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Gas, Arera: “rientro rialzi tra fine 2022 e 2024, ma prezzi resteranno più alti della media”

Gasdotto Foto di Martin Schutt / Ansa

Le attuali quotazioni dei prodotti forward del Gas naturale “si aggireranno intorno a circa 100 euro/MWh fino al termine dell’anno in corso, a circa 65 euro/MWh per il 2023 e a circa 45 euro/MWh per il 2024”

“Le quotazioni forward dei prodotti energetici prefigurano un rientro graduale della crisi fra la fine del 2022 e il 2024 ma, presumibilmente, i prezzi del Gas naturale sono destinati a mantenersi più alti della media storica degli ultimi anni. Le attuali quotazioni dei prodotti forward del Gas naturale, con le dovute cautele derivanti dalla forte volatilità dei prezzi, si aggireranno intorno a circa 100 euro/MWh fino al termine dell’anno in corso, a circa 65 euro/MWh per il 2023 e a circa 45 euro/MWh per il 2024”. Così il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, in audizione in Commissione attività produttive della Camera.

Per Besseghini, inoltre, per avere “una migliore comprensione” delle dinamiche del mercato e, più in generale, dei meccanismi di funzionamento dei mercati all’ingrosso, “destinati ad essere fortemente influenzati anche dalle recenti scelte degli Stati membri e, in particolare, dell’Italia, di ridurre la dipendenza dal gas russo, rafforzando le importazioni da altri Paesi terzi” è necessario avere una “maggior visibilità sui contratti a lungo termine di approvvigionamento/importazione del gas naturale”. Il presidente dell’Arera ha pertanto fatto rilevare che “sulla base delle informazioni disponibili, è verosimile ipotizzare che una parte rilevante di questi contratti siano stati oggetto di rinegoziazione/rinnovo negli ultimi anni, con la sostituzione dell’indicizzazione al prezzo del petrolio con quella dei prezzi spot europei. Tuttavia, una parte dei medesimi contratti potrebbe ancora prevedere meccanismi di indicizzazione diversi”. L’Autorità valuta, quindi, “molto positivamente l’iniziativa promossa in tal senso dal Governo con il decreto legge adottato nella riunione del Consiglio dei ministri del 18 marzo scorso, che impone ai titolari dei contratti di approvvigionamento di volumi di gas per il mercato italiano di trasmettere a questa Autorità tali contratti, al fine di meglio consentire lo svolgimento dell’attività di monitoraggio”.