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Il Minatore d’Oro, il sindaco di Motta San Giovanni ed il Prefetto Mariani consegnano il premio ai vigili del fuoco | FOTO

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Motta San Giovanni, il premio è stato consegnato questa mattina, a Piazza della Municipalità, dal primo cittadino Giovanni Verduci e dal prefetto Massimo Mariani al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi

Emozioni e ricordi hanno caratterizzato la cerimonia di consegna del Minatore d’oro, premio internazionale istituito dall’Amministrazione comunale di Motta San Giovanni, giunto alla sua decima edizione, per ricordare il sacrificio dei minatori mottesi e destinato a figure che si sono distinte nel mondo del lavoro, della cultura, della medicina, della ricerca e del sociale. Il premio, unico nel suo genere e realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, è stato consegnato questa mattina, a Piazza della Municipalità, dal primo cittadino Giovanni Verduci e dal prefetto Massimo Mariani al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi.

“Grazie al sacrificio dei nostri padri, la nostra comunità è coesa, unita, determinata a far diventare Motta San Giovanni il paese del ricordo, l’altare del minatore, l’elogio del lavoro inteso come riscatto sociale ed economico delle nostre famiglie – afferma il sindaco Verduci –. Il Minatore è il brivido che corre lungo la schiena quando le foto mostrano una realtà dura, è la voce tremolante degli orfani, è il volto delle donne mottesi scavato da lacrime che non hanno mai smesso di scorrere, sono gli occhi increduli di chi ha vissuto questa esperienza e a ragione non può comprenderne l’importanza”. Come il Minatore d’Oro, il vigile del fuoco affronta quotidianamente ogni pericolo mettendo in conto che “qualsiasi intervento non è per nulla semplice”.

Lo sa bene il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi che postilla: “I vigili del fuoco rischiano la vita ogni giorno affrontando la morte, sanno che i rischi ai quali vanno incontro sono tanti e si scontrano sempre con l’imprevisto. Sono uomini che conoscono bene cosa sia la paura ed è quella che gli consente di mantenere razionalità e lucidità di fronte ad interventi difficili e rischiosi”. E in uno di questi interventi mentre era in servizio a Quargnento in provincia di Alessandria, ha perso la vita il giovane pompiere reggino Antonino Candido al quale, insieme al professore Italo Falcomatà (storico, politico, sindaco di Reggio Calabria dal 1993 al 2001) e all’imprenditore Cesare Diano (presidente Confindustria Calabria, amministratore comunale), l’Amministrazione comunale ha assegnato un riconoscimento speciale alla memoria.

“Antonino era fiero della divisa che indossava, amava il suo lavoro e sin da bambino, aveva sognato di entrare nella grande famiglia dei vigili del fuoco – afferma la mamma Maria Stella Ielo accompagnata dal marito Angelo Candido – Una famiglia che, da quella tragica notte, non ci ha mai lasciato soli e ancora oggi, ci sta accanto donandoci quell’affetto che ci aiuta ad andare avanti”. A ricordare l’esempio del giovane vigile del Fuoco anche la professoressa Rosetta Neto Falcomatà che si sofferma sul marito, “ex docente di lettere, un uomo che ha fatto tante battaglie per il bene comune e della sua città, un politico onesto che ha saputo imprimere con un atteggiamento ed uno stile pacato, calmo, mai gridato la legalità”. Commozione anche nel dolce ricordo del figlio dell’imprenditore Diano, “un capitano d’industria che ha rappresentato per lungo tempo uno dei pilastri del mondo imprenditoriale reggino e non solo”. All’evento non sono volute mancare le autorità civili, militari e religiose, l’Associazione Minatori mottesi Commemorare per ricordare, gli studenti dell’Istituto comprensivo, la comunità mottese tutta.

Premio Minatore d’Oro a Motta San Giovanni, Versace e Quartuccio: “Momento di alto valore civico”

Il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, ed il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, hanno preso parte alla cerimonia de “Il Minatore d’oro”, il premio internazionale che, annualmente, il Comune di Motta San Giovanni riconosce a figure che si sono distinte nel mondo del lavoro, della cultura, della medicina, della ricerca e del sociale e che, quest’anno, è stato assegnato al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il sindaco ff Versace, nel consegnare l’ambito riconoscimento alla memoria dell’imprenditore Cesare Diano, già presidente di Confindustria Calabria ed ex amministratore mottese, si è detto “onorato nel prendere parte ad una cerimonia molto importante che vede una comunità raccolta per celebrare non solo i propri concittadini illustri, ma soprattutto la figura del minatore che, nei secoli, ha rappresentato appieno il senso del sacrificio, del lavoro, dell’abnegazione e dell’attaccamento alle proprie radici”. “I minatori – ha detto Versace – per Motta San Giovanni rivestono una notevole importanza storica e, in tantissimi casi, il loro ricordo racchiude l’esperienza e la sofferenza umana di numerose famiglie. Anche in questa occasione, quindi, non poteva mancare il supporto della Città Metropolitana felice, quest’anno, di partecipare ad una festa che è anche del Corpo dei vigili del fuoco, di uomini che sacrificano la loro vita, come è accaduto, purtroppo, al compianto Nino Candido, per la sicurezza di ognuno di noi”.

