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Draghi rassicura: “nessun rischio di allargamento guerra. Mettere un tetto a prezzi gas, Italia può stare tranquilla”

Mario Draghi Foto di Filippo Attili / Ansa

Le parole del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi in conferenza stampa alla Reggia di Versailles per la seconda giornata del vertice informale dei leader Ue

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato in conferenza stampa alla Reggia di Versailles, nella seconda giornata del vertice informale dei leader Ue. Il vertice di Versailles “è stato un successo, raramente ho visto l’Ue così compatta ha precisato il Premier, che ha detto la sua sul problema energetico e sulla guerra in Ucraina. “Noi dobbiamo mettere un tetto ai prezzi del gasha detto – ma l’obiettivo è molto complesso. Su questo ci sono vari pareri. La Commissione al prossimo consiglio europeo presenterà un rapporto su come diminuire la dipendenza dal gas. La discussione ha toccato le insufficienze di materie prime, tra cui l’agro-alimentare. La risposta è che se ciò si aggreverà occorrerà importare da altri Paesi, come Usa, Canada o Argentina. Ciò determina una necessità di riconsiderare tutto l’apparato regolatorio e questo argomento lo ritroviamo sugli aiuti di Stato, sul Patto di Stabilità. C’è la convinzione che la Commissione debba rivisitare temporaneamente le regole che ci hanno accompagnato in questi anni” precisa Draghi. “Non ci saranno ripercussioni sul nostro debito dalle decisioni della Bce. L’Italia è in grado di affrontare la crisi dopo una performance di crescita economica che definirei eccezionale. Abbiamo quindi un ‘acquisito che ci fa stare tranquilli‘”.

“Le sanzioni adottate contro la Russiaprosegue Draghi – sono molto pesanti e sono state adottate da tutti senza esitazioni. Possono essere anche più pesanti, l’importante è essere consapevoli che hanno un impatto su famiglie e imprese e, soprattutto, per il mantenimento della loro produzione. Questa situazione se non affrontata ha il potenziale di fratturare il sistema economico Ue spingendolo verso il protezionismo. C’è una grande disponibilità da parte di tanti, una grande determinazione da parte di altri e una notevole cautela da parte di altri ancora” sull’adesione di Kiev all’Ue, dice ancora il Premier in merito alla possibilità che l’Ucraina faccia parte dell’Unione. “Le regole per entrare sono molto precise e prevedono un lungo periodo di riforme strutturali. Io sono il primo a pensare che un messaggio di incoraggiamento sarebbe d’aiuto ma occorre rispettare anche cosa dicono gli altri”. E poi, sulla guerra in corso:non vedo il rischio di un allargamento della guerra, lo hanno detto anche i nostri Alleati. Più pesanti sono le sanzioni e minore è il rischio di un allargamento del conflitto. Putin non vuole la pace, il suo piano sembra essere un altro. Io mi auguro che al più presto si arrivi ad uno spiraglio e noi faremo di tutto affinché Ucraina e Russia arrivino a parlarsi, purché sia preservata la dignità dell’Ucraina”.

“Se dobbiamo temere una economia di guerra? No, non ancora. Dobbiamo prepararci, ma non è assolutamente una economia di guerra, specialmente per gli approvvigionamenti di cose fondamentali, come il cibo. Alcuni allarmi visti sui giornali di oggi sono grandemente esagerati – ha aggiunto il Premier – Prepararsi non vuol dire che deve avvenire con probabilità uno, sennò saremmo già in una situazione di economia di guerra e di razionamento”.