vito Felice Uricchio, direttore di Irsa, l’istituto di ricerca sulle acque del Cnr: “possiamo bere l’acqua del rubinetto tranquillamente. Molte volte è migliore delle acque minerali. È molto controllata, ci sono prelievi su tutta la filiera, dalla captazione alle tubazioni che arrivano nelle nostre case. E poi i limiti di legge per le sostanze disciolte sono più rigidi per l’acqua potabile che per quelle minerali”.

Bottiglie di plastica, un danno per l’ambiente

Molta dell’acqua acquistata è in bottiglie di plastica, preferite a quelle in vetro per la leggerezza del trasporto e pensando siano semplici da smaltire, dimenticando che la loro produzione e il loro smaltimento hanno un costo per l’ambiente – un esempio sono le tonnellate di bottiglie di plastica abbandonate nelle acque e nel terreno, dove impiegano secoli per degradarsi.

Cloro, che paura!

Molti non bevono acqua del rubinetto per timore del cloro, quando l’uso del cloro e dei suoi derivati è, invece, previsto per legge per la disinfezione delle acque destinate al consumo umano. La sua azione è, pertanto, sanitizzante, ciò che assicura qualità e salubrità della rete idrica. “Lungi dall’essere dannoso nelle quantità stabilite” spiega Cullingan Italiana “tuttalpiù il cloro presente nell’acqua del rubinetto può risultare sgradevole al gusto. Un fastidio facilmente ovviabile con l’applicazione al punto d’uso di semplici filtri a carbone attivo che eliminano l’odore e il sapore di cloro all’istante”.

Acqua prima o durante i pasti?

Un falso mito è quello che vuole di non bere acqua durante i pasti, ma prima, pensando che questo aiuti la digestione o che favorisca il dimagrimento. Bere acqua moderatamente, non oltre i 600-700 ml, durante i pasti, spiega il decalogo Inran, migliora, invece, la consistenza del cibo aiutando, pertanto la digestione, mentre eccedere nella quantità ne allungherà i tempi a causa della diluizione dei succhi gastrici.

Bere prima dei pasti, ricorda, invece, ISSsalute, portale dell’Istituto Superiore di Sanità con una sezione su falsi miti e bufale, non ha alcun effetto dimagrante, semplicemente favorisce “il senso di sazietà, portando a ridurre la quantità di cibo nel pasto”. Viceversa l’acqua non fa ingrassare, semplicemente, spiega il decalogo Inran, perché “non contiene calorie”, mentre “le variazioni di peso dovute all’ingestione o eliminazione dell’acqua sono momentanee e ingannevoli”.

Acqua e ritenzione idrica

C’è chi non beve molta acqua pensando che causi una “maggiore ritenzione idrica”, che al contrario, ricorda il decalogo Inran, è più colpa del sale e di altre sostanze contenuti negli alimenti che dell’acqua che consumiamo.

Non aprite quel rubinetto, c’è il calcio!

Molti consumatori non vedono di buon occhio il calcio disciolto nell’acqua, attribuendogli la comparsa dei calcoli. Un pregiudizio che colpisce, in particolare, l’acqua del rubinetto: “non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione dei calcoli renali” spiega il decalogo Inran. “Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo”.

Le acque calciche, quelle, cioè, con un quantità di calcio non superiore a 150 mg/l, spiega Acque Minerali d’Italia, sono, anzi, indicate per le donne in gravidanza, in menopausa o per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione, a conferma, contrariamente a quanto si pensa, che il calcio è assorbito dal nostro organismo: “la capacità dell’intestino umano di assorbire il calcio contenuto nelle acque (spesso presente in quantità consistente) è considerata addirittura simile a quella relativa al calcio contenuto nel latte” così, il decalogo Inran.