Proprio al vigile del fuoco reggino morto nell’adempimento del proprio dovere ed all’ex sindaco di Reggio Calabria, Italo Falcomatà, protagonista della Primavera reggina, sono state riservate altre due menzioni speciali particolarmente apprezzate dal consigliere metropolitano Filippo Quartuccio: “Va dato atto al Comune di Motta San Giovanni ed alla commissione del premio “Minatore d’oro” d’aver scelto delle grandi figure che, per storie, esperienze e destini diversi, rappresentano due esempi per le future generazioni”.

“La cerimonia di oggi – ha aggiunto Quartuccio – ha una rilevanza autorevole perché pone al centro della nostra attenzione il costante impegno dei Vigili del fuoco rivolto a tutelare le persone che vivono momenti di difficoltà. A loro dobbiamo essere grati». Ma il premio “Minatore d’oro”, secondo il consigliere metropolitano, «assume anche un aspetto didattico ed educativo fondamentale”. “Grazie a momenti come questi – ha concluso – i nostri giovani hanno l’occasione di poter conoscere quanti si sono distinti, ognuno per le proprie competenze, nei diversi campi che costituiscono la società civile. Sono valori che dobbiamo continuare a trasmettere e qualsiasi occasione è fondamentale per il loro pieno riconoscimento a qualsiasi livello e latitudine”.

 Minatore d’Oro a Motta San Giovanni, la Fondazione Falcomatà: “fare memoria per costruire il futuro”

“Un ringraziamento sentito all’Amministrazione comunale di Motta San Giovanni guidata dal Sindaco Verduci per l’emozionante cerimonia di oggi. E naturalmente grazie per aver voluto rivolgere un pensiero ed un ricordo alla figura di Italo Falcomatà. Lo spirito che sta alla base di questa onorificenza, nata per rendere omaggio ai tanti minatori mottesi scomparsi negli anni a causa di malattie professionali, è quello che anima ogni giorno il lavoro della nostra Fondazione. Fare memoria è fondamentale, come ha affermato Liliana Segre è “un vaccino prezioso contro l’indifferenza”, soprattutto perchè ci consente di trasferire ai più giovani la consapevolezza della nostra identità e fornire gli strumenti per progettare e costruire il futuro”. Ha commentato cosi la Presidente della Fondazione Italo Falcomatà, Professoressa Rosa Neto, a margine della cerimonia di conferimento del premio internazionale Il Minatore d’Oro istituito dall’Amministrazione comunale di Motta San Giovanni per ricordare il sacrificio dei minatori mottesi e destinato a figure che si siano distinte e abbiano raggiunto notevoli risultati nel mondo del lavoro, della cultura, della medicina, della ricerca e del sociale. Il premio è stato assegnato quest’anno al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, mentre un riconoscimento speciale alla memoria è stato assegnato alle figure di Nino Candido, giovane vigile del fuoco di Reggio Calabria ucciso dallo scoppio doloso della cascina di Quargnento nel 2019, all’imprenditore già Presidente di Confindustria Calabria Cesare Diano, e proprio al Professor Italo Falcomatà, indimenticato sindaco della Primavera reggina. A ritirare il riconoscimento, conferito dal sindaco Giovanni Verduci e dell’Associazione dei Minatori mottesi, la presidente della Fondazione Rosa Neto Falcomatà.

“Dobbiamo grande rispetto alla figura dei minatori – ha aggiunto la Professoressa Neto – e credo sia un dovere per tutti noi ricordare il sacrificio delle migliaia di persone, nostri concittadini, emigrati nei secoli scorsi per lavorare nelle miniere del centro e nord Europa. E’ triste pensare alle tante famiglie falcidiate dalle morti bianche a causa di malattie professionali, soprattutto respiratorie, che queste persone contraevano lavorando in miniera. Quella dei minatori è una storia legata a doppio filo con quella del nostro territorio, cosi come penso sia significativo l’esempio di persone come il giovane Nino Candido, cui oggi vuole andare il mio pensiero, ucciso purtroppo mentre svolgeva il suo lavoro al servizio della comunità. La sua figura, come quella di tanti giovani reggini, ancora costretti ad emigrare per motivi di lavoro, deve essere un riferimento per tutti coloro che quotidianamente lavorano al servizio della nostra terra”.