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Ucraina, paura a Kharkiv: razzo distrugge la sede dell’amministrazione regionale [FOTO E VIDEO]

  • Foto Ansa
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Per Kiev è stato un tentativo di uccidere il governatore che guida la resistenza. Colpita anche la curia di una Chiesa cattolica

Queste immagini diffuse dal governo ucraino mostrano secondo il comando militare operativo dell’Ucraina un razzo russo che colpisce e distrugge la sede dell’amministrazione regionale a Kharkiv. Al momento dell’impatto erano in transito diverse auto civili. L’attacco è stato un tentativo di uccidere il governatore di Kharkiv e il suo team, che guidano la difesa della città, la seconda più grande dell’Ucraina, sostiene Kiev. “Barbaro missile russo colpisce la centrale Piazza della Libertà e i quartieri residenziali”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, pubblicando un video. Il filmato è stato girato attorno alle otto di mattina ora locale. Subito prima dell’esplosione, nella piazza, si vedono circolare alcune macchine, poi travolte dall’onda d’urto.

In un altro filmato, si sentono le voci di persone che ispezionano i resti di un edificio che dà sulla piazza. “Questa è la pace russa”, dice una di loro. “Volevano questo, ci avevano avvertiti”. Non è chiaro per ora quanti feriti abbia provocato la potente esplosione (fonti locali riferiscono sei feriti, tra cui un bambino), ma l’attacco era stato previsti ed i civili avvertiti dal suono delle sirene. Il capo del governo regionale, Oleg Synegubov, ha confermato l’attacco affermando che le forze russe hanno lanciato missili Grad e Cruise contro il centro della città ma che questa ha retto. “Attacchi di questo tipo sono un genocidio contro il popolo ucraino, crimini di guerra contro la popolazione civile”, ha detto Synegubov riferisce il Guardian.

Tutta la città è sotto assedio, una bomba stamani ha colpito la curia della Chiesa cattolica. Nei sotterranei, erano rifugiate 40 persone che fortunatamente sono illese. Lo racconta al Sir don Gregorio Semenkov, cancelliere della diocesi cattolica latina di Kharkiv e parroco della cattedrale. “Si è sfiorata la tragedia – racconta –. Stamattina è un inferno, la bomba è caduta sulla curia. Ci sono stati bombardamenti in centro città. Gli attacchi hanno preso di mira gli uffici governativi, le bombe hanno colpito anche le persone che stavano aspettando per prendere il pane e proprio in quel momento una bomba è caduta sulla curia. Ci sono tanti morti, per adesso non si hanno notizia del numero delle vittime e dei feriti. È caduta la connessione Internet per cui non ci arrivano informazioni aggiornate”. “Nella curia – racconta il parroco – in questi giorni c’è tanta gente, molte mamme con i bambini. Siamo in tutto 40 persone. Li abbiamo messi in un posto sicuro. Eravamo tutti sotto la terra e per fortuna la bomba ha colpito in alto”. Don Gregorio racconta che con i rifugiati, nella casa della curia, il vescovo, mons. Paolo Gonczaruk, e i sacerdoti hanno dato ospitalità anche al vescovo ortodosso: “Vive qui con noi, perché la sua abitazione è vicina alla zona militare ed ha dovuto lasciare la casa. Lo stiamo ospitando. La guerra fa anche queste cose, siamo uniti”.

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