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L’esposto che fa tremare il generale Figliuolo: “chiese favori per il figlio”, indaga la Procura di Bolzano

Figliuolo Covid Foto di Luca Zennaro / Ansa

Il generale Figliuolo avrebbe assicurato alle truppe alpine l’arrivo di “materiali speciali, forse motoslitte”

Il commissario per l’emergenza Covid in Italia, Francesco Figliuolo, è finito nel mirino della Procura di Bolzano. A darne notizia è il Fatto Quotidiano: l’accusa di un anonimo, contenuto in un esposto depositato il 10 novembre 2021 dal presidente nazionale di Assomilitari, il maresciallo dell’Esercito Carlo Chiariglione, parla di presunti favoritismi nei confronti di suo figlio ai danni di altri militari, secondo quanto ricostruito, del 3° reggimento Alpini. La denuncia ha portato i pm altoatesini ad aprire un’inchiesta in cui né Figluolo, né il figlio sono indagati.

Il ragazzo sarebbe stato inviato nel 2019 per una missione Nato in Lettonia (denominata Operazione “Baltic Guardian”) dopo la sostituzione di un Reggimento. Tutto ciò, secondo la denuncia, è stato fatto per dare lustro, indennità ed agevolare la carriera di un comandante in particolare, l’allora capitano Federico Figliuolo, a capo della 34° compagnia del 3° reggimento Alpini, nonché figlio del generale Francesco Paolo Figliuolo, in quel momento ancora in testa al Comando Logistico dell’Esercito. In cambio – si legge ancora nell’articolo – , alle Truppe alpine sarebbe stato promesso l’arrivo di “materiali speciali, forse delle motoslitte”. Il Fatto Quotidiano ha scritto via Whatsapp al generale Figliuolo e chiesto spiegazioni all’ufficio stampa della struttura commissariale illustrando i fatti oggetto della denuncia, ma per ora non ha ottenuto alcuna risposta.