fbpx

Dubai dedica una giornata al Porto di Gioia Tauro: Zes e investimenti, la Calabria vuole essere protagonista nel rilancio dell’Italia | FOTO E VIDEO

/

L’evento voluto dalla Regione Calabria e dal presidente Roberto Occhiuto si pone l’obiettivo di mostrare al mondo gli investimenti che l’Italia ha in progetto per il territorio, cercando di attrarre investitori dall’estero, puntando soprattutto sulla sponsorizzazione del porto di Gioia Tauro

Per il rilancio della Calabria, con la fiducia che imprenditori dall’estero arrivino in questo territorio per investire. E’ questa la speranza con cui si apre l’edizione odierna dell’Expo Dubai 2020, un momento di confronto verso l’obiettivo di crescita e sviluppo su cui la Regione ha puntato in modo concreto. L’evento si è aperto con un video, delle immagini che mostrano l’incrocio tra modernità ed etica, perché questi sono territori storici su cui esistono numerose e antiche leggende. “Possa essere oggi un’occasione di festa per tutti noi, Gioia Tauro può diventare un Hub competitivo nel mediterraneo”, esordisce il giornalista Francesco Verderami, moderatore della manifestazione organizzata oggi nella nota città degli Emirati Arabi Uniti.

L’editorialista ha poi fornito l’assist al professore Ernesto Galli della Loggia, che ha fatto un’analisi sulla geopolitica del Mediterraneo e gli impatti per l’economia del Mezzogiorno: “il 40% del traffico di merci in Italia passa via mare, la metà di queste transita dal Mediterraneo. Un dato cresciuto molto negli ultimi 20 anni per l’arrivo della Cina nel nostro mercato e per il raddoppio del Canale di Suez. Il Mediterraneo è la via più breve tra l’Europa e l’Asia, punto cruciale per molti Stati asiatici. E’ per questo, ad esempio, che la Cina ha investito nel porto del Pireo e di Valencia. Il Canale di Sicilia e lo Stretto di Messina sono due degli snodi principali, ed entrambi sono controllati dall’Italia. Se questo spazio dovesse essere bloccato, per qualsiasi ragione, il traffico da Suez verso Gibilterra cesserebbe immediatamente, i Balcani resterebbero isolati. La vocazione marittima dell’Italia è stata per troppo tempo dimenticata, va ricordato che solo 1/10 delle coste appartiene alla Calabria. Il Paese ha però rivolto lo sguardo prettamente verso Nord, l’Europa di cui fa parte sta a ricordare che l’Italia fa parte della base meridionale del Continente. Il nostro Paese avrebbe dovuto far valere il suo carattere peculiare di frontiera marittima. Oggi è in corso una evoluzione geopolitica, il Mediterraneo sta assumendo una grande importanza. Inoltre si sta scoprendo fonte di gas naturale e petrolio, quindi puntare sul Meridione significa attuare una mossa strategia, il Sud possiede un potenziale di sviluppo grandioso. Il Sud è sempre stato cruciale nello sviluppo industriale dell’Italia, ma tornare al Mediterraneo significa anche ritornare a quel Sud particolare che è la Calabria”.

“Il porto di Gioia Tauro rappresenta quella possibilità di sviluppo verso il mare, di risistemazione di tutto il sistema portuale italiano che ha bisogno di passi in avanti con la creazione delle Zes. Il sistema ferroviario deve essere adeguato al Mezzogiorno e alla Sicilia. Il trasporto di un container da Gioia Tauro a Francoforte farebbe risparmiare la metà del tempo, rispetto ad un viaggio verso Rotterdam. Per far questo c’è bisogno di investire nell’adeguamento e nella modernizzazione del trasporto ferroviario e della logistica marittima. Questo porterebbe maggiori investimenti privati, molti dei quali sono già presenti, che avrebbero un vantaggio nella localizzazione meridionale. La stessa cosa vale per il rapporto che l’Italia meridionale potrebbe avere per tutte le attività economiche nell’Asia e nel Medio Oriente. La Turchia ha acquistato una grande base nel porto di Taranto, una sorta di trampolino con il proprio Paese. Quel che serve è anche un grande investimento culturale, aprirsi nei confronti degli Stati dell’Africa mediterranea, con scambi ad esempio tra le Università”, termina l’intervento Galli della Loggia.

