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Il grande dubbio sul “branco” di Melito Porto Salvo, condanne definitive ma “in carcere sono entrati ragazzi innocenti, macchiati da un reato mai commesso”

legge uguale per tutti tribunale

Melito Porto Salvo, “Operazione Ricatto”, l’Avv Vazzana: “i miei assistiti sono innocenti, andremo avanti con la difesa”

La Corte di Cassazione, nei giorni scorsi, ha rigettato l’appello delle difese del processo “Ricatto”, meglio conosciuto al grande pubblico come “il branco di Melito Porto Salvo“, rendendo definitive le sei condanne per violenza sessuale di gruppo consumata nella cittadina jonica ai danni di una ragazzina appena 13enne. A pochi giorni dalla sentenza della suprema corte non cala il silenzio, con l’avvocato Maria Domenica Vazzana che difende gli imputati Tripodi e Nucera ed è pronta ad avviare mezzi di impugnazione straordinari  del processo, “alla luce della moltitudine di prove emerse, purtroppo successivamente ai precedenti gradi di giudizio. Non ci si può esimere dall’affermare – spiega l’avvocato in una nota – che, questi ragazzi, seppur condannati e ad oggi colpevoli per la legge, in base alle ultime risultanze emerse potranno essere considerati colpevoli solo d’innocenza, difatti, la loro estraneità a quanto contestato verrà provata, non raccontata. Ci saranno importanti risvolti, che preannunciamo, potranno essere valutati esclusivamente  in maniera tecnica, certa e con scienza e coscienza, asettici e attendibili, di fronte a quello che non è stato un processo solo in aula, è stato un massacro mediatico, che ha fatto vivere anni d’inferno, e noi non possiamo più permettere che, un solo innocente paghi, sottolineammo che, uno dei ragazzi assolti, si è salvato perché all’epoca in cui veniva accusato di abuso sessuale, fortunatamente, non era in stato di libertà“.

L’avvocato prosegue: “In carcere sono entrati, costituendosi da soli, innocenti, macchiati da un reato mai commesso“.

Parla la mamma di Tripodi “nessuna prova né indizio contro mio figlio, solo la dichiarazione della ragazza che cambia ben tre volte versione, racconta un tentativo di abuso mai avvenuto, con particolari che ad oggi sono stati valutati da quanto emerso come inesistenti.  L’ho visto andar via a testa alta da innocente, e poi… mi devo vedere il padre della ragazza che viene qua al bar di mio figlio a prendersi il caffe felice, saluta, vede Lorenzo sorride e si fa offrire il caffè da un altro ragazzo, come se niente fosse. Ma non basta, si perizia il computer per la prima volta della ragazza, mio figlio non c’era su quel pc, ma ha pagato ingiustamente, non emerge alcun abuso, e dalle prove – finalmente recuperate – cancellate cinque giorni prima di consegnare il pc, risulta un’altra realtà, ad oggi penso che mio figlio sia vittima di una falsa accusa, ma forte della sua coscienza, andrà avanti anche con la croce di una condanna inaccettabile, ma emergerà la verità.

Si aggiungono le considerazioni della mamma di Nucera: “mio figlio, accusato di un crimine così orribile, con l’unica colpa di aver dato alla ragazza consigli moralmente retti, come emerso dai messaggi. Alcuna prova di abuso emerge su mio figlio, la cosa che mi da la forza, che una coscienza pulita non si piegherà mai, noi andremo avanti fin quando la verità non verrà alla luce della giustizia. A questa ragazza oggi donna, NOI mamme auguriamo di poter vivere felicemente la sua vita, e poter trovare amore e gioia, un equilibrio e una stabilità di vita, di potersi fare una meravigliosa famiglia, avere le attenzioni che desidera e godere di tutto il bene possibile, tutto quello che purtroppo le è mancato sin da piccola, come lei stessa racconta nel tema, è stata vittima di se stessa, dei suoi disagi, dei suoi vuoti, questo ci fa male a tutti”.

Il sipario non è calato, ma si alzerà adesso – prosegue l’avvocato – che si inizia a chiedere il perché di questa insistenza dei condannati sulla loro innocenza: riprendiamo le carte del processo, confrontiamo le prove, periziamo per la prima volta il pc, quelle che emerge non è l’abuso sessuale, non esiste un solo elemento che possa essere compatibile con il quadro di un soggetto abusato o ricattato, e dalle ultime risultanze, emerge il contrario di tutto, un vortice di traballanti accuse smontate è dir poco, contraddette in toto. Ma noi crediamo ancora nella giustizia, siamo certi che le prove nuove e quelle non valutate implicitamente  potranno far emergere una realtà ben diversa. La società e la giustizia, con precisa correttezza inizialmente avevano dato giusta importanza a quanto sostenuto, il tutto era idoneo a far partire un procedimento penale, ma di fronte alle prove emerse, ad oggi, non si può più chiudere gli occhi, concludo con una convinzione:  “Dio non gioca a dadi con l’universo” – sosteneva Einstein “contrariamente all’intuizione del geniale Einstein, “non solo Dio gioca a Dadi, ma sembra essere l’unico del quale possiamo fidarci per un gioco onesto” riscontra Hans Christian Von Baeyer. Io ammiro Einstein ma concordo con Von Baeyer, e confidiamo ancora nella giustizia, certi che potrà valutare il tutto con grande attenzione, qualora sorga anche una sola incertezza, nel  dubbio non si può applicare una legge che non ammette dubbi“.