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Guerra Ucraina, quotidiano La Stampa usa foto fake in prima pagina. Cremlino: “mostruoso”

la stampa prima pagina errata

Una foto scattata a Donetsk, dove tre giorni fa un missile balistico ucraino ha ucciso almeno 20 civili nella “capitale” di una delle due repubbliche separatiste, è stata utilizzata erroneamente per descrivere l’orrore degli attacchi russi in Ucraina

Dalla Russia arriva l’attacco ad uno dei maggiori quotidiani italiani. La Stampa infatti, nell’edizione del 16 marzo 2022, avrebbe utilizzato una prima pagina con una foto fake. “LA CARNEFICINA”, scritto così, a carattere maiuscolo e apposto sullo scatto tragico di un anziano signore che piange per i morti per descrivere l’orrore della guerra in Ucraina. Attorno a quell’immagine vengono richiamati articoli sui “traumi dei bambini in fuga da Leopoli”, su come Kiev si prepara all’“assalto finale” dei russi, ma c’è un piccolo problema: quella foto è stata scattata a Donetsk, dove tre giorni fa è stato un missile balistico ucraino ad uccidere almeno 20 civili nella “capitale” di una delle due repubbliche separatiste. Anche su StrettoWeb l’abbiamo utilizzata specificatamente per il drammatico episodio.

I fatti risalgono a lunedì, ma quasi nessuno in Italia ne ha parlato. Qualche riga si è letta sull’Ansa, ma non certamente su La Stampa, che pur pubblicando quella terribile immagine-simbolo, non ha contestualizzato (zero didascalie) l’episodio, “spacciandola” di fatto per uno dei tanti missili lanciati dai russi in questi giorni su Kiev, Mariupol o Kherson. Il giorno dopo la strage, di fronte al bancomat dilaniato dall’esplosione, sono apparsi grossi mazzi di rose e un biglietto. C’era scritto: “Perché nessuno ascolta Donetsk?”, ma sui giornali italiani di questo si legge poco o nulla. La vicenda non è passata inosservata e l’episodio è arrivato persino a Mosca. “La pubblicazione di una foto con i morti a Donetsk da parte di un quotidiano italiano è un mostruoso falso”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Un errore che imbarazza il popolo italiano e non gioca a favore della credibilità dei giornali nostrani al di fuori del confine.