schede expo dubai calabria

Gratteri: “porto Gioia Tauro fondamentale per il Paese”. E poi “rimprovera” i ministri Giovannini e Cartabia

L’intervento successivo è toccato al procuratore Nicola Gratteri“Non vorrei parlare di mafia oggi – ha esordito – . E’ importante invitare oggi i ministri Carfagna e Giovannini, con il quale Occhiuto dovrebbe stare appiccicato ogni giorno, in vista dell’arrivo dei fondi europei con il Pnrr. La Calabria ha un microclima ogni 20 km, questa cosa non esiste in nessuna parte d’Italia, penso ad esempio al Bergamotto. Il Porto di Gioia Tauro sia è grande opportunità per l’Italia, ma oggi è sfruttato solo al 20%. Alle spalle dell’infrastruttura ci sono ettari di terreno, ancora mai utilizzati, su cui non c’è stata la programmazione della politica calabrese, non possiamo pensare che i problemi del Sud li possano risolvere i parlamentari del Nord. Sogno per la mia Calabria le stesse infrastrutture del Veneto e della Lombardia, siamo stanchi di questo assistenzialismo propinato dai vari governi. Questo porta al vagabondaggio e al lavoro nero. Io voglio un porto di Gioia Tauro collegato con la ferrovia e l’aeroporto di Lamezia Terme, qui c’è bisogno dell’Alta Velocità. Il prof. Giovannini è quasi tranquillizzato, gli ho detto di pensare alle opere pubbliche che alla ‘ndrangheta ci pensiamo noi. Non deve essere un’occasione persa per la Calabria, c’è bisogno degli investimenti sulla Salerno-Reggio Calabria, è fondamentale per lo Stato. Basti pensare al fatto che c’è un grande spostamento in autobus verso il Nord ogni giorno, persone stivate 12-15 ore per raggiungere l’Emilia e la Lombardia. Non ho visto ancora soldi stanziati per l’intera rete”.

“E’ vero che in Calabria c’è la corruzione, fenomeno che riguarda tutto il mondo occidentale, in particolare nei posti con grande densità mafiosa, ma non abbiamo avuto governi che hanno voluto investire contro le mafie. E’ la stessa classe dirigenza che ha bisogno delle mafie per contrastare poteri concorrenti, cerchiamo coi mezzi che abbiamo di combattere, anche se questo Governo ci sta aiutando pochissimo, si stanno facendo provvedimenti pensati e diretti dal Ministro Cartabia che saranno devastanti per i prossimi decenni. Mi auguro dunque che i ministri che avete invitato vi abbiano a cuore le infrastrutture che il Sud ha bisogno più del pane”, conclude Gratteri.

Lauteta: “abbandoniamo vecchi stereotipi, Calabria ha tantissimo potenziale”

La reggina Cetti Lauteta, Responsabile Area Scenario Sud, in seguito, ha illustrato il quadro socio-economico del Sud e della Calabria, portando numeri e prospettive: “la Calabria si allontana dagli stereotipi per avvicinarsi al mercato internazionale in maniera positiva. Il Meridione non è il carrozzone d’Italia, ha delle specializzazioni che esaltano il made in Italy nel mondo, ha tantissime cose da raccontare. Esiste il fenomeno della fuga dei cervelli, ci piacerebbe si discutesse come poter sfruttare il potenziale giovanile del Sud. Il Sud produce grandi quantità di energie rinnovabili, quasi il 100% se pensiamo all’eolico. La Calabria è inserito in uno scenario socio-economico positivo e fra questi c’è anche il Porto di Gioia Tauro, al centro del mediterraneo allargato, un’infrastruttura moderna ed efficiente del Paese, ma è anche competitivo e attrattivo per il sistema imprese. L’Hub è il primo porto in Italia (anche in tasso di crescita nonostante il Covid-19, ndr), l’8° in Europa, per questo è da rafforzare il sistema intermodale essendo un baricentro delle rotte continentali. Siamo davanti ad un’infrastruttura strategica per il Paese”.

schede expo dubai calabria

Agostinelli: “porto Gioia Tauro come quello di Rotterdam con giusti investimenti”

Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, successivamente racconta il Porto di Gioia Tauro: “solo sette anni fa l’hub molto giovane viveva la sua crisi più grave, invece oggi la Regione lo presenta come eccellenza all’Expo Dubai. Potevamo mostrare l’efficienza delle mega navi che scalano il nostro porto ogni giorno, ma abbiamo preferito far vedere un porto del Sud e della sua “via della seta”. Queste navi scalano solo a Valencia, Barcellona e Gioia Tauro. Solo questi tre porti possono accogliere in sicurezza tali navi. Noi rappresentiamo la nuova “via della seta”, un orgoglio per la Calabria avere un porto così sviluppato e strategico, su cui sono stati fatti tantissimi investimenti, e se ne faranno ancora. Tecnologia e innovazione si coniugano in un contesto storico e mitologico, visto che della mitologia omerica ne è impregnata la Calabria. Gioia Tauro potrebbe diventare Rotterdam se le ferrovie nazionali funzionassero correttamente, allora lo scalo sarebbe ai livelli dei migliori. Stiamo già investendo i fondi del Pnrr, abbiamo aperto cantieri e forse siamo i primi in questo caso. Una notizia bellissima, la criminalità si sconfigge anche creando posti di lavoro, noi facciamo la nostra parte”.

Carfagna, “alto interesse investitori per ‘nuovo Sud’ che stiamo programmando”

“Sono positivamente stupita dall’alto interesse che ha raccolto la mia presentazione a Dubai del “nuovo Mezzogiorno” che stiamo costruendo. Investitori, diplomatici, imprese sono consapevoli che il prossimo decennio vedrà una crescente centralità del Mediterraneo, nella sua dimensione allargata alla Penisola Arabica, e che il Sud Italia è candidato a essere protagonista di questo processo attraverso le sue otto Zone Economiche Speciali, con burocrazia zero e tassazione ridotta. Zone che si trasformeranno in 5 anni in altrettanti snodi di un sistema altamente efficiente di collegamenti ferroviari, portuali, aeroportuali e stradali”. Così il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, al termine dell’incontro al Padiglione Italia dell’Expo di Dubai. “E’ tempo di guardare a Sud – ha proseguito il ministro – per una serie di rilevanti fattori: l’ampliamento del Canale di Suez, l’emergere dell’Africa come grande e crescente mercato di produttori e consumatori, la costruzione di nuove infrastrutture energetiche tra Medio Oriente e Europa e tra Africa ed Europa. Chi nei prossimi mesi si affaccerà nel Sud Italia per fare impresa e investire fara’ una scelta lungimirante e altamente produttiva”.

“La mia presenza qui ha un doppio fine. Rendere omaggio a nome del governo ad un evento di tale importanza che marca la ripresa dopo la pandemia. Il secondo fine è quello di presentare nuove opportunità investimento in Italia, soprattutto nel Meridione. Si può costruire il futuro insieme partendo dalla cooperazione, scambiando idee e competenze. L’esperienza dell’integrazione europea e l’accordo di Abramo in Israele significa andare al di là dei conflitti. Siamo qui per dimostrare l’Italia mediterranea che si sta sviluppando e del movimento verso la penisola araba che stiamo creando. Pensiamo alla realizzazione di nuove infrastrutture verso Asia ed Europa, l’Italia è al centro del mediterraneo ed è un candidato ad essere centro di logistica per l’intera regione. Il Pnrr finanziato dai fondi europei è per questo fine, i porti attiveranno modelli attraverso digitalizzazione, burocrazia più semplice e investimenti autostradali. Dubai è il miglior luogo dove mostrare le Zes, possiamo far ciò grazie zona geografica di cui dispone il Meridione. Dobbiamo rispondere a chi vuole investire nelle nostre Zes, un sistema efficiente di connessioni tra porto, strade e ferrovia. Così che si possa creare un collegamento con l’Africa e ridurre i tempi di trasporto delle merci. I porti meridionali saranno il luogo più conveniente per continuare il proprio percorso verso altre destinazioni, è questa la nostra visione per il Meridione che sarà il punto all’avanguardia del nostro Continente. L’Italia è il centro di una strategia di reindustrializzazione, per fare business in una stagione di sviluppi senza precedenti nel nostro Paese. Nella nostra terra ricca di tradizioni e fascino sarà fantastico lavorare e vivere”, conclude Carfagna.