Non tutto il sodio vien per nuocere

L’acqua ricca di sodio fa male, così vuole un falso mito: in realtà solo per chi soffre, ad esempio, di ipertensione, cui viene consigliata, invece, acqua minerale iposodica, con sodio inferiore a 20 mg/l. Viceversa a chi soffre di carenza di sodio viene prescritta acqua con sodio superiore ai 200 mg/l. Il sodio è importante per l’equilibrio dell’organismo e va sempre reintegrato con altri sali minerali, ad esempio, dopo lo sport o attività fisica in genere. Un po’ come per l’idratazione dei più piccoli per i quali viene consigliato di alternare acque oligominerali con acque minerali per reintegrare i sali persi con la diuresi e la sudorazione.

Che acqua bere contro la cellulite?

C’è chi per mantenere la linea o contrastare la cellulite usa solo acque oligominerali. Non occorre farlo, ricorda il decalogo Inran, spiegando che i sali disciolti nell’acqua favoriscono, al contrario, l’eliminazione di quelli in eccesso presenti nell’organismo, pertanto via libera alle acque più mineralizzate.

Liscia o gassata?

L’acqua gassata, che sia effervescente naturale o addizionata di anidride carbonica, davvero fa male? Al contrario, “possono dissetare maggiormente”, spiega Acque Minerali d’Italia, mentre bevute duranti i pasti possono favorire la digestione. “Solo quando la quantità di gas è molto elevata” precisa il decalogo Inran “si possono avere lievi problemi in individui che già soffrano di disturbi gastrici e/o intestinali”.

Sauna, si perdono chili?

È vero che la sauna fa dimagrire? Tutt’altro, semplicemente aiuta ad eliminare il sudore, così il decalogo Inran, con l’organismo che “provvederà a reintegrare prontamente le perdite” e il peso che nel giro di poche ore “tornerà ad essere esattamente quello di prima”.

Il vademecum per risparmiare l’acqua

  1. Applicate un riduttore di flusso ai rubinetti di casa: l’acqua si miscela con l’aria, risparmiando fino al 30 per cento di acqua.
  2. Scegliete la doccia invece del bagno: in media, riempire la vasca comporta un consumo d’acqua quattro volte superiore rispetto alla doccia.
  3. Tenete aperto il rubinetto solo per il tempo necessario.
  4. Acquistate elettrodomestici di classe A+++ progettati per ridurre il consumo di acqua. Il prezzo d’acquisto forse sarà più alto ma il vantaggio in termini di risparmio energetico e durata ripagherà la cifra spesa.
  5. Effettuate i lavaggi in lavatrice e/o lavastoviglie solo a pieno carico e pulite periodicamente il filtro dell’elettrodomestico. Occhio anche alla quantità di detersivo utilizzato: lavatrici e lavastoviglie di buona qualità funzionano perfettamente anche solo con la metà della dose indicata nelle confezioni. Evitate inoltre i lavaggi a temperature molto elevate: ad esempio, per quanto riguarda i capi da lavare in lavatrice, le temperature intorno ai 50-60 gradi sono più che sufficienti e fanno durare di più i tessuti.
  6. Per stirare, optate per il ferro a vapore con il serbatoio ad acqua: permette di rinunciare ai vari additivi e appretti per lo stiro, che inquinano e di cui si può fare a meno.
  7. Lavate piatti, frutta e verdura in una bacinella e usate l’acqua corrente solo per il risciacquo.
  8. Riutilizzate l’acqua adoperata per lavare le verdure per innaffiare il giardino.
  9. Innaffiate le piante di sera: dopo il tramonto l’acqua evapora più lentamente.
  10. In bagno scegliete uno sciacquone con lo scarico differenziato e doppio pulsante.
  11. Fate un controllo periodico chiudendo tutti i rubinetti: se il contatore dell’acqua gira lo stesso c’è una perdita.
  12. Quando lavate l’auto, usate il secchio e la spugna: si risparmia molta acqua rispetto al getto della canna.
  13. Raccogliete l’acqua piovana e quella dei climatizzatori e sfruttatela per gli usi non potabili, ad esempio per lavare l’auto e innaffiare il giardino.
  14. Provvedete a una corretta manutenzione: un rubinetto che perde una goccia al secondo disperde in un anno circa 5.000 litri.