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Guerra in Ucraina, il sudafricano Ramaphosa incolpa la Nato: “l’espansione verso est ha creato instabilità”

putin ramaphosa Foto di Sergei Chiricov /Ansa

Il presidente del Sudafrica ha rivelato: “Putin mi ha assicurato personalmente che i negoziati stavano facendo progressi”

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ritiene sia stata la NATO ad aver provocato la guerra in Ucraina e si dice contrario alle richieste di condannare e sanzionare la Russia da parte degli stati occidentali. “La guerra si sarebbe evitata se la NATO avesse ascoltato gli avvertimenti tra i suoi stessi leader e funzionari nel corso degli anni. L’espansione verso est ha portato a una maggiore, non minore, instabilità nel Continente”, ha affermato Ramaphosa in risposta alle domande in parlamento. Il leader ha poi aggiunto che il Sudafrica “non può perdonare l’uso della forza e la violazione del diritto internazionale”, facendo un apparente riferimento all’invasione russa dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio.

Il presidente Vladimir Putin ha caratterizzato le azioni della Russia come una “operazione speciale” per disarmare e “denazificare” l’Ucraina, contrastando quella che chiama aggressione della NATO. Kiev e i suoi alleati occidentali, però, credono che la Russia abbia lanciato una guerra “mai provocata” per soggiogare uno Stato vicino che Putin ritiene strategico. Ramaphosa ha rivelato inoltre: “Putin mi ha assicurato personalmente che i negoziati stavano facendo progressi. Non ho avuto modo di parlare ancora con il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, ma lo vorrei fare. Molti ci dicono di assumere una posizione di contrasto alla Russia, ma io credo piuttosto che in questo momento serva mantenere il dialogo. Urlando il proprio dissenso non si riuscirà a fermare la guerra”.