All’incontro al Padiglione Italia è intervenuto il sottosegretario all’imprenditoria e alle piccole medie imprese degli Emirati Arabi e hanno partecipato imprenditori di più di trenta paesi sia in presenza sia in streaming. Prima dell’incontro il ministro Carfagna ha visitato il padiglione Italia soffermandosi su tutte le eccellenze che rappresentano il nostro Paese all’estero. Nel pomeriggio il ministro visiterà altri padiglioni, iniziando da quello ucraino.

schede expo dubai calabria

Occhiuto: “possiamo attrarre investitori, colloqui anche per scalo crocieristico”

Infine, prende la parola il presidente Roberto Occhiuto, tra i promotori di questa iniziativa internazionale: “sull’Alta velocità non arretriamo di un millimetro, ma ci sono altre infrastrutture come la SS106 su cui ci saranno presto novità. Con Mara Carfagna avevamo pensato di presentare in questo palcoscenico la Zes di Gioia Tauro, la più importante d’Italia, in quanto lo scalo è il più importante del nostro Paese. Ho voluto dedicare questa giornata al porto di Gioia Tauro perché l’Italia si è dimenticata del Mediterraneo e di un hub che per inerzia è diventato protagonista. Al contrario di come qualcuno dice, il nostro porto non è in concorrenza con Augusta, dove si stanno investendo centinaia di milioni di euro, peccato che non riverberi crescita nel Mezzogiorno attraverso lo sviluppo di attività industriali e imprenditoriali. La ‘ndrangheta fa schifo ma non deve essere una scusa per non fare investimenti, è per questo che ringrazio Nicola Gratteri per il suo intervento. La Regione si sviluppa anche se riesce ad attrarre imprenditori da fuori, ed io credo fermamente nella possibilità che la Calabria possa essere terra di grande prospettiva. Nei prossimi giorni a Ginevra incontrerò Msc per chiedere come i terminalisti possano affacciarsi sul nostro territorio, ma ci sarebbe anche Grimaldi. La zona del retro porto può essere sfruttata e io ci credo moltissimo in queste possibilità”.

Expo Dubai 2020, la Calabria e il porto di Gioia Tauro protagonisti. Occhiuto: “abbiamo grande potenzialità” | VIDEO

Expo Dubai, Varì: “sportello Regione per aiutare le imprese a sviluppare export”

“Vogliamo puntare sull’internazionalizzazione delle nostre imprese, anche delle medio-piccole. Abbiamo intenzione di istituire, presso la Regione, uno sportello per aiutare gli imprenditori a promuovere le loro eccellenze, anche fuori dai confini nazionali. L’export si stimola anche e soprattutto attraverso la formazione e il management, sfruttando le grandi occasioni che oggi ci dà il digitale. Questa è una delle sfide chiave per il futuro dei nostri territori”. Lo ha detto Rosario Varì, assessore allo Sviluppo economico della Regione Calabria, intervenendo al “Calabria Day”, in corso al Padiglione Italia dell’Expo 2020 Dubai. “Il governo regionale vuole attrarre investimenti, nuovi investimenti nel nostro territorio significano sviluppo economico e dunque occupazione. In Calabria abbiamo il 20% di disoccupazione, il doppio del dato nazionale, e abbiamo purtroppo tanti Neet, giovani che non studiano e non lavorano. Serve un’accelerazione per superare questo deficit. E per attrarre gli investimenti vogliamo puntare su alcuni settori chiave: la transizione energentica, il Made in Italy, gli asset strategici come il turismo e la cultura, l’innovazione tecnologica. E naturalmente dobbiamo riqualificare le nostre aree industriali, in modo da offrire alle aziende i servizi dei quali hanno bisogno per crescere: infrastrutture e logistica su tutti. Vogliamo diventare attrattivi, ma allo stesso tempo dobbiamo valorizzare le nostre eccellenze, abbiamo un sistema di università e ricerca di grande qualità. I giovani calabresi si formano e trovano facilmente lavoro, purtroppo spesso non in Calabria. Ma il trend potrebbe cambiare. Tanti ragazzi negli ultimi anni hanno scelto di restare. Dal 2015 al 2021 in Calabria abbiamo avuto il 114% in più di start up innovative. Stiamo investendo nella programmazione e nello sviluppo delle nuove tecnologie: le imprese devono trovare un territorio fertile. Stamo lanciando gli innovation hub, luoghi fisici nei quali dare opportunità ai nostri giovani e offrire loro una possibile occupazione di qualità. In questo scenario il porto di Gioia Tauro e la Zes che ricade sul territorio a ridosso possono essere uno straordinario volano di sviluppo. Stiamo intraprendendo la strada giusta”, conclude Varì.